Assegni familiari (ANF): quale reddito va indicato nella domanda

Simone Micocci

21 Giugno 2021 - 15:20

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Nella domanda dell’assegno al nucleo familiare (ANF) vanno indicati tutti i redditi percepiti nell’anno precedente a quello in cui si fa domanda. Vale per ogni componente del nucleo familiare.

Assegni familiari (ANF): quale reddito va indicato nella domanda

È arrivato il momento del rinnovo degli assegni al nucleo familiare, con l’Inps che ha dato le indicazioni per la presentazione della domanda per il periodo che va da luglio a dicembre 2021. La procedura è la stessa degli anni scorsi: gli assegni al nucleo familiare saranno riconosciuti quindi in base ai redditi posseduti dal richiedente.

Spesso chi deve fare la prima domanda degli assegni al nucleo familiare, ma anche in caso di rinnovo, si chiede quali sono i redditi da indicare e di quali invece non si tiene conto. Ricordiamo, infatti, che la tabella con gli importi degli ANF tiene conto appunto dei redditi di colui che ne fa richiesta, così come di tutti gli altri componenti del nucleo familiare (con alcune eccezioni); più il reddito complessivo è basso e maggiore sarà l’importo degli assegni al nucleo familiare che tra l’altro quest’anno hanno anche beneficiato di un ulteriore incremento.

Prima di vedere quali sono i redditi da indicare per la domanda, cerchiamo di capire di quali familiari si tiene conto al fine del riconoscimento degli stessi.

Assegno al nucleo familiare: di quali familiari si considerano i redditi

Esistono delle regole ben precise che ci dicono quali sono i redditi da indicare nella domanda degli assegni al nucleo familiare, nonché su quali sono i familiari a cui questi fanno riferimento. Anche se gli ANF possono essere richiesti da uno solo dei genitori, infatti, si tiene comunque conto dei redditi di entrambi.

Nel dettaglio, del nucleo familiare - esclusivamente ai fini degli ANF - fanno parte solamente:

  • richiedente, il quale deve essere lavoratore dipendente o titolare di pensione;
  • coniuge o parte di unione civile (anche se non convivente, l’importante è che non sia effettivamente separato o sciolto da unione civile);
  • figli ed equiparati con meno di 18 anni;
  • figli ed equiparati maggiorenni ma con inabilità assoluta e permanente (eccetto il caso in cui questi siano coniugati);
  • figli maggiorenni entro i 21 anni, ma solo quando si parla di nuclei con almeno quattro figli di età inferiore ai 26 anni.

Nella richiesta degli assegni al nucleo familiare si tiene conto dei redditi percepiti da tutti questi componenti. Dei genitori quindi, ma per i nuclei familiari più numerosi anche dei figli maggiorenni, con meno di 21 anni, che lavorano.

Non fanno parte del nucleo familiare, esclusivamente ai fini del riconoscimento degli assegni al nucleo familiare:

  • i conviventi;
  • coniuge legalmente ed effettivamente separato o divorziato;
  • figli affidati all’altro coniuge o ex coniuge;
  • figli ed equiparati coniugati;
  • figli ed equiparati maggiorenni;
  • fratelli, sorelle e nipoti maggiorenni; fratelli,
  • sorelle e nipoti coniugati;
  • ascendenti.

Di questi, quindi, non si tiene conto di eventuali redditi. Ma quali sono, appunto, i redditi che vanno indicati?

Quali redditi vanno indicati nella domanda per gli assegni al nucleo familiare?

Come prima cosa è bene sottolineare che si tiene conto dei redditi - riferiti a tutti i componenti del nucleo familiare - riferiti all’anno solare precedente alla data d’inizio del periodo annuale della domanda. Considerando, dunque, che questi vengono pagati da luglio a dicembre 2021, si tiene conto dei redditi riferiti al 31 dicembre 2020.

Vanno indicati tutti i redditi derivanti da lavoro, pensione, come pure da altre prestazioni temporanee come può essere l’assegno di mantenimento. I redditi sono al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali. Si considerano anche i redditi da fabbricati, da terreni e redditi da lavoro autonomo.

I redditi necessari per la domanda degli assegni al nucleo familiare vengono desunti dai seguenti documenti (che quindi è bene portare con sé quando si fa domanda tramite patronato):

  • Certificazione unica (per i redditi percepiti nel 2020);
  • modello 730/2021.

Da questi non si tiene però conto di eventuali pagamenti di trattamenti di fine rapporto, come pure delle anticipazioni sugli stessi.

E i redditi esenti Irpef? Questi vanno indicati solo quando sono superiori complessivamente a 1.032,91€. Ci riferiamo, ad esempio, a eventuali indennità d’invalidità civile, come pure alle rendite da titoli.

Non vanno neppure considerati, invece, i seguenti redditi:

  • Rendite vitalizie erogate dall’INAIL, pensioni di guerra, pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • Indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori inabili non deambulanti, ai pensionati per inabilità;
  • Assegni periodici per il mantenimento dei figli.

Infine, e questo è molto importante: non si tiene conto neppure degli ANF pagati l’anno prima.

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