AgriFood Tech: startup migliori in Italia e come investire

Le innovazioni tecnologiche al servizio dell’agroalimentare: ecco le startup italiane più interessanti e come investire grazie all’equity crowdfunding specializzato.

AgriFood Tech: startup migliori in Italia e come investire

Per AgriFood Tech intendiamo le innovazioni tecnologiche portate da aziende e startup attraverso tutta la filiera di produzione alimentare e del vino, dal campo alla tavola. Dall’agricoltura di precisione fino al food delivery e ai servizi alla ristorazione, passando per nuovi metodi in termini di confezionamento e distribuzione dei prodotti alimentari (online e offline): tutto questo è AgriFood Tech.

Solo per fare qualche esempio noto, rientrano nella categoria servizi di food e beverage delivery come JustEat, Zomato, Moovenda e Winelivery, o ancora le piattaforme per la spesa online Cortilia e Supermercato24, fino a quelle con l’animo “social” come Gnammo e Oreegano.

Nota: in Italia, in materia di social eating (così come altri campi della sharing economy), manca una regolamentazione chiara. A inizio 2017 un disegno di legge provava a chiarire i dubbi legislativi, ma non è mai stato discusso in Senato. Al momento un altro ddl è stato proposto dal M5S, ma siamo ancora nella fase iniziale del percorso di approvazione legislativa. Con una nota del 1° febbraio 2019 il Ministero dell’Interno ha detto che, in mancanza di una disciplina specifica, questa attività, visto che è rivolta a un pubblico indistinto e salvo che non sia svolta in maniera del tutto occasionale ed episodica, deve essere considerata alla pari di esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande e quindi soggetta alla disciplina commerciale, fiscale, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza.

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Il mercato dell’AgriFood Tech

L’AgriFood Tech ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 5 anni. A livello mondiale gli investimenti in venture capital nel settore hanno registrato un incremento costante, passando da poco più di 3 miliardi di euro nel 2014 ai 14,3 miliardi di euro nel 2018. Il valore creato dalla prima ondata di leader food tech in Europa è di 21 miliardi di euro.

Facendo una panoramica italiana (dati: AgriFood Tech, Startup Geeks) vediamo che la metà delle startup agrifood tech italiane opera in ambito e-commerce e ha ricevuto il 67% dei finanziamenti. Al secondo posto, con solo il 7% dei finanziamenti totali raccolti, troviamo le startup del settore Agricoltura 4.0, un mercato che solo in Italia cresce del 270% rispetto all’anno scorso ed è stimato tra i 370 e i 430 milioni di euro. Nel 2018 le startup agrifood tech in Italia hanno raccolto 25,3 milioni di euro.

Quanto alla distribuzione geografica il primo posto sul podo va alla Lombardia, seguita da Emilia Romagna e Lazio.
Stando ai dati raccolti da Startup Geeks, Big Data e App Mobile rappresentano le tecnologie più utilizzate dalle startup del settore.

Come diventare soci di startup agrifood

Il nostro Paese, nonostante l’agroalimentare contribuisca al 15% del PIL e vanti una cultura e una tradizione legata al cibo uniche al mondo, occupa ancora un ruolo marginale in Europa con investimenti in venture capital pari solo all’1% totale.

Con lo scopo di supportare attivamente l’espansione delle aziende agroalimentari italiane e dei prodotti di qualità nel mondo, e favorire l’accesso al mercato dei capitali dei migliori player del settore, è nato Semina. Si tratta di un progetto messo in piedi da Two Hundred, la società che gestisce il portale di equity crowdfunding 200Crowd, ed Emerge, la piattaforma B2B del food italiano che mette in contatto autentici produttori italiani con buyer di tutto il mondo. 

Dopo aver annunciato la propria specializzazione nel Fintech a gennaio, quindi, 200Crowd offre il primo portale di equity crowdfunding per investire nell’agroalimentare Made in Italy.

Il sito ha già ospitato diverse campagne, e tra queste troviamo i progetti delle migliori startup del settore, come Dishcovery (che crea menù interattivi multilingua per i ristoranti consultabili via smartphone) e WeBeers (il portale dove acquistare le migliori birre artigianali del mondo con consegna in Italia in sole 48 ore, e usufruire di offerte e abbonamenti innovativi).

Le stesse Emerge e Semina compaiono nella lista delle migliori startup agrifood tech italiane secondo il report di Startup Geeks.

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Startup Agrifood: le migliori in Italia 2019

Il report realizzato da Startup Geeks si propone di fare una panoramica delle più interessanti startup italiane del settore, suddividendole in 7 categorie:

  • AgriTech (3Bee, Agricolus, AmoreTerra, Biospremi, Boote, Cynomys, Elaisian, Evja, Hexagro Urban Farming, Revotree, Sfera…)
  • Food Service (AdvisorEat, AllergenIO, Authentico, Bottle-up, Dishcovery, EatsReady, FrescoFrigo, Identikeat, Vinhood, Wenda…)
  • Food Science (Meesoo, Mind The Gum, MyLab Nutrition, Reolì, White And Seeds…)
  • Social Eating (Gnammo e Oreegano)
  • E-commerce, Meal Kit & Delivery (Biofarm, Clementime, Cicalia, EatTiamo, èPasta, Feat Food, Foodscovery, Green Koala, Mamma M’Ama, Miscusi, Moovena, My Cooking Box…)
  • Pet Food (Kibble, Verum)
  • Scale-up Agrifood (Cortilia, Foorban, Supermercato24, Tannico, Vino75, Xnext)

Per la lista completa e saperne di più consultare l’ebook.

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