Assegno ordinario di invalidità: posso decidere di smettere di lavorare?

Lorenzo Rubini

21 Giugno 2021 - 15:11

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Per chi percepisce l’assegno ordinario di invalidità può essere una scelta quella di smettere di lavorare in attesa della pensione di vecchiaia?

Assegno ordinario di invalidità: posso decidere di smettere di lavorare?

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione previdenziale che viene erogata al lavoratore che ha subito una riduzione di almeno due terzi della capacità lavorativa. Essendo una prestazione previdenziale e non assistenziale, calcolata, appunto, sui contributi versati, non richiede la cessazione dell’attività lavorativa.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno, sono B. ho 58 anni e 37 anni di contributi (artigiana) e attualmente lavoro part-time (3 anni). Percepisco assegno ordinario di invalidità dal 1 dicembre 2020. Trascorsi 3 anni, al rinnovo dell’assegno ordinario, posso decidere di non andare più a lavorare e percepire ancora l’assegno fino all’età pensionabile che potrà essere, quando? Grazie.”.

Assegno ordinario di invalidità e lavoro

I titolari di assegno ordinario di invalidità non sono obbligati a cessare la propria attività lavorativa poiché la misura non lo richiede. Proprio in virtù del fatto che la misura viene riconosciuta in presenza di una riduzione della capacità lavorativa, per la capacità lavorativa che resta è possibile, quindi, continuare a lavorare senza, per questo, perdere il diritto al beneficio.

Ma il titolare ai AOI che lo desidera può cessare di lavorare in attesa della pensione di vecchiaia. Non è obbligatorio, infatti, continuare a lavorare per chi percepisce l’assegno ordinario e, nel suo caso, avendo largamente raggiunto il requisito contributivo che le darà diritto alla pensione di vecchiaia, potrebbe anche decidere di cessare l’attività lavorativa e continuare a percepire l’assegno ordinario fino al pensionamento.

Unico punto interrogativo, ed è bene sottolinearlo, è che l’assegno ordinario di invalidità ha una validità triennale e dopo 3 anni, quindi, bisogna presentare nuova domanda. Il rischio, se non si mantengono i requisiti sanitari, è quello di non vedersi rinnovare il beneficio e di aver lasciato il lavoro ad un’età in cui è molto difficile, poi trovarne un altro.

Discorso diverso, invece, per chi, dopo il terzo rinnovo ha, ormai, l’assegno ordinario di invalidità definitivo e non rischia più di vederselo non riconoscere in fase di rinnovo. Di fatto non le sto dicendo di non lasciare il lavoro, ma solo di essere molto prudente nelle scelte che compie.

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