Assegni familiari ANF: tabelle INPS, importi 2021, maggiorazioni e domanda

Simone Micocci

5 Ottobre 2021 - 11:37

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Assegni al nucleo familiare (ANF), ultimi mesi per beneficiarne: guida completa per capire a chi spettano e come funzionano. Di seguito le tabelle aggiornate al 1° luglio 2021 con tutti gli importi.

Assegni familiari ANF: tabelle INPS, importi 2021, maggiorazioni e domanda

Ultimi mesi per il riconoscimento degli assegni al nucleo familiare (ANF), o almeno così pare: dal 1° gennaio 2022 questo strumento di sostegno al reddito per le famiglie dei lavoratori dipendenti verrà sostituito dall’assegno unico universale per i figli, per il quale bisognerà aspettare la Legge di Bilancio 2022 per conoscerne gli importi.

Nel frattempo l’Inps ha pubblicato le nuove tabelle ANF che - nonostante il suddetto termine - sono comunque valide, come da programma, per tutto il periodo che va dal 1° luglio 2021 al 30 giugno dell’anno successivo, quindi 2022. Tuttavia, agli importi descritti dalle tabelle, nelle quali vengono specificate anche le fasce di reddito per usufruire di un certo importo, si aggiunge una maggiorazione (descritta dall’Inps con messaggio n. 2331 del 17 giugno 2021) fino al 31 dicembre 2021, nell’attesa appunto che dal 1° gennaio si passi all’assegno universale per i figli.

Capire come funzionano gli assegni al nucleo familiare è molto importante, specialmente adesso che è stata introdotta una seconda misura per il sostegno al reddito, ossia l’assegno unico temporaneo per i figli. Questo spetta proprio a coloro che non possono richiedere gli ANF, e non si può scegliere tra l’uno o l’altro: ragion per cui è bene chiarire quali sono i requisiti per la richiesta degli assegni al nucleo familiare, così come le regole per beneficiarne.

Partendo dalle nuove tabelle ANF 2021, soffermiamoci di seguito sulle regole per il calcolo degli assegni al nucleo familiare, come fare domanda e gli importi riconosciuti.

Attenzione: in questo articolo ci riferiremo agli ANF anche con il termine assegno familiare, come tra l’altro questo strumento viene chiamato dalla maggior parte dei cittadini. Ricordiamo però che gli assegni familiari Inps sono un’altra cosa, in quanto si tratta di quel sussidio riconosciuto a coltivatori diretti, coloni e mezzadri, piccoli coltivatori diretti, titolari delle pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Cosa sono gli assegni al nucleo familiare ANF

Gli assegni per il nucleo familiare sono una prestazione economica riconosciuta dall’INPS. L’importo è calcolato in base al numero di componenti e della condizione reddituale, con regole di maggior favore per alcuni nuclei familiari, come quelli in cui sono presenti disabili.

Gli assegni familiari devono essere calcolati prendendo come riferimento le tabelle ANF pubblicate come di consueto a seguito della rivalutazione degli importi effettuata dall’INPS.

A partire dal 1° luglio 2021 e fino al 30 giugno 2022 le tabelle degli assegni familiari da considerare sono quelle allegate al messaggio INPS n. 2331 del 17 giugno 2021.

Ogni anno, l’INPS rivede importi e tabelle degli assegni familiari in questione secondo quanto impone la legge 153/88: il calcolo dell’assegno al nucleo familiare si effettua in base al reddito della famiglia, e quest’ultimo viene rivalutato ogni anno in dipendenza dal cambiamento dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati calcolati dall’ISTAT.

Come mostrato dalla tabella dell’INPS l’importo degli assegni familiari è proporzionale al nucleo familiare, ai suoi componenti e al loro reddito.

Ma cosa sono gli assegni per nucleo familiare e a chi spettano?

Gli assegni familiari sono un aiuto e un supporto al reddito di alcune famiglie i cui componenti fanno parte di determinare categorie di lavoratori.

Questi assegni vengono pagati in busta paga dal datore di lavoro per conto dell’INPS previa domanda della famiglia, che deve risultare avere un reddito totale che non superi la soglia massima prevista dalla legge e che deve essere composto almeno dal 70% di reddito da lavoro dipendente e assimilato.

Assegni familiari, ANF 2021: tabelle, importi e maggiorazioni

Per calcolare l’importo degli ANF che sarà erogato dall’INPS è necessario far riferimento alle tabelle, suddivise in base alle diverse tipologie di nucleo familiare.

Si allegano di seguito tabelle ANF 2021 valide dal 1° luglio e fino al 30 giugno 2022:

Tabelle ANF INPS dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022
Scarica le tabelle per gli assegni al nucleo familiare in vigore dal 1° luglio 2021 e fino al 30 giugno 2022

Le nuove tabelle ANF valide dal 1° luglio tengono conto delle novità previste in parallelo all’avvio per tutti dell’assegno unico.

L’assegno universale per i figli a carico sarebbe dovuto già partire dalla seconda metà dell’anno per tutti. Il ritardo del passaggio alla fase attuativa, dovuto anche al cambio di Governo, ha portato il nuovo Esecutivo a fare una scelta alternativa e a doppio binario:

  • dal 1° luglio 2021 si partirà solo per chi non percepisce gli ANF (disoccupati e autonomi in primis);
  • sempre dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, viene riconosciuto un aumento degli assegni familiari, d’importo pari a 37,50 o a 55,00 euro per figlio.

Per quel che riguarda gli importi degli ANF, al calcolo effettuato sulla base delle tabelle INPS bisognerà aggiungere la nuova maggiorazione temporanea spettante, pari a:

  • 37,50 euro per ciascun figlio per le famiglie fino a due figli
  • 55 euro per ciascun figlio per le famiglie con almeno tre figli.

Se quindi prendiamo ad esempio una famiglia con due figli, l’importo complessivo degli ANF aumenterà di 75 euro al mese. Per una famiglia con quattro figli, l’importo complessivo riconosciuto aumenterà invece di 220 euro al mese.

Assegni familiari ANF: come presentare domanda

La domanda per richiedere gli assegni familiari deve essere presentata per ogni anno a cui si ha diritto.

La domanda per il riconoscimento degli assegni al nucleo familiare non dovrà più essere presentata al datore di lavoro (utilizzando il modello SR16 - ANF/DIP) bensì direttamente all’INPS tramite la modalità telematica.

Sarà necessario inviare richiesta mediante uno dei seguenti canali:

  • patronati o intermediari dell’Istituto. Possono ricorrere a questa opzione anche coloro che non sono in possesso del Pin INPS.

La domanda di assegni familiari da parte dei lavoratori del settore agricolo, invece, continua a essere presentata secondo le ordinarie modalità: questi, quindi, dovranno compilare il modello ANF/DIP (SR16) e consegnarlo personalmente al datore di lavoro.

Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell’assegno per il nucleo familiare, deve essere comunicata entro 30 giorni.

Se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti nel limite massimo di 5 anni.

Assegni familiari ANF: i requisiti

I soggetti beneficiari che possono richiedere gli assegni al nucleo familiare ANF 2021 sono:

  • lavoratori subordinati;
  • lavoratori parasubordinati;
  • pensionati ex dipendenti;
  • ricevitori di ammortizzatori sociali.

Per le madri disoccupate o casalinghe, le donne che hanno adottato un bambino o hanno sotto tutela in affidamento un bambino viene erogato l’assegno per il nucleo familiare direttamente dal Comune, e non dallo Stato.

Gli assegni familiari, secondo le stesse regole su calcolo e importo, possono essere richieste anche dalle famiglie unite secondo il rito dell’unione civile ai sensi dell’equiparazione ai diritti dei coniugi introdotta con la Legge Cirinnà.

Coltivatori diretti, coloni, mezzadri e piccoli coltivatori diretti, così come pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi, sono esclusi dalla normativa sugli assegni al nucleo familiare. In favore di questi è invece riconosciuto l’accesso agli assegni familiari e, esclusivamente ai pensionati delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi, delle quote di maggiorazione sulla pensione.

Assegni familiari ANF: nucleo familiare

Per la richiesta dell’ANF si considera il nucleo familiare così composto:

  • il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;
  • il coniuge/parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto da unione civile, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia. Gli stranieri residenti in Italia, poligami nel loro paese, possono includere nel proprio nucleo familiare solo la prima moglie, se residente in Italia;
  • i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione;
  • i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, purché facenti parte di «nuclei numerosi», cioè nuclei familiari con almeno quattro figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione;
  • i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo se sono orfani di entrambi i genitori, non hanno conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non sono coniugati, previa autorizzazione;
  • i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e viventi a carico dell’ascendente, previa autorizzazione.

Assegni al nucleo familiare e reddito

Nella domanda di assegni al nucleo familiare che deve essere presentata annualmente all’INPS vanno inseriti tutti i suddetti componenti del nucleo familiare ai fini ANF - qualora presenti ovviamente - e tutti i redditi prodotti dagli stessi (si fa riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in cui si presenta domanda).

Attenzione: nella domanda, accanto a ogni nome, va indicato il reddito percepito e la regola vuole che almeno il 70% del reddito prodotto dal nucleo familiare deve derivare da lavoro dipendente o assimilato.

In caso contrario, purtroppo, anche presentando domanda di assegni al nucleo familiare la stessa sarà respinta proprio perché non si rispetta il bilanciamento del reddito richiesto per poter fruire della prestazione.

Assegni al nucleo familiare per coniuge a carico

Anche per i nuclei familiari in cui non sono presenti figli minori o disabili è prevista l’erogazione dell’assegno al nucleo familiare. Quindi per il lavoratore con coniuge a carico è possibile richiedere l’assegno al nucleo familiare.

La tabella di riferimento per tale tipologia di nucleo familiare è la Tabella 21A, quella riferita ai nuclei familiari senza figli in cui non siano presenti componenti inabili ed è riferita, di conseguenza a nuclei in cui sono presenti o solo i coniugi oppure i coniugi ed almeno un fratello, sorella o nipote.

L’assegno al nucleo familiare per questa tipologia di famiglia spetta per redditi fino a 48.860,49 euro (per i nuclei composti da 7 persone). Nel caso di soli due componenti, il limite da non superare è pari a 24.432,76 euro.

Assegni al nucleo familiare per genitori conviventi ma non sposati

Per i genitori non sposati a livello ANF c’è un grosso vantaggio: quello di poter inserire nella domanda degli assegni al nucleo familiare solo i redditi del genitore richiedente, escludendo quelli dell’altro. Con un vantaggio economico che a volte è tutto tranne che indifferente.

In caso di genitori non sposati che convivono entrambi con il figlio il diritto alla richiesta dell’assegno al nucleo familiare spetta a entrambi e la legge non pone alcun vincolo a quale dei due debba richiedere il beneficio.

Non ponendo vincoli la legge, quindi, quale dei due genitori è conveniente che richieda l’assegno? Quando entrambi sono lavoratori dipendenti economicamente conviene richiedere l’ANF al genitore con il reddito più basso: l’importo dell’ANF, infatti, è calcolato sul reddito del nucleo familiare e facendo parte, in questo caso, del nucleo familiare uno solo dei genitori, il vantaggio è quello di poter percepire il beneficio più alto possibile.

Gli extracomunitari hanno diritto agli assegni al nucleo familiare?

Tutti i lavoratori stranieri extracomunitari, tranne quelli con contratto di lavoro stagionale, hanno diritto all’ANF secondo le seguenti regole:

  • solo per i familiari residenti in Italia, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero non abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;
  • anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;
  • anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il lavoratore straniero, anche se il suo paese non è convenzionato con l’Italia, abbia la residenza legale in Italia e sia stato assicurato nei regimi previdenziali di almeno due stati membri.

I lavoratori stranieri rifugiati politici, in conseguenza dell’equiparazione ai cittadini italiani, hanno diritto all’assegno anche per i familiari residenti all’estero.

Gli ANF per coniugi o parti di unione civile separati o divorziati

Sulla pagina dell’INPS sono fornite alcune utili istruzioni in merito al diritto agli assegni al nucleo familiare per coniugi divorziati o parte di unione civile separati.

In caso di affidamento condiviso e se tutti e due i genitori affidatari hanno diritto agli ANF 2021, la scelta tra quale dei due genitori può ricevere l’assegno è subordinata ad un accordo tra le parti. In mancanza di accordo l’autorizzazione viene concessa al genitore che convive con i figli.

Il diritto rimane al genitore affidatario anche quando non è titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione) e viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell’ex coniuge o parte di unione civile, sempre che i requisiti di fatto, ossia i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all’ANF.

Il genitore convivente con il minore (privo di autonomo diritto) nato fuori del matrimonio/unione civile da genitori comunque non coniugati/unione civile può chiedere il pagamento dell’ANF sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente. Il pagamento terrà conto dei redditi del genitore convivente.

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