Assegno ordinario di invalidità: per i titolari niente pensione anticipata

L’assegno ordinario di invalidità non permette l’accesso alla pensione anticipata, ma si potrebbe utilizzare la data di scadenza triennale.

Assegno ordinario di invalidità: per i titolari niente pensione anticipata

L’assegno ordinario di invalidità viene concesso ai lavoratori che abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo e che siano in possesso dei requisiti contributivi richiesti, ovvero almeno 5 anni di contributi versati , di cui almeno 3 anni nell’ultimo quinquennio.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno, io maturo i requisiti pensionistici il 1 dicembre 2020 con 41 anni e 10 mesi di contributi e ho 61 anni, percepisco un assegno di invalidità da agosto 2019 per gravi patologie causate dal diabete che scadrà fra due anni. Il patronato mi ha detto che potrò incassare la pensione da lavoro solo alla scadenza di questo termine, cioè fra due anni, nel frattempo continuerò ad incassare l’assegno di invalidità che, nel mio caso è decisamente più basso. Mi confermate questa cosa? Grazi mille”

Assegno ordinario di invalidità e pensione anticipata

I titolari di assegno ordinario di invalidità non possono accedere a nessuna forma di pensionamento anticipato (con l’eccezione della pensione di vecchiaia anticipata per invalidi che, però, è una pensione di vecchiaia e non anticipata) poichè lo stesso si trasforma, al raggiungimento dei requisiti anagrafici richiesti, in pensione di vecchiaia.

Per chi, però, ha assegno ordinario di invalidità rinnovabile triennalmente e non ancora diventato effettivo, è possibile alla scadenza dei 3 anni, non rinnovare la domanda di assegno ordinario di invalidità per accedere alla pensione anticipata.

Nel suo caso, quindi, scadendo il suo AOI ad agosto 2020 potrebbe avere decorrenza del trattamento pensionistico anticipato dopo tale date.

Può, se lo desidera, continuare a lavorare fino alla scadenza dell’assegno e percepire insieme all’agevolazione anche lo stipendio (accumulando anche altri 2 anni di contributi che aumenterebbero ulteriormente l’assegno previdenziale spettante) o, in alternativa, scegliere di terminare il rapporto di lavoro, avendo raggiunto il requisito contributivo richiesto per il diritto alla pensione, continuando a percepire l’assegno ordinario fino alla sua scadenza.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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