Asili nido Roma: il Comune sospende le rette (e non solo). Ecco fino a quando

Teresa Maddonni

16 Marzo 2021 - 09:43

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Gli asili nido di Roma sono chiusi, come anche le altre scuole di ogni ordine e grado, e il Comune guidato da Virginia Raggi dispone la sospensione del pagamento delle rette e non solo. Vediamo fino a quando.

Asili nido Roma: il Comune sospende le rette (e non solo). Ecco fino a quando

Per gli asili nido di Roma il Campidoglio ha deciso di sospendere il pagamento delle rette e non solo, ma fino a quando?

Il comunicato è arrivato ieri pubblicato sul sito di Roma Capitale. Dal 15 marzo infatti asili nido a Roma e in tutto il Lazio, come anche le altre scuole di ogni ordine e grado, sono chiusi con la regione entrata in zona rossa.

Il Dpcm del 2 marzo 2021 ha imposto nuove regole sulle chiusure delle scuole in zona rossa fin dai servizi educativi per l’infanzia.

Asili nido Roma: sospeso il pagamento delle rette e altri servizi

Per gli asili nido di Roma la sindaca Virginia Raggi ha sospeso il pagamento delle rette, delle mense scolastiche come anche i servizi di trasporto degli alunni a seguito della chiusura di tutte le scuole della Capitale e della regione.

Si legge infatti nel comunicato:

“La sindaca di Roma Virginia Raggi ha dato mandato agli assessori e ai dipartimenti competenti di provvedere alla sospensione del pagamento delle rette per gli asili nido, per le mense scolastiche gestite da Roma Capitale e per il servizio di trasporto degli alunni.”

E si legge ancora nel comunicato:

“Le famiglie degli studenti non frequentanti, quindi, saranno esentate dal pagamento delle quote previste per i nidi, le mense e il trasporto scolastico, per tutto il periodo in cui non usufruiranno dei servizi. La decisione è stata presa in ragione di quanto previsto dalle ultime misure governative e regionali che dispongono l’inserimento del Lazio in zona rossa.”

Asili nido chiusi: aiuti per i genitori

Con gli asili nido chiusi a Roma e in gran parte d’Italia, come anche per le scuole, il decreto Covid in vigore dal 15 marzo ha previsto degli aiuti per i genitori, ovvero il congedo parentale e il bonus baby sitter.

Il primo viene retribuito al 50% per figli minori fino a 14 anni e il secondo è previsto per autonomi, partite IVA iscritte alla Gestione separata INPS e non, e al personale sanitario e della sicurezza.

Il congedo parentale può essere fruito anche per figli tra i 14 e i 16 anni, ma senza indennità. Gli aiuti possono essere richiesti con asili nido chiusi e scuole solo in alternativa allo smart working. Il congedo parentale e il bonus baby sitter dal 1° gennaio al 30 giugno sono riconosciuti in tre casi:

  • sospensione dell’attività didattica in presenza;
  • quarantena dei figli per contatto con positivi ovunque avvenuto;
  • malattia Covid dei figli.

Ricordiamo che il bonus baby sitter può essere utilizzato per servizi di baby sitting e “per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia di cui all’articolo 2, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.” In questo ultimo caso specifico il bonus baby sitter non è compatibile con la fruizione del bonus nido 2021.

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