3 titoli di Piazza Affari amati dalle banche. Comprare ora o aspettare?

Claudia Cervi

12 Settembre 2025 - 13:27

Le banche puntano su tre titoli di Piazza Affari. Meglio comprare adesso o aspettare un ritracciamento? Ecco cosa dicono gli analisti.

3 titoli di Piazza Affari amati dalle banche. Comprare ora o aspettare?

Quando le banche d’affari esprimono un giudizio, spesso Piazza Affari reagisce. Una raccomandazione o una revisione del target price possono accendere i riflettori su un titolo e farlo correre (o crollare) in poche sedute. Ma il punto non è solo “cosa” dicono gli analisti, ma soprattutto quando il mercato decide di reagire.

Ci sono titoli che hanno già messo il turbo subito dopo le ultime promozioni, altri sono ancora fermi ma potrebbero partire da un giorno all’altro. Cosa fare ora? Meglio seguire l’onda o aspettare una correzione? Non esiste una formula magica, ma ci sono segnali che non vanno ignorati. Ecco i tre titoli da guardare più da vicino nelle prossime sedute.

1) Prysmian

Grafico azioni Prysmian Grafico azioni Prysmian Fonte Tradingview

Prysmian fatto sapere che il business del digital solution supererà il miliardo di euro già nel 2025. Una previsione che ha riacceso l’entusiasmo degli analisti e spinto le grandi banche a rivedere i loro numeri: HSBC ha portato il target price a 87 euro, JPMorgan a 86 euro. Un segnale chiaro su una società che è ormai uno dei nomi chiave della transizione digitale ed energetica, pronta a cavalcare la domanda crescente di cavi per fibra ottica e reti elettriche.

Chi guarda al titolo si trova però davanti al solito bivio. Da una parte il rally degli ultimi mesi che ha già premiato chi era entrato in anticipo, dall’altra la possibilità che nuovi progetti infrastrutturali sostengano ulteriori margini di crescita. Per il piccolo risparmiatore, la scelta non è banale: comprare subito significa accettare un prezzo già tirato, attendere significa confidare in una pausa del mercato.

Da un punto di vista grafico, il titolo ha riattivato con forza l’uptrend di lungo corso, superando a 72,76 euro i precedenti record di inizio anno, ritestando dall’alto i livelli per rimbalzare ulteriormente in direzione dei target indicati, che si posizionano a circa il 9% dai livelli attuali.

2) Esprinet

Grafico azioni Esprinet Grafico azioni Esprinet Fonte Tradingview

Il rialzo monstre di Esprinet nella seduta dell’11 settembre ha riacceso l’interesse sul titolo. Il gruppo attivo nella distribuzione di prodotti tecnologici in Europa meridionale ha sorpreso gli analisti con una trimestrale che ha convinto Intesa Sanpaolo a confermare il giudizio buy e fissare un target a 6 euro, massimi del 2024 e livello distante circa il 15% dai prezzi attuali. Il titolo si è staccato con decisione dai supporti in area 4,90, spinto da un forte momentum. Da qui potrebbe proseguire la corsa o prendersi una pausa per rifiatare.

Secondo gli analisti, dunque, il titolo non ha ancora espresso tutto il suo potenziale in Borsa, segno che potrebbe trattarsi di un’opportunità. Gli investitori retail devono comunque avere la consapevolezza che si tratta di un comparto ciclico, legato all’andamento dei consumi e alla disponibilità di credito.

3) Buzzi

Grafico azioni Buzzi Grafico azioni Buzzi Fonte Tradingview

Buzzi è tra i titoli del Ftse Mib più scambiati nelle ultime sedute, dopo l’upgrade da parte di tre banche d’affari. I volumi di scambio sono passati da una media giornaliera di appena 32mila a 1,4 milioni di azioni passate di mano. JP Morgan, che ha promosso Buzzi da neutral a “overweight” e alzato il prezzo obiettivo da 45 a 54 euro, circa il 9% sopra i livelli attuali. Una scelta che segue di pochi giorni l’upgrade di Morgan Stanley, che il 2 settembre aveva rivisto il giudizio a “overweight” con target a 53 euro. Per le banche d’affari il titolo tratta ancora a forte sconto rispetto ai big europei del cemento come Heidelberg e Holcim (circa il 40% in meno) e la debolezza del primo semestre sembra ormai prezzata.

Ora che il mercato ha digerito il downgrade della guidance, spiegano da JPMorgan, potrebbe iniziare a guardare agli aspetti positivi e al potenziale di recupero negli Stati Uniti, dove i programmi infrastrutturali potrebbero fare la differenza nei prossimi trimestri.

Da un punto di vista grafico, il titolo dovrà lasciarsi alle spalle area 50 per riattivare il trend rialzista di lungo corso e puntare ai massimi assoluti toccati lo scorso marzo a 54,45 euro.

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