Quando riaprono cinema e teatri?

Fiammetta Rubini - Mario D’Angelo

16/04/2021

16/04/2021 - 19:15

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Quando riapriranno le sale teatrali e cinematografiche? Lo ha rivelato il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Quando riaprono cinema e teatri?

Dopo infiniti rinvii, cinema e teatri sono sul punto di rialzare le saracinesche. Lo ha annunciato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, in seguito alla conferenza stampa in cui Mario Draghi ha delineato la roadmap delle riaperture delle varie attività bloccate dalle restrizioni anti-contagio.

Prima dell’ultimo DL anti-Covid, la data da cerchiare sul calendario era il 27 marzo ma, decreto dopo decreto, la riapertura di cinema e teatri è saltata, rinviata a nuova data da definire.

L’inizio delle riaperture è stato posticipato di circa un mese. Trenta giorni in cui la campagna vaccinale è avanzata, raggiungendo una buona percentuale di immunizzazioni nelle fasce più esposte, i cui risultati non sono ancora visibili né sul piano dei contagi né, soprattutto su quello dei decessi.

Ma a fine aprile le cose cambieranno, e ricomincerà il parziale ritorno alla normalità.

Se il precedente DL aveva di fatto prorogato tutte le restrizioni già in vigore (stop agli spostamenti tra regioni, niente zone gialle), il prossimo rappresenterà un graduale allentamento delle misure.

Inizialmente si era parlato di riaperture rimandate del tutto al mese di maggio, ma la linea aperturista interna al Governo, rappresentata soprattutto dal centrodestra, sembra aver fatto breccia.

E così le prime riaperture - cinema e teatri compresi - ci saranno già dalla fine del mese di aprile.

Cinema e teatri: i continui rinvii della riapertura

Facciamo un passo indietro.

Con il Dpcm 2 marzo si è stabilito che sale cinematografiche e teatrali in zona gialla avrebbero riaperto i battenti il 27 marzo, data simbolica in quanto Giornata Mondiale del Teatro. Tra le regole per la riapertura, il rispetto della distanza interpersonale e posti preassegnati. Ma non solo: sempre a partire dal 27 marzo, il vecchio Dpcm aveva previsto anche l’apertura dei musei il sabato e nei giorni festivi nelle zone gialle.

Ma il boom di nuovi contagi e la maggiore diffusione delle varianti aveva richiesto, a metà marzo, un giro di vite. Il decreto-legge entrato in vigore il 15 marzo ha cancellato le zone gialle fino al 30 aprile, mettendo in stand-by le riaperture di cinema, teatri e musei.

Cinema e teatri riaprono il 26 aprile

Alla fine è stata presa una nuova decisione.

Con qualche giorno di anticipo rispetto all’ipotesi dei primi di maggio, potranno riaprire teatri, cinema, musei e eventi all’aperto”, ha annunciato il ministro Franceschini.

L’esponente del Partito Democratico ha precisato che saranno comunque richieste delle “misure di limitazione della capienza” su cui si è già “lungamente discusso con le categorie e gli esercenti”.

Franceschini ha ribadito di aver chiesto al Comitato Tecnico Scientifico la possibilità di allargare le presenze per gli eventi all’aperto: si passerebbe dall’attuale 25 al 50%: 1000 persone all’aperto e 500 al chiuso, con obbligo di mascherina FFP2. Sarebbe esclusa invece l’ipotesi di tampone obbligatorio per gli spettatori: impensabile che una persona che già paga 7-10 euro per il biglietto debba sborsarne altri 20 per il test.

Come riapriranno cinema e teatri

Oltre alla data del 26 aprile, sulla riapertura delle sale è noto che questa avverrà nel rispetto di una serie di nuove regole e protocolli che garantiscano la ripresa delle attività in totale sicurezza.

L’ultima norma approvata prevedeva:

  • posti a sedere preassegnati e distanziati;
  • capienza consentita non superiore al 25% di quella massima autorizzata;
  • non più di 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala;
  • obbligo di misurare la temperatura tramite termo-scanner o termometro digitale all’ingresso e di utilizzare il gel mani;
  • obbligo di mascherina da quando si entra a quando si esce dalla sala, e durante tutta la durata dello spettacolo;
  • biglietti nominativi, acquistabili sia online che al botteghino;
  • obbligo per i gestori di conservare l’elenco delle presenze per 14 giorni, con numeri di telefono e email degli spettatori, per favorire il contact tracing.

I sostegni per il settore

Il decreto Sostegni contiene misure per il mondo della cultura, che aggiungono oltre 1 miliardo di euro alle risorse finora stanziate per sostenere uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia.

Vengono stanziati 200 milioni di euro per l’indennità straordinaria di 2.400 euro per tutti i lavoratori dello spettacolo. A beneficiarne, oltre agli artisti e maestranze con almeno sette giornate lavorative e un reddito inferiore ai 35.000 euro, sono anche coloro che, con almeno 30 giornate lavorative, abbiano un reddito inferiore ai 75.000 euro.

Inoltre 400 milioni di euro vanno ad alimentare i fondi di emergenza esistenti, secondo questa ripartizione: 80 milioni di euro verranno destinati al sostegno dei musei statali, 200 milioni di euro al fondo di parte corrente per il sostegno del cinema e dello spettacolo e 120 milioni di euro al fondo per il sostegno delle imprese e delle istituzioni culturali.

Nell’insieme delle misure a sostegno della cultura vanno annoverate la quota parte degli 11 miliardi di euro stanziati in favore delle partite IVA destinata a operatori e lavoratori autonomi del settore e la proroga delle diverse forme di cassa integrazione, che andranno al sostegno del reddito dei lavoratori dipendenti del comparto culturale e dello spettacolo.

Infine, è stata poi prorogata fino al 31 dicembre 2021 la sospensione delle procedure autorizzative da parte delle Soprintendenze per tavolini di bar, caffetterie e attività di ristorazione.

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