Assegno di mantenimento, se il padre non paga spetta ai nonni: ecco quando

Isabella Policarpio

1 Novembre 2019 - 18:10

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Se il padre non versa il mantenimento ai figli dopo la separazione o il divorzio questo può essere chiesto ai nonni, ma solo a precise condizioni. Ecco quando e quanto chiedere agli ex suoceri.

L’assegno di mantenimento verso i figli dopo la separazione o il divorzio dal coniuge è obbligatorio. Tuttavia può accadere che il padre o la madre obbligati non versino la somma stabilita dal giudice; in alcuni casi la legge stabilisce che questo possa essere chiesto ai nonni.

Ciò perché il nostro ordinamento tutela con particolare interesse il benessere dei figli delle coppie separate o divorziate, ai quali deve sempre essere garantita una vita economicamente dignitosa, soprattutto se minori.

Quindi se il padre rifiuta di pagare o non ha le risorse per farlo, la madre può chiedere il mantenimento dei figli agli ex suoceri. Si sottolinea però che si tratta di una ipotesi eccezionale, esperibile solo se non ci sono altri modi per ottenere il mantenimento e solo se la richiesta è necessaria a garantire il sostentamento dei figli.

In ogni caso, prima di rivolgersi ai nonni, il genitore richiedente deve dimostrare di aver agito precedentemente nei confronti del padre, ma senza risultato.

Assegno di mantenimento, anche i nonni possono essere obbligati

L’assegno di mantenimento è una misura economica che, dopo la separazione o il divorzio, il genitore non affidatario deve versare ai figli nel caso in cui siano stati collocati presso l’altro genitore. Il più delle volte deve essere versato dal padre, in quanto la madre risulta essere il genitore affidatario.

Tuttavia, come noto, quello dell’assegno di mantenimento è uno degli argomenti più spinosi in seguito alla fine del matrimonio. Spesso tra le parti non si riesce a trovare un accordo e la sua entità viene stabilita dal giudice. Capita però, purtroppo molto spesso, che il genitore obbligato a versare il mantenimento non rispetti l’obbligo, talvolta perché è in difficoltà economiche, altre perché si rifiuta categoricamente.

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Cosa fare in questi casi per recuperare le somme dovute ai figli?

Questo problema è stato affrontato dalla giurisprudenza in più e più occasioni, e i giudici sono sempre stati concordi nel riconoscere in capo ai nonni il dovere di intervenire se il padre è inadempiente. Attenzione però, non si tratta di un dovere assoluto, i nonni possono essere obbligati al mantenimento solo se ci sono determinate circostanze, che andremo a chiarire nel paragrafo successivo.

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Assegno di mantenimento, quando si può chiedere ai nonni?

I nonni, cioè gli ex suoceri, possono essere chiamati in causa nel mantenimento dei figli se il padre o la madre obbligati a versare l’assegno non lo fanno; la richiesta deve essere presentata al giudice il quale darà il suo consenso solo se ricorrono tre presupposti fondamentali:

  • lo stato di bisogno dei nipoti;
  • l’impossibilità per la madre di mantenere economicamente i figli senza l’aiuto del mantenimento;
  • l’impossibilità o il rifiuto categorico del padre di versare la somma dovuta nei termini stabiliti dal giudice.

Se la verifica di questi tre presupposti è positiva, il giudice potrà obbligare i nonni a provvedere al mantenimento dei nipoti, sempre che ne abbiano le possibilità economiche. Vediamo in quale misura.

A quanto ammonta l’assegno di mantenimento versato dai nonni?

L’importo dell’assegno di mantenimento sarà stabilito dal giudice sulla base di due elementi: le necessità dei nipoti e la disponibilità economica degli ex suoceri.

Naturalmente il presupposto dell’obbligazione è che i nonni abbiano risorse economiche sufficienti a mantenere dignitosamente se stessi e i nipoti, altrimenti il giudice non potrà assecondare la richiesta. Nel dettaglio, al momento dell’istanza, la madre deve provare che i nonni siano benestanti, per esempio perché beneficiari di una pensione consistente o proprietari di diversi immobili.

In ogni caso, l’ammontare dell’assegno può eccedere la cifra sufficiente a garantire ai nipoti i beni essenziali, quali la corretta alimentazione, le spese mediche e quelle scolastiche. Ciò non toglie che i nonni, se lo desiderano, potranno versare delle somme superiori a quelle stabilite in sede giudiziaria.

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