Il CEO di GameStop riceverà un compenso di $35 miliardi. A patto che riesca a fare questo

P. F.

11 Gennaio 2026 - 10:59

Il CEO di GameStop potrebbe incassare uno dei pacchetti retributivi più ricchi della storia. Ma ciò accadrà solo se riuscirà a raggiungere degli obiettivi estremamente ambiziosi.

Il CEO di GameStop riceverà un compenso di $35 miliardi. A patto che riesca a fare questo

GameStop ha messo sul tavolo una proposta che sta facendo discutere Wall Street. Il consiglio di amministrazione dell’azienda leader nella rivendita di videogiochi ha approvato un potenziale pacchetto retributivo da circa 35 miliardi di dollari per il suo CEO e presidente Ryan Cohen. Ma a una condizione chiave: il pagamento scatterà solo in caso di una trasformazione radicale del gruppo. Niente stipendio fisso, bonus in contanti o azioni maturate nel tempo. Tutto è legato alla performance aziendale.

Il piano prevede esclusivamente stock option, per un totale di oltre 171,5 milioni di azioni di classe A, esercitabili al prezzo di 20,66 dollari ciascuna. In altre parole, Cohen guadagnerà solo se gli azionisti guadagneranno. Ma cosa dovrà fare esattamente, per ottenere il compenso?

Gli obiettivi: capitalizzazione a 100 miliardi e profitti record

Per maturare integralmente il compenso, GameStop dovrà raggiungere due traguardi considerati oggi estremamente ambiziosi. Il primo riguarda la capitalizzazione di mercato, che dovrà arrivare a 100 miliardi di dollari, più di dieci volte il valore attuale, che si aggira intorno ai 9,3 miliardi. Il secondo obiettivo è operativo: la società dovrà generare 10 miliardi di dollari di EBITDA cumulato, un indicatore chiave della redditività aziendale.

Il piano di remunerazione è strutturato in nove tranche progressive. La prima scatterebbe solo al raggiungimento di una capitalizzazione di 20 miliardi e di 2 miliardi di EBITDA cumulato. Da lì in avanti, ogni scaglione richiede un incremento simultaneo di valore di mercato e profitti, fino al target massimo. Se GameStop non dovesse centrare neppure il primo livello, Cohen non riceverà alcuna remunerazione.

Un modello che ricorda il piano di Tesla per Elon Musk

Secondo quanto emerge dai documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission (SEC), il pacchetto è stato studiato per allineare in modo totale gli interessi del CEO a quelli degli azionisti. L’impostazione richiama da vicino il recente piano di incentivi stabilito dal CdA di Tesla per il CEO Elon Musk, anch’esso basato su obiettivi di capitalizzazione e risultati operativi straordinari.

Il board di GameStop ha definito il programma dopo un’analisi approfondita con il supporto di una società indipendente di consulenza sulle remunerazioni. Ryan Cohen si è astenuto da ogni decisione e non parteciperà al voto degli azionisti, che saranno chiamati ad approvare il pacchetto in un’assemblea straordinaria prevista tra marzo e aprile 2026.

Dal meme stock al tentativo di rinascita industriale

La sfida è tutt’altro che semplice. GameStop resta uno dei simboli della stagione dei meme stock, esplosa nel 2021 quando il titolo è arrivato a guadagnare fino al 2.000% grazie all’ondata di investitori retail coordinati sui social. In quel periodo, la capitalizzazione della società ha toccato un picco di circa 34 miliardi di dollari, ben lontano però dai 100 miliardi oggi richiesti dal piano.

Negli ultimi anni, il gruppo ha chiuso centinaia di negozi e ha cercato di adattarsi a un mercato sempre più digitale, segnato dal declino delle vendite fisiche di videogiochi. Tra le mosse più controverse, anche l’investimento di parte della liquidità aziendale in criptovalute, nel tentativo di diversificare e trovare nuove leve di crescita.

Il bilancio dell’era Cohen

Ryan Cohen è entrato nel consiglio di amministrazione di GameStop nel gennaio 2021 ed è diventato CEO nel settembre 2023. Da allora, la società ha mostrato segnali di miglioramento sul piano finanziario. La capitalizzazione è passata da circa 1,3 miliardi a oltre 9 miliardi di dollari, mentre le spese operative sono state ridotte in modo significativo e l’azienda è passata da una perdita netta di oltre 380 milioni di dollari a un utile superiore ai 420 milioni negli ultimi dodici mesi.

Numeri importanti, ma ancora molto lontani dagli obiettivi richiesti per sbloccare il maxi compenso. La posta in gioco, però, è chiara. Se Cohen riuscirà davvero a riportare GameStop ai vertici del mercato globale, il premio potrebbe essere storico. In caso contrario, il CEO non incasserà nulla. Una scommessa ad alto rischio, sia per l’azienda che per il suo uomo simbolo.

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