Azionario: ecco le opportunità d’investimento sul mercato USA

Renato Frolvi

1 Settembre 2015 - 12:39

La volatilità è ancora alta, ma aumentano le opportunità di investimento negli titoli azionari degli Stati Uniti: ecco dove e perché investire.

Azionario: ecco le opportunità d’investimento sul mercato USA

Dopo il sell-off innescato l’11 agosto con la svalutazione dello yuan scrissi di non comprare azioni, almeno temporaneamente, e di aspettare ulteriore volatilità sui mercati per poter iniziare a comprare a prezzi più bassi.

La volatilità a tutt’oggi non accenna a diminuire. Il VIX di Chicago vale oltre il 28, ben al di sotto del picco al 40 registrato il 24 agosto, e abbiamo bisogno di vederlo scendere al di sotto di 20 per ritornare alla normalità.

I dati sul PMI cinese usciti stanotte hanno introdotto altri ribassi sui nostri listini e probabilmente saranno destinati a produrre altri scossoni sui mercati nei prossimi giorni.

INDICE VIX DI CHICAGO 2010-2015

Ma per chi ha i nervi saldi e un alto grado di tolleranza al rischio forse ora è il momento di tornare a comprare azioni. Azioni USA.

Investire in azioni USA: ecco perché
E la ragione risiede negli ultimi dati macro della corporate America, che mi fanno pensare agli Stati Uniti come la regione geografica che potrà ben bilanciare la frenata cinese.
I tre dati che mi hanno impressionato favorevolmente sono stati la Consumer Confidence uscita il 25 agosto sul Calendario Economico (101.4 contro aspettative di 93.4), poi il dato sugli ordini beni durevoli di luglio pubblicato il 26 agosto (+2% contro il -0.4% atteso) e infine il dato pubblicato il 27 agosto sul PIL del 2° trimestre, in seconda revisione, uscito con un +3.7% contro +3.2% atteso, e contro un “magro” +2.7% della prima stima.

A questo punto lo spauracchio del rialzo dei tassi USA non lo temo più. Qualsiasi data verrà scelta dalla Federal Reserve per questo tanto temuto rialzo, sarà solo un’ufficializzazione a testimoniare che gli Stati Uniti sono su un sentiero di crescita robusto per l’intero 2015, più vicino al 3% che non al 2,5%.

Quella degli Stati Uniti è crescita non dipendente tanto dalla domanda estera quanto dalla domanda interna, e quindi una crescita sostanzialmente immune dalla frenata cinese(*). I consumi interni rappresentano infatti il 66% dello stock di ricchezza prodotta ogni anno negli USA.

Come ripeto, nel breve non mi aspetto che la volatilità possa scendere, e dovremo abituarci ad alti e bassi dei listini mondiali ancora per un bel po’.

Tuttavia, osservo che il piccolo terremoto innescatosi l’11 agosto con la svalutazione dello yuan da parte delle autorità cinesi ha fatto una sana “pulizia” degli indicatori di P/E dello S&P 500. A fine luglio il P/E dello S&P 500 era di 19x, ora si situa a 16,5x, non è né caro né a prezzi stracciati, sta sulla media degli ultimi 20 anni. Non siamo in bolla speculativa quindi.

Per coloro che accettano di salire l’ottovolante ecco quindi i titoli del mercato americano che mi piacciono di più.

Su quali titoli investire
Innanzitutto mi piacciono i titoli con un dividend yield atteso per il 2015 al di sopra dei rendimenti del Treasury. Ad esempio Ford (F), che paga il 4,5% ai livelli attuali, Caterpillar (CAT) con il 3.9%, la DuPont (DD) con il 3.7% oppure la stessa General Electric (GE) e la Procter & Gamble (PG), ambedue con un dividend yield del 3,5%.

Intendiamoci, non compro questi titoli per incassare il dividendo, che viene penalizzato dalla tassazione al 15% in ingresso sul territorio italiano e poi del 26% in Italia. Ma perché li ritengo protettivi nei momenti di eccesso di volatilità, poiché gli investitori americani sanno sempre apprezzare (durante i ribassi) quelle aziende che, storicamente, sono costanti nel remunerare i loro azionisti.

In secondo luogo, mi piacciono quelle aziende che traggono profitto da un rialzo dei tassi negli USA e dalla ripresa dei consumi: sono le banche, e soprattutto quelle commerciali, non quelle di investimento.
Da questo punto di vista andatevi a guardare il grafico di J.P. Morgan (JPM) e di Wells Fargo (WFC) negli ultimi 3 anni. Sono un’interessante occasione di acquisto nell’ottica dei 12 mesi.

La scelta di concentrarsi sul mercato degli Stati Uniti quindi è dettata da puro opportunismo “macro-economico”: compro in un area geografica che sta viaggiando su altri binari rispetto al resto del mondo.
E poi anche per opportunismo “valutario”: non appena la Fed avrà rialzato i tassi di interesse credo che il target di euro-dollaro (EURUSD) di 1,05 potrebbe essere già stato toccato. Con una plusvalenza su cambi della posizione in azioni USA di circa il 7% alle quotazioni attuali (1,1275 per il cross €/$ ).

(*) = Da un recente studio dell’analista di Goldman Sachs David Kostin si evince che il basket delle aziende appartenenti allo S&P 500 realizzano una quota del loro fatturato in Cina tra il 2% e il 3% del totale, una quota troppo piccola perché la frenata cinese possa produrre effetti tangibili sugli utili societari della corporate america.