L’aumento dell’inflazione potrebbe favorire le quotazioni dell’oro

Storicamente l’andamento dell’oro è in armonia con l’inflazione. L’incremento su scala globale di quest’ultima riuscirà a far rialzare la testa ad un mercato vessato dai continui apprezzamenti del dollaro americano?

L'aumento dell'inflazione potrebbe favorire le quotazioni dell'oro

Il recente dato sull’inflazione in Germania, risultato sopra le attese offre conferme relativamente al miglioramento delle prospettive inflazionistiche su scala europea. In generale, come si può vedere dalla tabella, l’inflazione su base annuale secondo le ultime rilevazioni è, con l’eccezione dell’Italia, pari o superiore al 2%.


Elaborazione Ufficio Studi Money.it

Un altro driver che favorisce l’aumento dell’inflazione è dato dal prezzo del petrolio, le cui quotazioni sono inserite in un forte trend rialzista.

Il fenomeno inflattivo in aumento potrà essere uno degli elementi che farà ripartire le quotazioni dell’oro?

Il metallo giallo è storicamente legato all’inflazione perché considerato come bene rifugio contro l’indebolirsi del potere di acquisto di una moneta.

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Focus sugli ultimi mesi dell’oro, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Graficamente le quotazioni del prezioso per eccellenza soffrono dell’aumento dei tassi di interesse in U.S.A. e hanno rotto la zona di congestione che accompagnava i corsi dalla fine dello scorso agosto.

Il breakout del supporto ottenuto collegando i minimi del 24 agosto a quelli dell’11 settembre 2018 ,potrebbe determinare un ulteriore allungo del fronte ribassista che, se violasse l’area di 1.183,22 dollari avrebbe buone possibilità di far tornare le quotazioni al test dei minimi dell’anno a 1.160,39 dollari. Il gold sembra quindi pronto a chiudere il sesto mese di ribasso consecutivo, vittima di un biglietto verde sempre più forte.

La classica correlazione con l’aumento dell’inflazione sembra quindi essersi interrotta. Per riprendere forza i corsi dovrebbero portarsi al di sopra di 1.214 dollari, zona che corrisponde alla rottura della parte superiore del trading range menzionato nei paragrafi precedenti.

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Elaborazione Ufficio Studi Money.it

Considerato il segnale ribassista già scattato con la rottura di 1.190 dollari, si dovrebbe aspettare che i corsi effettuino un rimbalzo verso le resistenze di 1.193 dollari per avere un margine di movimento migliore e posizionarsi in ottica ribassista. Per chi volesse provare a partecipare al movimento che domina le quotazioni dall’aprile 2018, si potrebbe adottare un tipo di operatività che preveda punto di entrata a 1.193 dollari, stop loss a 1.207 dollari e obiettivo principale a 1.180 dollari. L’obiettivo finale potrebbe venire inserito a 1.175 dollari.

Viceversa, se si volesse identificare un punto di entrata rialzista sull’oro si dovrebbe attendere il raggiungimento di 1.174 dollari. Questo livello potrebbe infatti fermare il declino delle quotazioni e creare l’opportunità per effettuare un’entrata in armonia con il trend di lungo periodo, che rimane rialzista. Entrate di stampo rialzista a 1.174 dollari avrebbero stop loss da porre almeno in area 1.155 dollari, obiettivo principale a 1.184 dollari e obiettivo finale a 1.190 dollari.

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