5G: cos’è, come funziona e cosa cambia con la nuova rete

Cos’è il 5G: come funziona e cosa cambia con la nuova rete e la nuova connessione. Dalle antenne alle copertura, fa davvero male? Ecco le funzioni e gli smartphone compatibili con lo standard in arrivo.

Cos’è il 5G? Questa è la domanda che molti italiani si stanno ponendo in queste ultime settimana, chiedendosi cosa c’è dietro alla nuova connessione alla quinta generazione di rete mobile. A cosa serve e come funziona il 5G, cosa cambia con il 4G, il 5G è pericoloso?

Tante domande e questioni importanti per gli utenti e i consumatori, che dovranno presto scegliere un’offerta compatibile e uno smartphone 5G adatto alla nuova connessione.

Il 5G cambierà non solo la nostra vita, ma influenzerà anche quella politica, ponendosi in tutto e per tutto come la sfida tecnologica del futuro. Le prime offerte mobile, tra TIM e Vodafone, sono già presenti e le prime sperimentazioni sono già state avviate nelle prime città (da Roma a Milano) e un implemento globale previsto per i prossimi tre anni.

Partiamo dal nome: con 5G si intende la quinta generazione di tecnologie e standard per le connessioni telefoniche mobile, destinata a cambiare il nostro rapporto con il mondo digitale come mai prima d’ora.

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5G: cos’è e come funziona

Cos’è il 5G: come funziona e cosa cambia con il 4G

Il 5G ridefinirà gli standard qualitativi in termine di connessione mobile: l’ampia diffusione del 4G, attualmente la miglior connessione possibile in termini di smartphone, è destinata a lasciare il posto a una connettività così diversa da permetterci di utilizzare il telefono come mai prima d’ora.

Cosa cambia rispetto al 4G? Facciamo un piccolo esempio: la nostra connettività da mobile dipende attualmente da “celle” che rendono possibile collegarci a internet; ecco, immaginate che con il 4G oggi ogni singola cella può trasferire dati pari a 1 Gbps mentre con il 5G la capacità verrà ampliata fino a far sostenere a ogni singola cella una velocità pari a 20 Gbps. In parole povere, il 5G sarà fino a 20 volte più veloce dell’attuale rete 4G esistente.

Il 5G sarà in grado di spalancare opportunità mai viste o immaginate prima d’ora, le cui strade sono ancora oggi frutto di studio e sperimentazioni. La Next Generation Mobile Networks Alliance (associazione fondata nel 2006 che riunisce i migliori operatori, ricercatori e venditori operanti nel campo della telefonia mobile) ha definito il 5G come il nuovo standard in grado di:

  • elaborare dati di decine di megabit al secondo per decine di migliaia di utenti;
  • dare a chi lavora con internet 1 gigabit al secondo contemporaneamente ad altri uffici nei dintorni o sullo stesso piano;
  • offrire sostegno e supporto garantito a centinaia di migliaia di connessioni senza fili contemporaneamente;
  • garantire migliore copertura ed efficienza delle rete, notevolmente potenziata rispetto al 4G.

Sullo stesso argomento puoi leggere Wi-Fi, 3G, 4G, 5G: radiazioni pericolose sì o no? Facciamo chiarezza

5G: fa male ed è pericoloso?

Una delle questioni che più hanno preso piede di recente riguarda le presunte antenne 5G, considerate pericolose per le persone (con qualcuno che le ha anche correlate alla recente emergenza coronavirus).

Ma il 5G fa davvero male? La risposta è no, come dichiarato dall’Istituto Superiore di Sanità: un report intitolato Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche smentisce questa correlazione tra l’insorgere di patologie tumorali e l’uso delle reti mobile, compreso il 5G.

Si tratta di teorie complottiste: nessun standard di rete, nemmeno il 4G o il 3G, ha portato all’aumento dell’insorgenza di mali per la salute dei cittadini. Un fenomeno che porta alla nascita di vere e proprie fake news a tema che, spesso, trovano un facile seguito.

Google, attraverso YouTube ha iniziato a rimuovere video che inventano e diffondono teorie sempre più fantasiose sul 5G, visto anche i recenti incendi dolosi in Regno Unito, concentrandosi specialmente su quelli che collegano il 5G alla diffusione della pandemia da coronavirus.

5G: come averlo e smartphone compatibili

Essendo il 5G quasi alle porte, non sono pochi i produttori che hanno iniziato a investire nello sviluppo di nuovi modelli in grado di supportare la tecnologia di nuova generazione.

Nemmeno i costosissimi iPhone 11 e 11 Pro sono in grado si supportarlo, e Apple non sembra per ora orientata allo sviluppo di un nuovo iPhone 5G (sostenendo che il momento sia prematuro). Di opinione decisamente opposta il mondo Android, con una serie di smartphone 5G già presenti sul mercato (accanto ad altri in arrivo).

Il nuovo Samsung Galaxy S10 era stato presentato con un quarto modello, a sorpresa, completamente orientato alla quinta generazione di connessioni mobile: il Galaxy S10 5G. A questo si è unito il nuovo Galaxy S20, compatibile con 5G e Huawei che presenta ormai già da un anno diversi device compatibili con il nuovo standard (come il nuovo P40).

Anche Xiaomi ha il suo primo smartphone compatibile con la nuova generazione di rete mobile, accanto a Oppo che si uniscono alla corsa che sta lentamente investendo il settore.

Per tutti i modelli di nuova generazione c’è da aspettare fino all’anno prossimo, quando il 5G si avvierà a ridefinire definitivamente gli standard produttivi dell’industria degli smartphone.

5G quanto costa? Le offerte TIM e Vodafone

Come abbiamo già sottolineato, Vodafone e TIM hanno conquistato le frequenze del 5G e il completamento dei primi lavori ha già acceso la nuova Rete in alcune delle principali città italiane.

Ovviamente, non c’è 5G senza le offerte dedicate: ma quanto costano? Sia TIM che Vodafone hanno preparato un listino variegato, con l’operatore rosso che prone un listino prezzi che varia da 16,99 a 39,99 euro al mese mentre l’operatore blu propone offerte leggermente più costose comprese tra 29,99 e 49,99 euro al mese.

5G: copertura, dove prende?

Ovviamente, le sperimentazioni sono attive da pochi mesi e il completamento definitivo dell’intera rete di infrastrutture non è attesa prima della fine del prossimo anno, quando gran parte dell’Italia sarà supportata dalla connessione 5G.

In pratica, inutile attivare le offerte o procurarsi uno smartphone compatibile se non è ancora stato aperto l’hotspot nella vostro città. Ma dove prende il 5G e qual è attualmente la copertura in Italia? All’attivo al momento abbiamo:

  • Roma
  • Torino
  • Milano
  • Verona
  • Bologna
  • Firenze
  • Napoli
  • Bari
  • Matera

Le prime due sono state “accese” a giugno, mentre le ultime 7 a fine luglio. Nove città, ma il numero è destinato a salire nel corso dei prossimi mesi.

Ricordatevi di consultare sempre il vostro operatore in negozio o attraverso il servizio clienti dedicato per essere sicuri di essere coperti da 5G (onde evitare di attivare un piano tariffario costoso e sostanzialmente inutile).

5G: infrastrutture, l’Italia e la questione Huawei

Il 5G vede come leader nel mercato delle infrastrutture mobili, secondo i dati riferiti ai primi 9 mesi del 2018, Huawei, Nokia, Ericsson, Cisco e Zte.: l’azienda cinese temuta dagli Stati Uniti detiene da sola circa il 30% del mercato (oltre a essere il secondo produttore mondiale per quanto riguarda gli smartphone, con al primo posto Samsung e al terzo Apple).

La questione Huawei e 5G è in primo piano da diversi mesi e l’Italia è un sorvegliato speciale da parte degli USA di Trump, che temono la preponderanza dell’azienda cinese all’interno delle infrastrutture per la quinta generazione mobile. Un cavallo di Troia quello di Pechino, per colonizzare le potenze nazionali estere, a partire dall’Europa: su questo clima si disputa l’attuale partita internazionale, e italiana, per la scelta del 5G e sulla volontà di includere o escludere Huawei dalla corsa al 5G.

I timori degli Stati Uniti riguardo al presunto spionaggio da parte delle infrastrutture cinesi, che vedrebbero la strada spianata proprio grazie alla nuova connessione mobile, accrescono le politiche estere. Il segretario di stato americano Mike Pompeo, segretario di stato americano, si è di recente espresso con toni molto duri in merito alla questione Huawei-5G. Accanto a lui Curtis Scaparrotti, comandante delle forze NATO in Europa, che ha sottolineato il serio rischio di perdere il supporto armato americano per le forze alleate che sceglieranno di affidarsi alla Cina per il 5G.

L’Italia è più cauta: il Presidente del Consiglio Conte promette controlli su Huawei al fine di garantire la sicurezza nazionale e internazionale. La Lega di Matteo Salvini sulla questione si schiera politicamente con Gli Stati Uniti e Trump, mentre il Movimento 5 Stelle preferisce mantenere un dialogo più aperto tra occidente e oriente, con le dovute valutazioni cautelari. Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Esteri, invita a non dilagare a una condanna preventiva nei confronti di Huawei, invitando comunque a un attento monitoraggio.

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