Assegno ordinario di invalidità e quota giornaliera: quando non si è tenuti alla riduzione?

L’assegno ordinario di invalidità prevede, per chi continua l’attività lavorativa, che il datore di lavoro trattenga parte dell’importo spettante. Chiariamo come funziona la trattenuta.

Assegno ordinario di invalidità e quota giornaliera: quando non si è tenuti alla riduzione?

L’assegno ordinario di invalidità viene riconosciuto, dietro presentazione di apposita domanda, a chi ha una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo. Proprio per il fatto che il beneficiario, comunque, conserva parte della capacità lavorativa non è vietato continuare a svolgere un’attività lavorativa dipendente o autonoma per i percettori del beneficio. Ma se i redditi conseguiti sono superiori a 4 volte il trattamento minimo INPS l’importo dell’assegno viene ridotto.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buonasera, io percepisco da quattro anni l’assegno ordinario di invalidita’, ho 64 anni, la mia domanda e’: e’ vero che dopo i 40 anni di contribuzione Inps, non si paga piu’ la quota giornaliera dovuta dai lavoratori dipendenti? E, se la vostra risposta fosse affermativa, cosa bisognerebbe fare, come prassi, per non pagarla? una domandina su modulo INPS, o cosa? Grazie”

Assegno ordinario invalidità e riduzione

In caso di lavoro dipendente, poi, le norme di cumulo prevedono che una quota dell’assegno ordinario di invalidità venga trattenuta dal datore di lavoro per conto dell’INPS in misura pari al 50% della parte eccedente al trattamento minimo, per i lavoratori autonomi, invece, la quota non cumulabile è pari al 30% sempre della parte eccedente il trattamento minimo INPS.

La normativa vuole, poi, che tale divieto di cumulo non si applichi qualora l’assegno ordinario di invalidità venga liquidato con almeno 40 anni di contribuzione.

Qualora, quindi, per il triennio che si sta percependo, l’assegno sia calcolato per meno di 40 anni di contributi la riduzione giornaliera sarà applicata ma se nel corso del triennio si raggiungono i 40 anni di contributi, con la domanda successiva di rinnovo (per la quale saranno presi in considerazione tutti i contributi maturati) il calcolo sarà effettuato sui 40 anni di contributi maturati e questo porterà all’annullamento della riduzione giornaliera.

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