Avvio negativo delle borse. I fantasmi di Grecia, USA e Giappone preoccupano gli investitori. Sempre più segnali che la ripresa sta rallentando. Poi la retromarcia?

Nadia Fusar Poli

02/06/2011

Avvio negativo delle borse. I fantasmi di Grecia, USA e Giappone preoccupano gli investitori. Sempre più segnali che la ripresa sta rallentando. Poi la retromarcia?

Si accasciano le borse europee. A pesare i dati macroeconomici USA di questi giorni, le incertezze della politica del Giapppone e le utlime notizie sul caso Grecia. L’agenzia di rating Moody’s Investors Service ha portato al 50% il rischio di default della Grecia visto che le sfide politiche all’orizzonte e l’elevata incertezza sulle prospettive di crescita rendono difficile che Atene riesca a stabilizzare il proprio debito senza fare affidamento sui creditori. Secondo un rapporto pubblicato ieri in tarda serata Moody’s ha declassato la Grecia di tre notches a Caa1 da B1, mettendola al livello di Cuba. La mossa arriva dopo che i responsabili politici hanno considerato la possibilità di chiedere ai creditori privati di partecipare a una ristrutturazione del debito, come precondizione perché il Paese riceva ulteriore sostegno finanziario. Secondo Moody’s il mancato raggiungimento dei target sul deficit lo scorso anno indica che molto probabilmente il Paese non riuscirà a centrare neanche gli obiettivi fiscali del 2011. In calo anche i mercati asiatici con la Borsa di Tokyo, che ha chiuso la seduta perdendo l’’1,69% mentre i futures sugli indici USA sono aumentati. Preoccupazioni che la ripresa economica globale stia vacillando.
I mercati U.S sono scesi ai minimi nella giornata di ieri dopo la chiusura dei mercati europei, con l’S&P 500 che ha registrato il suo più grande calo dal mese di agosto. I dati pubblicati ieri hanno mostrato che la produzione è cresciuta ad un ritmo più lento in più di un anno e i datori di lavoro hanno assunto un minor numero di lavoratori rispetto alle previsioni [ISM Manufacturing PMI (53.5) - ADP Non-Farm Employment Change (38k)]. Questo prima della relazione governativa mensile di domani del libro paga che può mostrare un calo del numero di persone assunte. Ieri Wall Street ha vissuto la peggiore seduta da agosto con gli investitori che vedono sempre più segnali che la ripresa sta via via rallentando: gli indici Usa hanno perso tutti oltre il 2%.
Più di 578.000 milioni di dollari sono stata cancellati dai mercati azionari americani dopo il 29 aprile, quando l’S & P 500 ha raggiunto l’ 1,363.61 , spingendo l’indice di valutazione a 13,3 volte gli utili stimati per il 2011, dal 13,8.
Lo Stoxx 600 è diminuito dell’1 per cento il mese scorso. Dal 17 febbraio, l’indicatore si è ritirato del 5,1 per cento.
Attesa la pubblicazione dei dati macroeconomici USA odierni: produttività e disoccupazione sotto osservazione.
«Gli operatori sono in guardia la debolezza dei recenti dati economici», ha detto Jonathan Sudaria, trader al London Capital Group Holdings Plc. (LCG). «Si alimenta la speculazione che la ripresa mondiale abbia perso slancio e potrebbe cominciare ad andare in retromarcia. I traders fuggono dalle attività rischiose.»

- L’indice Ftse 100 a Londra cede lo 0,92% a quota 5874,08, il Cac 40 di Parigi lascia sul terreno lo 0,99% a 3925,70 punti e il Dax 30 di Francoforte arretra dello 0,97% a 7147,27 punti.
L’Ftse Mib segna a Milano un calo dello 0,72% a 20.715 punti.
I titoli dei produttori di materie prime soffrono in particolar modo. Forti vendite anche sui settori bancario e dell’industria automobilistica. Kingfisher scende del 4,3% dopo le stime di mancato profitto. Il gruppo britannico ha avvertito che il corrente esercizio sarà difficile, soprattutto sul mercato domestico. BHP Billiton Ltd. (BHP) e Rio Tinto Group perdono entrambi più del 2 % mentre i prezzi dei metalli di base si ritirarono. Lo Stoxx Europe 600 Index è affondato dello 0,7 per cento a 276,37 (08:11 a Londra). L’MSCI Asia Pacific Index ha perso l’1,7 per cento. I mercati europei tra cui Svizzera, Austria e Svezia sono chiusi oggi per la festa dell’Ascensione. I futures dello Standard & Poor’s 500 Index s con scadenza questo mese sono saliti dello 0,2 per cento.