Armi nucleari: trattato USA-Russia New START rinnovato. Cosa prevede?

Pierandrea Ferrari

4 Febbraio 2021 - 10:09

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Stati Uniti e Russia hanno esteso al 2026 la validità del trattato sul controllo delle armi nucleari: cosa prevede?

Armi nucleari: trattato USA-Russia New START rinnovato. Cosa prevede?

Stati Uniti e Russia hanno rinnovato il trattato New START (Strategic Arms Reduction Treaty) relativo al disarmo nucleare.

L’estensione – che renderà valido il trattato per altri cinque anni, fino al 2026 – era stata annunciata lo scorso venerdì, in occasione del World Economic Forum di Davos, dal presidente russo Vladimir Putin. Di ieri, invece, l’approvazione definitiva della controparte, resa nota attraverso un comunicato a firma Antony Blinken, segretario di Stato USA.

Ma cosa prevede il trattato New START? Di seguito un’analisi delle origini e dei punti chiavi dell’accordo che mira a frenare la proliferazione delle armi nucleari.

Trattato New START sul nucleare: cosa prevede?

Il trattato era stato firmato una prima volta durante l’amministrazione Obama, nel 2010, a Praga. Di fatto, il New START era finalizzato a sostituire alcuni accordi – saltati o scaduti – come lo START I, lo START II e lo START III.

Rinnovato in questi giorni, i vincoli del trattato che impegnano Stati Uniti e Russia saranno validi fino al 5 febbraio del 2026. Ma cosa prevede, nel dettaglio, il New START prorogato dalle due amministrazioni?

Si tratta, in breve, di un accordo teso a garantire equilibri nucleari e geostrategici. Stati Uniti e Russia, infatti, si trovano rispettivamente al primo e al secondo posto in termini di volume degli arsenali atomici. Firmando – e rinnovando – il trattato, i due Paesi si impegnano dunque a ridurre la propria disponibilità di armi nucleari.

Nel dettaglio, l’accordo prevede sostanziosi tagli: secondo il testo ufficiale concordato dalle due superpotenze, Stati Uniti e Russia dovranno rispettare il limite di 700 missili, 1.550 testate e 800 lanciatori.

Una sorta di garanzia reciproca, dunque, che rileva oltretutto il grande ritorno degli Stati Uniti ai tavoli diplomatici, dopo un’amministrazione “di rottura” come quella trumpiana. Non solo il rinnovo del New START: Joe Biden, nei suoi primi giorni alla Casa Bianca, ha infatti ordinato il rientro degli Stati Uniti nei ranghi dell’Accordo di Parigi sul clima e nell’OMS.

Dagli USA: “Il mondo sarà più sicuro”

Piena soddisfazione per il rinnovo del New START è stata espressa dal segretario di Stato statunitense Antony Blinken che, pur ribadendo la necessità di estendere un accordo simile alla Cina (l’arsenale atomico del Dragone è in crescita), ha sottolineato l’impatto della stretta di mano tra Stati Uniti e Russia sul pianeta:

“L’estensione del New START rende gli Stati Uniti, i suoi alleati, i suoi partner e il mondo intero più sicuri. Una competizione nucleare senza freni metterebbe tutti in pericolo”.

Più prudente, invece, Vladimir Putin, intervenuto da remoto al World Economic Forum di Davos dopo l’approvazione dell’estensione del trattato da parte della camera bassa del Parlamento russo, la Duma:

“Sicuramente è un passo nella direzione giusta, ma, tuttavia, le divergenze continuano ad avvitarsi in quella che viene chiamata una spirale”.

Argomenti

# Russia

Iscriviti alla newsletter

Money Stories