Alitalia+Tim= soldi che volano via e tariffe più alte

Guido Salerno Aletta

08/07/2024

Il saccheggio continua perché manca la consapevolezza di quanto incidano sui conti degli italiani le operazioni di cessione all’estero di asset come il trasporto aereo o la rete di telecomunicazioni.

Alitalia+Tim= soldi che volano via e tariffe più alte

Il saccheggio continua indisturbato perché manca la consapevolezza di quanto incidano sui conti degli italiani le operazioni di cessione all’estero di asset infrastrutturali come il trasporto aereo o la rete di telecomunicazioni.

Cominciamo col trasporto aereo interno, che ormai è stato completamente divorato dalle compagnie straniere low-cost: in pratica, quando viaggiamo tra Milano e Bari, o da Genova a Palermo, paghiamo un biglietto che viene fatturato dall’operatore che ha una residenza fiscale all’estero, e che paga le tasse lì. In Italia rimane solo il 10% dell’Iva, che considera come base imponibile tutti i costi accessori come i diritti di imbarco.

In pratica, il mercato del trasporto aereo interno è stato praticamente già tutto conquistato da compagnie straniere: le maggior parte delle nostre, come Blu Panorama o Air One, hanno cessato di operare o sono state assorbite. Rimangono solo alcune di piccolissima entità ad eccezione di Italia Trasporto Aereo (ITA): Aeroitalia, Alidaunia, Air Dolomiti, Alidaunia, Air Dolomiti, Neos e Sky Alps. Niente a che vedere con ledimensioni di Ryanair, EasyJet, Volotea, Eurowings, Vuelig e Wizz Air.

ITA, ciò che rimane di Alitalia, è stata di recente acquisita da Lufthansa che però ha dovuto cedere una serie di rotte operate in precedenza ad altri operatori concorrenti, per ragioni antitrust: in pratica, ad esempio un Milano-New York che era operato da Alitalia è stato ceduto ad un altro vettore. Questa cessione comporta che i proventi dei biglietti di queste tratte non saranno più fatturate da ITA ma da operatori stranieri, peggiorando del medesimo importo il saldo delle partite correnti per viaggi all’estero. Ecco che cosa vuol dire che sono “altri soldi che volano via”: compreremo questi servizi di viaggio dall’estero mentre in precedenza erano servizi prodotti dall’Italia.
Non solo con l’acquisizione di ITA da parte di Lufthansa si completa la cessione anche della fascia alta del nostro mercato aero ad un operatore straniero, ma anche la dimensione di mercato ITA è stata cannibalizzata.

Per quanto riguarda TIM, bisogna aprire gli occhi sul fatto che si tratta di un’operazione finanziaria da concludere nel giro di 5/7 anni al massimo, quotando nuovamente sul mercato la rete che è stata acquisita da TIM dopo averla integrata con l’altro spezzone di rete che viene realizzata da Openfiber, un operatore che è di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti e del fondo australiano Macquaire, e che sta realizzando per conto di Infratel, e quindi con fondi pubblici, la rete di telecomunicazioni in fibra ottica nelle aree a fallimento di mercato. Si tratta di gestire il passaggio dal rame alla fibra, dismettendo la vecchia rete perché “troppo costosa da manutenere ed inefficiente dal punto di vista delle performance”: i clienti di TIM, e quelli comunque collegati alla rete di TIM perché il loro operatore la affitta da TIM, dovranno passare obbligatoriamente alla fibra ottica, con una operazione definita “switch-off”, pagando poi un canone mensile praticamente raddoppiato.

E’ una operazione ad alto rischio commerciale per un solo motivo: vista la elevata capacità di connessione garantita dalla rete mobile, molti clienti abbandoneranno definitivamente la rete fissa che tengono solo per “abitudine”. Visto però che anche le stazioni radio-base della telefonia mobile sono alimentate dalla rete di TIM, è facile immaginare quale sarà la soluzione: ridurre la capacità di trasporto. In pratica, se si vorrà vedere lo sport o un film, non ci si potrà più affidare allo smartphone ma si dovrà avere un collegamento su linea fissa in fibra ottica.

Ecco che cosa c’è dietro lo scorporo della rete di TIM: un aumento delle tariffe delle telecomunicazioni giustificate dal passaggio alla fibra ottica.