Argentina: governo Macri in pressing su Fmi, in ballo stabilità delle finanze

Martedì il Ministro delle Finanze argentino volerà a Washington per incontrare il numero uno del Fmi. Gli Stati Uniti sono ancora i maggiori detentori di reddito fisso della nazione argentina, come nel 2001

Argentina: governo Macri in pressing su Fmi, in ballo stabilità delle finanze

La scorsa settimana l’Argentina è stata messa all’angolo dai mercati finanziari. La miccia che ha fatto scoppiare il caso è stata la richiesta perpetrata dal Presidente Mauricio Macri al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per accelerare i pagamenti previsti dal piano di salvataggio da 50 miliardi di dollari, denaro utile a tamponare la situazione economica in cui versa il Paese.

In cambio del prestito, Macri si è impegnato a ridurre il deficit al 2,7% del Pil quest’anno dal 3,9 del 2018, e si è posto l’ambizioso obiettivo di arrivare all’1,3% nel 2019.

Nemmeno il Fmi si aspettava una richiesta d’aiuto in questi termini: la direttrice generale Christine Lagarde ha annunciato che «in considerazione delle più avverse condizioni del mercato internazionale, che non erano state completamente anticipate nel programma originale con l’Argentina, le autorità lavoreranno per rivedere il piano economico del governo».

Per fare il punto sul tema martedì 4 settembre il Ministro delle finanze argentino Nicolas Dujovne si recherà a Washington dove incontrerà Lagarde.

Nel frattempo però le pressioni scattate su Peso argentino e mercato obbligazionario del Paese hanno fatto riaffiorare i fantasmi di quanto accaduto nel non troppo lontano 2001 sotto il governo De la Rua.

Questa volta però il Fmi ha manifestato il ’’pieno appoggio’’ all’Argentina, impegnandosi a procedere con la revisione del programma di salvataggio da 50 miliardi di dollari per accelerare i pagamenti.

Nonostante la collaborazione mostrata da parte dell’organo sovranazionale le agenzie di rating hanno messo sotto osservazione i rating del Paese, prima fra tutte Standard & Poor’s.

Vediamo chi sono i principali creditori del Paese e cosa dicono le altre società di rating.

Argentina: chi detiene il debito?


La ripartizione del debito di Buenos Aires. Fonte: Bloomberg

Stando all’ultimo dato aggiornato riportato dalla piattaforma Bloomberg, aggiornato al 31 agosto 2018, in debito di Buenos Aires in circolazione è pari a 331,5mila milioni di dollari, di cui 2.027,49 milioni di dollari in scadenza entro i prossimi 12 mesi.

Gli Stati Uniti rimangono il maggior detentore di debito pubblico argentino con circa 2.378 miliardi. Al secondo posto figura invece la Cina e successivamente il Giappone.

Per quanto riguarda gli investitori non sovrani, fra i principali fondi detentori di reddito fisso emesso da Buenos Aires figurano sul podio, in ordine decrescente: Vanguard, Fidelity e Blackrock.

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Cosa dicono le agenzie di rating?

Nel corso del weekend la società Standard & Poor’s ha adattato il proprio outlook alla situazione del Paese. Il merito creditizio dell’Argentina, per ora fermo a B+, è stato messo «sotto osservazione con implicazioni negative».

Gli outlook delle altre due agenzie di rating, Moody’s e Fitch rimangono sulla casella «stabile», ma non è detto che anche queste ultime decidano di apportare variazioni. Il giudizio di Moody’s (aggiornato il 29 novembre 2017) è pari a B2 mentre quello di Fitch è uguale a B+.

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