H+ sullo smartphone: perché appare e cosa cambia per la connessione

Emanuela Ceccarelli

26 Luglio 2026 - 18:07

Ecco cosa significa la sigla H+, perché il telefono passa a questa rete, quanto è veloce e cosa fare se la connessione rallenta.

H+ sullo smartphone: perché appare e cosa cambia per la connessione

Può capitare, osservando lo schermo dello smartphone, di notare che, al posto del classico simbolo 4G, LTE o 5G, compaia la sigla H+. Si potrebbe pensare che questo simbolo indichi un problema del dispositivo, ovvero un segnale che qualcosa non stia funzionando come dovrebbe.

In realtà, la presenza della sigla H+ è un’informazione che lo smartphone fornisce in merito al tipo di rete mobile a cui è collegato in quel preciso momento. Conoscere il significato di questa sigla aiuta a capire meglio come funziona la connessione del telefono.

Cosa significa la sigla H+ sullo smartphone

Quando leggiamo la sigla H+, lo smartphone ci sta comunicando che in quel preciso istante è collegato a una rete HSPA+ (High-Speed Packet Access Plus), una tecnologia che potremmo considerare un’evoluzione del vecchio 3G, tanto da essere spesso definita 3,5G. Si tratta infatti di un miglioramento rispetto al 3G tradizionale ma, al contempo, di una rete che non riesce a raggiungere le prestazioni garantite dal 4G LTE o dal 5G.

La connessione HSPA+ garantisce valori più che sufficienti per svolgere molte attività quotidiane, come navigare sul web o ascoltare musica in streaming. Questa rete può arrivare fino a circa 21 Mbps (megabit al secondo) in download e 5,76 Mbps in upload.

Perché il telefono passa dal 4G all’H+

Lo smartphone è alla costante ricerca della rete con il miglior equilibrio tra velocità e stabilità. Pertanto, quando il segnale 4G diventa troppo debole o nel caso in cui la rete sia molto affollata, il dispositivo passa automaticamente alla tecnologia H+ senza che l’utente debba intervenire. Questo capita frequentemente in situazioni specifiche, come:

  • all’interno di un edificio con mura molto spesse;
  • in ascensore o in un parcheggio sotterraneo;
  • in una zona rurale dove il 4G non è disponibile;
  • durante concerti, eventi sportivi o manifestazioni.

Grazie al passaggio automatico alla rete H+, l’utente può continuare a utilizzare lo smartphone per le attività di base, evitando così una disconnessione totale.

La connessione H+ è sufficiente?

Trattandosi di una sorta di rete salvagente, è evidente che l’H+ non sia sufficiente per supportare tutte le attività che è possibile svolgere con lo smartphone. Se l’invio di messaggi su WhatsApp o la navigazione sui social network proseguono senza problemi, le differenze iniziano a notarsi nel caso in cui sia necessario scaricare una grande mole di dati in poco tempo. Ad esempio, con la rete H+ non è possibile guardare un film ad alta definizione su una piattaforma di streaming, scaricare un videogioco o, ancora, eseguire l’aggiornamento del sistema operativo.

Cosa significano gli altri simboli che compaiono accanto al segnale

La sigla H+ non è l’unica a comparire sulla schermata degli smartphone; molto spesso i dispositivi si trovano a utilizzare tecnologie diverse per collegarsi a internet e per ciascuna è previsto un determinato simbolo.

  • G (GPRS): questa è una delle reti mobili più vecchie e raggiunge velocità fino a circa 128 Kbps (kilobit al secondo), sufficienti per inviare messaggi tramite alcune app o consultare pagine web leggere, ma decisamente lenta per utilizzare lo streaming video o per scaricare file.
  • E (EDGE): l’evoluzione della rete G è la rete E, capace di arrivare fino a circa 384 Kbps. Questa offre prestazioni leggermente migliori, tuttavia la navigazione potrebbe risultare lenta rispetto agli standard a cui siamo abituati oggigiorno.
  • 3G: questa rete presenta una velocità compresa tra 384 Kbps e 2 Mbps, valori sufficienti a navigare su internet, leggere email e utilizzare la maggior parte delle applicazioni presenti sul nostro smartphone, sebbene con prestazioni ancora lontane dalle connessioni più moderne.
  • H e H+: come abbiamo visto, questa rete offre un’esperienza più fluida per i social network e la possibilità di riprodurre musica e video in streaming, purché non richiedano prestazioni elevate.
  • 4G o LTE: questa tipologia di rete di norma consente velocità superiori ai 50 Mbps e, nelle condizioni migliori, può raggiungere i 100 Mbps, rendendo estremamente più rapidi i download e la visione di contenuti ad alta definizione.
  • 4G+: sfrutta più bande di frequenza contemporaneamente per aumentare ulteriormente la velocità.
  • 5G: può raggiungere velocità nell’ordine dei gigabit al secondo (Gbps), cioè migliaia di Mbps, oltre a ridurre notevolmente i tempi di risposta della rete.

Inoltre, su alcuni smartphone Android potrebbe comparire anche la scritta N. In questo caso, il dispositivo comunica che è attivo l’NFC (Near Field Communication), ovvero la tecnologia utilizzata dallo smartphone per comunicare con altri dispositivi a distanza molto ravvicinata. Questa viene utilizzata, tra le altre cose, per effettuare pagamenti contactless avvicinando lo smartphone al POS oppure per leggere alcuni badge.

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