Alitalia-Etihad: accordo definitivo sui dipendenti?

Martedì sarà in Italia James Hogan, numero uno dell’Etihad, per concretizzare l’investimento, ma a che punto è l’accordo per i dipendenti Alitalia? Che fine faranno?

A che punto è la trattativa sui dipendenti Alitalia?

Il ministro Lupi ha fatto la sua proposta:

  • 616 dipendenti rimarranno in Alitalia (250 sono assistenti di volo a cui verrà concessa la solidarietà, 200 andranno a sostituire i lavoratori stagionali e i restanti verranno accompagnati al pensionamento);
  • 681 saranno «esternalizzati» in altre aziende, tra cui Etihad, dove andranno 100 piloti e 100 ingegneri entro la fine dell’anno. Con tutta probabilità questi dipendenti verranno distribuiti nella manutenzione (Atitech), nel settore dell’information technology e tra i fornitori;
  • 954 saranno messi mobilità e/o sperimenteranno i contratti di ricollocamento di Poletti, per cui già sono stati stanziati 15 milioni di euro.

Nessuno spazio per la cassa integrazione (come voleva Etihad). L’accordo è stato siglato da Cisl, Uil e Ugl, mentre la Cgil si è presa del tempo.

Lupi è speranzoso rispetto alla firma della Cgil e si dice soddisfatto poiché

«L’accordo è stato firmato dai ’sindacati che rappresentano più del 70% dei lavoratori di Alitalia (...) Oggi l’accordo richiede dei sacrifici, ma si fa ripartire un grande progetto industriale che porta un investimento di 1,2 miliardi di euro».

Nonostante gli esuberi siano stati ridotti, pare siano scesi a quota 1.653 da 2.251, restano ancora due nodi fondamentali da sciogliere: contratto nazionale e riduzione del costo del lavoro.

Tutto ciò mentre il tempo stringe: martedì James Hogan, numero uno di Etihad, sarà in Italia per concretizzare l’investimento: circa 560 milioni per l’aumento di capitale e 600 per il rilancio dell’aviolinea.

Il mondo della politica freme. Stefano Fassina, Roberta Agostini e Marco Miccoli del Pd accusano:

«Sul ridimensionamento del numero degli esuberi va fatta chiarezza: in quali aziende sono ricollocati? Per quali attività? È insostenibile la soluzione ’prima si licenzia, poi si vede’».

Il ministro Lupi spiega che il 22 luglio l’accordo sarà presentato in UE, si spera quindi che prima di allora venga fatta maggiore chiarezza sul futuro dei dipendenti, ai quali viene data voce in un video del Corriere.

Come ha affermato l’ultima dipendente intervistata CAI ci ha messo 5 anni per fallire. Cos’è CAI? La compagnia aerea italiana nata il 13 gennaio 2009 e risultato del piano Passera «Piano Fenice» che insieme ad una cordata di imprenditori italiani ha cercato di difendere la nazionalità di Alitalia, ormai ex compagnia aerea di bandiera.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories