Aspi, il M5S al Governo: “Revoca ai Benetton o noi fuori”

Ma Atlantia risorge in Borsa su possibilità di accordo in extremis

Aspi, il M5S al Governo: “Revoca ai Benetton o noi fuori”

Si accende di nuovo lo scontro interno al Governo su Autostrade per l’Italia. Da una parte il Movimento 5 Stelle, dall’altra il Partito democratico, in mezzo Giuseppe Conte. Dopo la vittoria per sentenza della Consulta sulla legittimità della ricostruzione senza Aspi, il M5S punta a revocare la concessione alla famiglia Benetton.

Sulla revoca, però, secondo quanto afferma il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giancarlo Cancelleri, PD e Italia Viva frenano. Sull’esclusione dei Benetton il M5S sembra non voler transigere e, se le parti in causa non trovano una soluzione in tempi brevi, l’armonia dell’esecutivo è a rischio.

Intanto cresce però la speranza che il Governo e Atlantia trovino un accordo in extremis.

Aspi, M5S: “Fuori i Benetton”

Lo Stato ha imposto ad Aspi delle condizioni: se le vuole rispettare bene, altrimenti revocheremo la concessione. Non ci sarà una controproposta”, ha tuonato Cancelleri.

A noi basta che i Benetton escano dalla concessione, la riduzione dei pedaggi e la delegificazione della concessione stessa. Smettiamola di dare concessioni per legge, utilizziamo un decreto da parte del ministero in modo che possano essere revocate”, ha aggiunto.

Intervenendo a Viva voce su Radio 1, il viceministro ha detto però che “è chiaro” che ci sia “una forte criticità tra i partiti di governo”. Atlantia e la controllata Autostrade per l’Italia sono nel mirino del M5S sin dalla tragedia del ponte Morandi di Genova, crollato quasi due anni fa causando la morte di 43 persone.

Secondo le accuse dell’allora ministro dei Trasporti in quota M5S Danilo Toninelli, la maggiore manutenzione da parte della concessionaria avrebbe potuto evitare il crollo.

“O i Benetton vanno fuori da Aspi oppure la revoca delle concessioni, una delle due soluzioni è imprescindibile”. E se nessuna delle due si concretizzasse?

Aspi, ultimatum del M5S al Governo

La risposta l’ha data un altro esponente di spicco del M5S, Stefano Buffagni, il quale ha dato un ultimatum agli alleati di Governo del tipo “o noi o loro”.

Quello che sta succedendo in Liguria credo sia indegno, quello che è successo due anni fa è un fatto inqualificabile: secondo noi i Benetton devono uscire dalla gestione delle nostre autostrade. Noi non abbiamo dubbi, se qualcuno poi ha altre idee noi siamo disponibili anche a lasciar perdere tutto e andare via, gli lasciamo il Paese”, ha detto il viceministro allo Sviluppo economico a margine di un evento in provincia di Como (via Ansa).

Atlantia, accordo in extremis?

Più moderato il presidente del Consiglio Conte: “O arriva in extremis una proposta cui il Governo non potrà dire di no, perché particolarmente vantaggiosa per la parte pubblica, oppure alla fine termina con una revoca”.

È sembrata ancora fiduciosa la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli: “Abbiamo ancora poche ore per attendere questa risposta, credo che Aspi sia nelle condizioni di capire e di sapere, dopo un lungo percorso che ha attraversato questi mesi, che cosa è quell’interesse pubblico indicato dal Presidente del Consiglio”.

A queste parole, è tornata la speranza per un accordo dell’ultimo minuto, e il titolo Atlantia è risalito a +2,13% dopo il tonfo di ieri.

Autostrade, la replica del PD

Mai chiesto rinvii su questo argomento, ha detto Andrea Orlando del Partito Democratico in risposta alle accuse di Cancelleri e Buffagni. In un post su Facebook, il vicesegretario dem ha tuttavia lasciato trapelare la soluzione più probabile: quella di un “radicale assetto societario”.

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