Criteri ESG: cosa significa e quali sono?

8 dicembre 2020 - 14:30 |

Perché è importante prestare attenzione ai criteri ESG? Ecco una guida sul significato e sull’importanza dell’acronimo legato alla finanza sostenibile.

Criteri ESG: cosa significa e quali sono?

Che cosa significa criteri ESG? E quali sono?

L’acronimo – tre lettere che richiamano le parole inglesi Environmental, Social e Governance – fa riferimento ad un innovativo metro di valutazione delle imprese e delle organizzazioni. Inquadrato nell’ambito della finanza sostenibile, il ranking prodotto sulla base dei criteri accennati permette di misurare la capacità delle aziende di aderire a quegli standard considerati imprescindibili per uno sviluppo sostenibile dell’imprenditoria del futuro.

Ecco una guida sul significato e sul funzionamento dei criteri ESG, unitamente ad una analisi sull’innovazione che quest’ultimi hanno introdotto rispetto al tradizionale concetto di sostenibilità aziendale.

Criteri ESG: cosa significa

L’acronimo si è ormai pienamente affermato in ambito finanziario. I criteri ESG sono utili a determinare l’impatto ambientale, sociale e di governance delle imprese, sempre più orientate – come si evince delle odierne strategie di comunicazione – ad evidenziare la sostenibilità del proprio business.

I criteri ESG permettono di stilare un ranking che di fatto classifica le aziende in base alla loro conformità con i suddetti parametri. A ben vedere, si tratta di una rielaborazione del concetto di sostenibilità aziendale, poiché tradizionalmente quest’ultima era legata quasi esclusivamente alla capacità dell’impresa di produrre valore.

Ora, questi nuovi criteri rappresentano un indicatore inedito per valutare la bontà di un investimento, puntando anche al valore che un’azienda è in grado di produrre a beneficio della società e dell’ambiente. I criteri ESG sono infatti sempre più attenzionati dagli investitori, poiché in grado di fornire elementi cruciali sul rischio di una determinata posizione.

In sintesi, si registra un crescente abbandono dei rendimenti finanziari e dei fondamentali di un settore come criteri di valutazione di un investimento, in favore di un approccio che – complice il contributo delle generazioni più giovani – risulta più adatto all’architettura economica del futuro.

Gli investimenti sostenibili garantiti dal rispetto dei criteri ESG, d’altronde, rendono possibile il contenimento dei rischi, esercitando allo stesso tempo un impatto positivo sulla società. Inoltre – come rilevato dagli analisti di Credit Suisse – gli investitori che osservano parametri di sostenibilità nelle loro scelte vanno incontro ad un profilo di rischio/rendimento migliore rispetto a quello garantito dagli investimenti tradizionali basati esclusivamente sulle performance finanziarie di un’azienda.

Quali sono i criteri ESG?

I criteri ESG, dunque, portano alla creazione di un ecosistema virtuoso in cui il profitto non si pone necessariamente in contrasto con elementi dall’alto valore etico - come la salvaguardia dell’ambiente o l’inclusione sociale - ma che, al contrario, si fonde con il concetto generale di sostenibilità.

I criteri utilizzati per valutare l’assunzione di responsabilità ambientale, sociale e di governance da parte delle aziende si articolano in tre macro-categorie:

  • Criteri E (Environmental): questo parametro si inserisce nell’ampio calderone della lotta al cambiamento climatico. Per conseguire gli obiettivi ambiziosi tracciati dagli Stati è necessario che il settore dell’imprenditoria agisca in modo responsabile nei confronti dell’ambiente. In questo ambito, i dati attenzionati ai fini del ranking sulla sostenibilità delle imprese riguardano, tra gli altri, la gestione di risorse vitali (come l’acqua e l’aria), il rispetto della biodiversità, la sicurezza agroalimentare e il contenimento delle emissioni di anidride carbonica.
  • Criteri S (Social): questi criteri afferiscono alle attività aziendali che hanno un impatto sociale, e quindi sulla collettività. I parametri ambiscono a rilevare, ad esempio, il rispetto dei diritti civili e lavorativi da parte di un’impresa, il mantenimento di uno standard di lavoro adeguato, l’osservanza delle leggi relative al lavoro minorile e il più ampio campo dell’uguaglianza.
  • Criteri G (Governance): l’ultimo parametro utile al ranking è quello che riguarda la responsabilità di governance delle aziende. Questo capitolo è particolarmente importante poiché la governance di una società dà agli osservatori esterni indicazioni cruciali sull’identità aziendale. Sotto la lente, dunque, le strategie di retribuzione, il rispetto della meritocrazia e dei diritti degli azionisti, la remunerazione del comitato esecutivo e del consiglio d’amministrazione e la qualità e diversità di quest’ultimo.

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