5 migliori azioni da comprare nel 2° semestre 2023

R. F.

18/07/2023

Le azioni migliori a Wall Street su cui si concentra l’attenzione degli investitori con alto profilo di rischio: ecco i titoli da preferire sulla borsa USA.

5 migliori azioni da comprare nel 2° semestre 2023

L’inflazione scende negli USA, forse è in arrivo una “mild recession” e il mercato azionario americano è ai massimi da inizio anno: rimane ancora qualcosa da comprare fra le azioni americane?

Nel 2022 gli Stati Uniti hanno dovuto affrontare un grave problema: l’inflazione incontrollata.
Questa, unita all’aumento dei rendimenti dei Treasury in tutto il mondo e a una Federal Reserve che sta cercando di contenere l’inflazione aumentando i tassi d’interesse di riferimento, ha portato a un anno molto negativo per l’economia e il mercato azionario degli Stati Uniti nel 2022.

Di conseguenza, sia Wall Street che Main Street sono state colpite duramente. Ma questa è storia passata.

Sebbene quest’anno l’inflazione stia iniziando a frenare, siamo ancora lontani dal mandato della Fed di raggiungere il 2% di inflazione. Quindi, potrebbe esserci ancora più sofferenza indotta dalla banca centrale degli Stati Uniti nei prossimi mesi.

Nei miei precedenti articoli, ho espresso più volte le mie perplessità sul rally attualmente in corso sul mercato americano (vedi ad esempio qui: Perché il rally dell’S&P500 è arrivato al capolinea (money.it))

Tuttavia, se investite nei titoli giusti, potete ancora guadagnare in questo contesto inflazionistico.

Storicamente, i titoli “growth” e i titoli ad alto dividendo sono la migliore difesa contro l’aumento dell’inflazione. In realtà, le azioni sono un’ottima copertura contro l’inflazione perché rappresentano la proprietà di aziende reali, che producono, aumentano fatturato e profitti.

Ancora meglio, le grandi aziende funzionano come “veicoli” per cavalcare l’inflazione. Un veicolo che cavalca bene l’inflazione è un’azienda che trasferisce gli aumenti di prezzo derivanti dall’inflazione sui beni e servizi da essa erogati, sfruttando la propria posizione di leadership sul mercato.

Il prezzo nominale dei fattori di produzione e i prezzi dei prodotti possono cambiare, ma i margini di profitto per queste aziende non cambiano. Queste imprese si limitano a ’far passare’ l’inflazione, consentendo ai loro profitti e ai loro valori di mercato di aumentare nel lungo termine, insieme ai prezzi.

Naturalmente, non si vuole investire in un’azione qualsiasi. Parleremo qui delle società la cui crescita non sarà frenata dall’inflazione e continueranno a vantare una forte crescita degli utili e delle vendite.

I titoli da monitorare a Wall Street

In questo report, dopo aver letto i pareri di numerosi analisti, vi elencherò delle società che sono emerse come quelle da acquistare nonostante il rally sia andato molto avanti, e che sono ancora da acquistare nel II° semestre del 2023.

Con una forte crescita delle vendite e degli utili, questi titoli sono molto utili per il vostro portafoglio azionario (parliamo di investitori con forte appetito per il rischio, se avete timori per il futuro godetevi i BOT a 12 mesi al 3,3% lordo) e mentre attraversiamo questo contesto inflazionistico, un processo che secondo me ancora non è giunto al termine, nonostante l’ottimismo generato dai dati sul CPI (prezzi al consumo) e sul PPI (prezzi alla produzione) usciti la settimana scorsa negli USA. E non dimentichiamoci che il cambio eur/usd è oggi molto più favorevole di qualche mese fa per noi europei che vogliamo acquistare azioni americane.

Ecco quindi una lista delle Azioni che ancora possono offrire del potenziale rialzista per il 2023

1) ACLS

Da oltre 40 anni, Axcelis Technologies, Inc. (ACLS) fornisce attrezzature e servizi alle principali aziende di semiconduttori di tutto il mondo. In particolare, l’azienda offre piattaforme di impianto ionico che ottimizzano il processo di fabbricazione dei semiconduttori. La piattaforma Purion di Axcelis Technologies è stata particolarmente apprezzata, in quanto affronta molte delle sfide che le aziende devono affrontare durante la produzione di semiconduttori.

Axcelis Technologies ha più di 800 brevetti tecnologici e 3.000 impianti di produzione di chip in uso in tutto il mondo. Di fatto, la sua piattaforma per la produzione di schede grafiche e microprocessori è utilizzata in 32 Paesi. Non c’è da stupirsi se si considera che l’azienda personalizza le proprie piattaforme per soddisfare le esigenze specifiche dei clienti e i loro obiettivi di produzione.

Nel corso dell’anno fiscale 2022, Axcelis Technologies ha realizzato un fatturato che ha superato il fatturato 2021 di 850 milioni di dollari. Il fatturato dell’intero anno è aumentato del 38,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 920 milioni di dollari, mentre gli utili sono aumentati dell’85,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 183,1 milioni di dollari, pari a 5,46 dollari per azione. Questi risultati hanno superato le stime di un utile di 5,04 dollari per azione su 902,59 milioni di dollari.

In prospettiva, Axcelis Technologies prevede di registrare un fatturato superiore a 1,0 miliardi di dollari nel 2023 e per questo ha presentato un nuovo “standard” di fatturato di 1,3 miliardi di dollari che prevede di raggiungere nei prossimi due o tre anni.

ACLS US GRAFICO A 12 MESI ACLS US GRAFICO A 12 MESI FONTE: BLOOMBERG

Graficamente ha fatto di recente un triplo massimo a 180 usd, il che far ritenere che il titolo è pronto per un riconsolidamento in area 160, dove viaggia la media mobile di breve periodo a 50gg, un livello di prezzo sul quale consiglio un ingresso deciso sul titolo.

2) ARLP

Nel 1999, Alliance Resource Partners, L.P. (ARLP) è diventata la prima master limited partnership (MLP) quotata in borsa nel settore del carbone. È interessante notare che Alliance Resource Partners opera nel settore dell’estrazione del carbone dal 1971. Come per la società in accomandita italiana, la limited partnership (LP) è una società composta da un insieme di soci che versano denaro o altri asset alla LP (che non è considerata una persona giuridica) e da uno o più manager che la gestiscono. Tali iniziative imprenditoriali sono esenti dall’imposta sulle società. Una società in accomandita semplice negli USA unisce i vantaggi fiscali di una società privata e la liquidità di un’attività quotata in borsa.

Oggi la società è il secondo produttore di carbone negli Stati Uniti orientali, con operazioni di estrazione sotterranea in Illinois, Indiana, Kentucky, Maryland, Pennsylvania e West Virginia. L’azienda ha venduto 28,2 milioni di tonnellate di carbone nel 2020 e 32,3 milioni di tonnellate di carbone nel 2021.Per il 2022 siamo tra i 35 e i 36 milioni di tonnellate stimate. Certo non una società che rispetta i criteri ESG, ma se per voi non sono criteri fondanti nelle vostre scelte di investimento è sicuramente interessante.

Oltre alle attività nel settore del carbone, Alliance Resource Partners detiene partecipazioni minerarie e royalty nel settore del petrolio e del gas in regioni produttive chiave degli Stati Uniti, tra cui il Bacino Permiano, il Bacino di Anadarko e il Bacino di Williston.

Grazie all’aumento delle vendite di carbone e alle entrate derivanti dalle royalties su petrolio e gas, per l’anno fiscale 2022 Alliance Resource Partners ha annunciato un utile di 577,2 milioni di dollari, pari a 4,39 dollari per azione, e un fatturato di 2,4 miliardi di dollari.

Ciò si traduce in una crescita annua del 223,9% degli utili e del 53,3% dei ricavi. Entrambi sono nuovi record e superano le aspettative di un utile di 4,20 dollari per azione per un fatturato di 2,39 miliardi di dollari.

Per l’intero anno 2023, gli analisti prevedono un utile di 5,77 dollari per azione su un fatturato di 2,83 miliardi di dollari. Questo dato si confronta con un utile di 4,39 dollari per azione e un fatturato di 2,41 miliardi di dollari dell’anno precedente.

ARLP GRAFICO A 12 MESI ARLP GRAFICO A 12 MESI FONTE: BLOOMBERG

Come si può notare, la debolezza del titolo, associata alla debolezza delle quotazioni del petrolio, fa giacere il trend moderatamente ribassista al di sotto della media mobile a 200gg (linea gialla) ma il basso indebitamento (debito netto/ totale attivo=16%) e l’alta redditività (ROE=43%) pongono l’azione nel gruppo delle più interessanti fino ad ora.

3) ATKR

Sin dalla sua fondazione nel 1959, l’innovazione è stata il cuore di Atkore, Inc. (ATKR).
L’azienda ha infatti brevettato il processo di zincatura Flo-Coat, che applica lo zinco durante la produzione di tubi e condotte. Questo processo è stato alla base del processo di produzione di Atkore fin dall’apertura del primo tubificio nel 1960.

Oggi Atkore è uno dei principali produttori di tubi in acciaio zincato, tra cui guaine elettriche, tubi flessibili per sprinkler e tubi in acciaio leggero. I prodotti dell’azienda sono venduti con diversi marchi: Allied Tube & Conduit, il nome originale dell’azienda, FlexHead e Tectron Tube. Atkore produce anche sistemi di supporto elettrico con i marchi Unistrut, Power-Strut e Cope, oltre ad altri cavi elettrici, guaine, PVC e prodotti per la protezione dei cavi.

Atkore offre un portafoglio di prodotti e soluzioni per canaline elettriche e meccaniche utilizzate in oltre 50 mercati finali. Tra questi, l’agricoltura, l’edilizia commerciale, l’industria e la produzione di energia, nonché le amministrazioni federali, statali e locali.

Atkore assiste i propri clienti attraverso 65 stabilimenti di produzione e distribuzione in tutto il mondo.
In prospettiva, Atkore prevede per l’anno fiscale 2023 un utile per azione rettificato compreso tra 15,85 e 17,75 dollari.

ATKR GRAFICO A 12 MESI ATKR GRAFICO A 12 MESI FONTE: BLOOMBERG

Graficamente, il titolo mostra una certa stanchezza in queste ultime settimane, con un doppio massimo di breve a 154 dollari: il possibile ripiegamento estivo in area 140 dollari e poi, più in basso verso la MM a 200gg pari a 125 dollari costituiscono un livello di ingresso decisamente accattivante. Tuttavia ancora oggi a 154 dollari esprime un P/E di 7.5x di tutto rispetto, con un basso indebitamento (Debito netto/ totale attivo = 30%) e un ROE di circa il 45% che lo pongono fra i titoli per i cassettisti di lungo periodo.

4) BP BRITISH PETROLEUM

BP p.l.c. (BP) è un nome familiare ai più, poiché l’azienda esiste da oltre 100 anni.
Nel 1901, William D’Arcy rischiò la sua fortuna per cercare petrolio in Persia (l’attuale Iran). Ma solo alla fine di maggio del 1908, dopo molti tentativi di trovare il giacimento, e quando già avevano in mente di abbandonare il progetto, il petrolio uscì effettivamente da un pozzo ’ultima possibilità’ in un’area remota della Persia. Un anno dopo, la Anglo-Persian Oil Co. era in attività.

Nel corso degli anni, la Anglo-Persian Oil Co. fu più volte sull’orlo del fallimento, poiché l’esplorazione petrolifera in Persia era lenta e afflitta da ritardi. Se questo non fosse stato abbastanza scoraggiante, la compagnia aveva difficoltà a vendere il denso petrolio persiano. Fu allora che Winston Churchill, nel 1914, entrò in scena, alla ricerca di una fornitura di petrolio dedicata per la Royal Navy britannica, che all’epoca egli stesso guidava. E così, dietro garanzia di acquisti continuativi di petrolio, il Regno Unito divenne uno dei principali azionisti della società.

In seguito, il marchio ’BP’ divenne familiare, poiché le pompe di benzina BP iniziarono a spuntare in tutto il Regno Unito per tenere il passo con l’aumento dei veicoli in circolazione negli anni Venti e Trenta.

L’azienda ha subito un duro colpo durante la Seconda Guerra Mondiale, come molte altre aziende, e poi un altro colpo quando l’Iran ha nazionalizzato le operazioni petrolifere. Ma l’azienda non gettò la spugna. Nel 1954 cambiò nome in British Petroleum Co. e iniziò a cercare altre opportunità di esplorazione petrolifera.

Oggi BP ha un vasto portafoglio di attività upstream (l’insieme dei processi operativi da cui ha origine l’attività di produzione di petrolio e gas naturale) e downstream (tutti i processi di trasformazione del petrolio essenzialmente la raffinazione) in tutto il mondo e opera in 70 Paesi. L’azienda si occupa di esplorazione, sviluppo e produzione di petrolio e gas naturale. Produce 3,6-3,8 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno.

BP produce anche carburanti, lubrificanti e prodotti petrolchimici. L’azienda è stata all’avanguardia nel campo delle energie alternative, investendo in biocarburanti, bioenergia, energia eolica e solare. Gestisce inoltre oltre 18.000 punti vendita al dettaglio.

Per l’anno fiscale 2022, BP ha conseguito un utile di 8,74 dollari per ADS, pari a una crescita annua degli utili del 128,8%. Le stime di consenso prevedevano un utile di 8,80 dollari per ADS per l’intero anno. I ricavi operativi dell’intero anno sono aumentati del 53% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 241,39 miliardi di dollari e battendo le stime di 229,55 miliardi di dollari.

Il management della società ha anche grandi progetti per il 2023: BP prevede un leggero aumento della produzione sottostante da parte della produzione e delle operazioni petrolifere e un calo della produzione da parte del gas e dell’energia a basse emissioni di carbonio.

Al prezzo di 453 pence del 18.7.2023 (circa 35.50 USD dell’adr quotato a NY) la BP esprime un P/E di 4.2X molto appetibile, soprattutto se raffrontato con un basso indebitamento (debito netto/totale attivi =20.10%)e una redditività sul capitale ottima (ROE=38%).

BP PLC GRAFICO A 12 MESI BP PLC GRAFICO A 12 MESI FONTE: BLOOMBERG

Graficamente il titolo galleggia attorno alla sua media mobile di lungo periodo (linea gialla) situata a 35.75 dollari…un comportamento che dura dalla fine di maggio oramai… eventuali scossoni al ribasso (per es. su dati del II° trimestre che dovessero essere interpretati come deludenti e che saranno pubblicati il 1°agosto 2023) raccomando fortemente l’acquisto del titolo, garanzia di redditività nel lungo termine per ogni investitore che predilige lo stile “value”.

5) CALM

Cal-Maine Foods, Inc. (CALM) è il più grande produttore e distributore di uova degli Stati Uniti, con attività principalmente nella metà meridionale del Paese. L’azienda gestisce attualmente impianti di allevamento, incubatoi, mangimifici, centri di distribuzione, impianti di lavorazione e confezionamento, impianti di allevamento di pollastre e impianti di produzione di ovoprodotti.

Sebbene i prezzi delle uova siano scesi del 6,7% da inizio anno sino a fine giugno, erano comunque superiori di oltre il 55% rispetto a quelli del febbraio 2022, e questi prezzi elevati hanno contribuito in modo significativo alle entrate di Cal-Maine Foods nell’anno fiscale 2023.

Si prevede che, dopo una discesa dei prezzi delle uova avvenuta nella primavera 2023, che giustificano la discesa dei prezzi di CALM dai 60 dollari di fine marzo 2023, sino agli attuali 44 dollari, i prezzi delle uova continueranno a risalire nel 2023, poiché l’influenza aviaria potrebbe continuare a devastare gli allevamenti e a mantenere di nuovo alti i prezzi delle uova nel secondo semestre del presente anno. Per questo motivo, la comunità degli analisti prevede per l’intero esercizio 2023 un utile di 16,43 dollari per azione e un fatturato di 3,17 miliardi di dollari, in aumento rispetto all’utile di 2,72 dollari per azione e al fatturato di 1,78 miliardi di dollari dell’anno precedente (2022).

CALM US GRAFICO A 12 MESI CALM US GRAFICO A 12 MESI FONTE: BLOOMBERG

A questi prezzi, dati gli ottimi dati di bilancio della società in questione, il titolo offre degli ottimi livelli di ingresso, poiché viaggia abbondantemente sotto i 54 dollari che è la media mobile di lungo periodo (linea gialla del grafico BLOOMBERG), e questo nonostante offre un ROE=53%, non ha debiti praticamente (debito netto/totale attivo netto=0,17%), un alto indice di liquidità corrente (rapporto crediti esigibile a breve/debito a breve termine= 3,8X) e tratta a notevole sconto rispetto ai suoi concorrenti nel comparto alimentare, con un price earning ratio pari a 3.5x (molto basso).

Nella seconda parte del presente articolo altri titoli interessanti in arrivo…«Stay Tuned»!

DISCLAIMER
Attenzione: l’investimento in azioni comporta il rischio di perdere interamente il capitale iniziale. Il presente articolo è basato su informazioni che si ritengono veritiere alla data di redazione del 15 luglio e, in ogni caso, non rappresenta in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio. Le performance passate delle azioni sin qui descritte non offrono alcuna garanzia di ottenere analoghe performance per il futuro. Ogni decisione di investimento in azioni va fatta nell’ambito di un processo di larga diversificazione degli strumenti finanziari contenuti nel portafoglio dell’investitore e con orizzonte temporale medio-lungo (> 5 anni).