Analisi tecnica azioni: Unicredit e Intesa Sanpaolo promosse da Morgan Stanley, quali conseguenze sul quadro tecnico?

Morgan Stanley ha alzato il giudizio su Unicredit a Overweight e avviato la copertura su Intesa con valutazione Equalweight. Ecco cosa dice l’analisi tecnica sui due titoli

Analisi tecnica azioni: Unicredit e Intesa Sanpaolo promosse da Morgan Stanley, quali conseguenze sul quadro tecnico?

Seduta da incorniciare oggi per Piazza Affari, trainata al rialzo da un insieme di elementi positivi che hanno giovato all’andamento di tutti gli indici europei. L’indice FTSE Mib oggi ha guadagnato la maglia rosa come miglior listino del Vecchio Continente.

Una mano in tal senso è giunta dal neo ministro dell’Economia Giovanni Tria, il quale ha confermato che non è intenzione del governo adottare un’imposta patrimoniale, mentre gli obiettivi di medio termine sull’indebitamento netto dovranno slittare «perché non è il momento di fare manovre troppo restrittive».

Positivo anche il sentiment sul settore bancario, con Morgan Stanley che ha alzato il giudizio su Unicredit portandolo a Overweight ed ha avviato la copertura su Intesa Sanpaolo con una valutazione Equalweight. In scia a questa notizia i due titoli hanno chiuso la seduta in territorio positivo. Vediamo le ricadute che il movimento odierno ha avuto sul quadro tecnico dei due titoli.

Analisi tecnica Intesa Sanpaolo: le quotazioni potrebbero essere pronte per un rimbalzo

Dopo l’intenso sell-off iniziato il su Intesa San Paolo i corsi si sono fermati sull’area di supporto statico ereditata dai minimi del 18 aprile 2017 a 2,388 euro. I prezzi delle azioni dell’istituto di credito, dopo aver nuovamente testato la zona supportiva nella giornata del 27 giugno 2018 hanno iniziato a costruire una base per un nuovo tentativo di recupero, che potrebbe portarli ad un primo approdo di area 2,75 euro, coincidente con un primo test della resistenza dinamica tracciata a partire dai massimi del 7 febbraio 2018 a 3,23 euro ad azione con quelli del 16 marzo a 3,0965 euro.

A conferma di tale ipotesi si ha un pattern a 3 candele di inversione rialzista composto dalle candele del 29-30 giugno e quella odierna chiamato morning star, non propriamente da manuale perché non collocato in area di minimi assoluti, ma che con una chiusura di seduta odierna in area di massimi avrebbe comunque una valenza.

I prezzi per mettere in atto un recupero devono però recuperare l’area di 2,75 euro ad azione, tappo che impedisce ai prezzi di tentare un deciso allungo a cui darebbe ulteriore forza l’effetto di calamita dei prezzi dato dal gap down aperto nell’area compresa tra 2,9825 e 2,8455 euro ad azione.

Strategie operative su Intesa Sanpaolo

Operazioni long si potrebbero quindi effettuare al recupero di 2,6595, zona che ha già respinto i prezzi in passato. Se si volesse operare in tal senso, uno stop loss andrebbe posizionato in area 2,56 e l’obiettivo principale si troverebbe in area 2,74. L’obiettivo finale in questo caso si potrebbe individuare in zona 2,76.

Analisi tecnica Unicredit: riusciranno i supporti a fermare il tracollo delle quotazioni?

Dopo aver rotto la trendline di breve periodo ottenuta collegando i minimi del 2 gennaio 2018 a 15,47 euro con quelli del 28 marzo scorso a 16,438 i prezzi di Unicredit sono precipitati (facendo segnare il 6 giugno 2018 il nuovo minimo annuo di 13,53 euro per azione), per poi lateralizzare nell’intorno di una zona di supporto molto importante.

Ora la situazione è cruciale: le quotazioni hanno effettuato un tentativo di rimbalzo su un’area supportiva estremamente essenziale per una tenuta delle stesse perché zona di passaggio della linea di tendenza di lungo periodo tracciata collegando i minimi del 7 luglio 2016 a 8,5342 euro con quelli del 28 novembre 2016 a 9,356 e del supporto statico di area 14 euro ereditato dall’apertura del gap up del giorno 24 aprile 2017.

L’insieme di tutti questi fattori tecnici unito anche alla forte apertura odierna potrebbe portare i prezzi al test della trendline discendente ottenuta collegando i massimi del 4 giugno scorso a 15,29 euro con quelli del 20 giugno 2018 a 14,968 euro ad azione che, se rotta, potrebbe portare ad un’estensione a rialzo fino alla successiva resistenza di area 16,49 euro, vero test per dei possibili nuovi massimi annuali.

Al contrario, un ritorno dei prezzi sotto 13,73 convaliderebbe una rottura della trendline ascendente menzionata sopra e si aprirebbero scenari di ulteriori spinte ribassiste fino ad almeno i 12 euro per azione dove si trova il successivo supporto statico.

Se quindi si volessero seguire le ipotesi sopra menzionate si potrebbe entrare long alla rottura di 14,7 euro con stop loss sotto 13,73 euro e obiettivo principale 15,67 euro. L’obiettivo finale per questa operazione potrebbe trovarsi nell’intorno di 15,80 euro.

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