Aliquota Tasi 2014: i chiarimenti del MEF. Ecco come funziona

Valentina Pennacchio

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I Comuni potranno decidere in piena autonomia l’aliquota Tasi 2014, tenendo conto di alcuni vincoli di legge. Ecco tutti i chiarimenti del MEF.

Aliquota Tasi 2014: i chiarimenti del MEF. Ecco come funziona

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Mentre si diffondono le voci che vedono la fusione di IMU e Tasi in una tassa unica dal 2015 , il MEF interviene con la Circolare n. 2/DF del 29 luglio per fare chiarezza sull’aliquota Tasi 2014, con particolare riferimento alla maggiorazione dello 0,8 per mille.

Come vi abbiamo spiegato nella nostra Guida alla Tasi 2014 , i Comuni hanno autonomia nel determinare l’aliquota della TASI, purché si rispetti la normativa:

  • la somma delle aliquote di IMU e Tasi per ciascuna tipologia di immobile non può superare l’aliquota massima consentita dalla legge per l’IMU al 31 dicembre 2013, il 10,6 per mille, e altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile (primo limite);
  • l’aliquota massima della Tasi per il 2014 non può superare il 2,5 per mille (secondo limite);
  • l’aliquota Tasi per il 2014 può superare detti limiti per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille, a patto che vengano finanziate le detrazioni sull’abitazione principale (e immobili equiparati).

Sul primo limite individuato il MEF spiega:

«Le altre minori aliquote devono essere riferite al 6 per mille fissato per l’abitazione principale - che è stata esclusa dall’IMU solo a partire dal 2014, ad eccezione delle abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 - nonché al 2 per mille relativo ai fabbricati rurali ad uso strumentale. Con riferimento a tali fabbricati, si deve, però, precisare che il limite in questione è in realtà pari all’1 per mille, poiché detti immobili, da un lato sono esclusi dall’IMU, a norma del comma 708 e dall’altro sono assoggettati ad un’aliquota TASI che, ai sensi del comma 678, non può comunque superare l’1 per mille. A questo proposito, si deve aggiungere che la formulazione di quest’ultima norma, la quale prevede che l’aliquota della TASI non possa comunque superare l’1 per mille, porta a concludere che non possa essere neppure applicata la maggiorazione dello 0,8 per mille».

Aliquota Tasi 2014: cosa dice il MEF?

In sostanza la circolare del MEF chiarisce che la maggiorazione deve essere riferita ai due limiti suddetti e non può superare nel complesso la misura dello 0,8 per mille. Quindi:

«Il comune può decidere di utilizzare l’intera maggiorazione per aumentare uno dei due limiti o, invece, può distribuire lo 0,8 per mille tra i due limiti».

Il MEF fornisce ulteriori chiarimenti:

  • se il comune utilizza tutta la maggiorazione per aumentare il primo limite e porta, quindi, la somma IMU+TASI a 11,4 per mille per gli altri immobili e a 6,8 per mille l’abitazione principale, non potrà fissare un’aliquota TASI superiore al 2,5 per mille;
  • se, invece, il comune utilizza tutta la maggiorazione per aumentare il secondo limite, portando quindi l’aliquota TASI al 3,3 per mille, la somma IMU+TASI non potrà superare il 10,6 per mille per gli altri immobili e il 6 per mille l’abitazione principale.

Inoltre, nel caso in cui il comune distribuisca la maggiorazione tra i due limiti, si può ipotizzare che il comune aumenti:

  • dello 0,4 per mille, il primo limite del 10,6 per mille, portando quindi la somma IMU+TASI all’11 per mille per gli altri immobili e al 6,4 per mille per l’abitazione principale;
  • del restante 0,4 per mille il secondo limite del 2,5 per mille, arrivando quindi ad aumentare l’aliquota TASI al massimo al 2,9 per mille.

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