Al cinema con tampone negativo, mascherina FFP2 o vaccino: la proposta per riaprire

Fiammetta Rubini

12 Aprile 2021 - 12:23

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Servirà il tampone per tornare al cinema? Tra le proposte al Cts per consentire l’ingresso a più di 200 spettatori in sala, l’esito di test negativo entro le 48 ore, mascherina FFP2 e certificato vaccinale. Ma i problemi non mancano.

Al cinema con tampone negativo, mascherina FFP2 o vaccino: la proposta per riaprire

Occhi puntati sulle riaperture che interesseranno ristoranti, bar, musei, cinema, teatri e palestre da aprile-maggio. In attesa della decisione del Governo, che potrebbe già riaprire qualcosa prima del 30 aprile ma solo la curva dei contagi e l’andamento della campagna vaccinale lo consentiranno, si inizia già a parlare dei nuovi protocolli per la ripartenza in sicurezza delle attività.

Cinema e teatri: servirà il tampone?

Non si sa ancora quando e come riaprono cinema e teatri, ma sta facendo discutere l’ipotesi emersa nelle ultime ore relativa al tampone per andare a vedere un film o uno spettacolo.

Davvero servirà il tampone per tornare al cinema? Questa la domanda che ci si sta ponendo dopo la notizia che tra le nuove misure per far ripartire gli spettacoli sia richiesto il tampone negativo effettuato fino a 48 ore prima dello spettacolo.

Una proposta che appare piuttosto controversa: una persona per andare al cinema dovrebbe spendere 30 euro, tra biglietto e tampone. Inoltre come si fa a garantire di non contagiarsi nelle 48 ore successive?

“La paventata ipotesi di obbligatorietà del tampone per accedere agli spettacoli e alle attività culturali sarebbe l’ennesimo colpo all’economia della cultura, oggi allo stremo”, dice il deputato di FdI Federico Mollicone come riportato da AGCult. “Dovremmo, piuttosto, incentivare la domanda - con incentivi fiscali come l’IVA al 4% sui prodotti culturali e l’introduzione della detrazione fiscale individuale dei consumi culturali”.

Niente è stato ancora deciso, ma i prossimi giorni saranno determinanti. Dopo la riunione del Cts in cui gli esperti valuteranno se ci sono le condizioni per riaprire qualcosa già da aprile e con quali misure, ci sarà la Cabina di regia che stabilirà il da farsi, in base ai dati aggiornati dei nuovi monitoraggi settimanali.

Cinema e teatri: le nuove misure per la riapertura

Per ristoranti e spettacoli è già stata avanzata l’ipotesi ripartenza solo con prenotazione obbligatoria, all’aperto e senza contanti->/ristoranti-spettacoli-ipotesi-riapertura-solo-aperto-senza-contanti.

Cinema e teatri potrebbero continuare ad accogliere un numero di spettatori in base alla metratura delle sale, senza superare un massimo di 200 persone in sala. Per superare questo limite e prevedere un numero più alto di spettatori in sala, si sarebbe proposto quindi al Comitato tecnico-scientifico di prevedere ulteriori misure di sicurezza come obbligo di mascherina FFP2 per gli spettatori, presentazione di un certificato di tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti, o di certificato vaccinale.

L’ultima norma approvata prevedeva:

  • posti a sedere preassegnati e distanziati tra loro di almeno 1 metro frontalmente e lateralmente (tranne nel caso di persone conviventi e nuclei familiari;
  • capienza consentita non superiore al 25% di quella massima autorizzata;
  • non più di 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala;
  • obbligo di misurare la temperatura tramite termo-scanner o termometro digitale all’ingresso e di utilizzare il gel mani;
  • obbligo di mascherina da quando si entra a quando si esce dalla sala, e durante tutta la durata dello spettacolo;
  • biglietti nominativi, acquistabili sia online che al botteghino;
  • obbligo per i gestori di conservare l’elenco delle presenze per 14 giorni, con numeri di telefono e email degli spettatori, per favorire il contact tracing.

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