3 azioni tech che con i crolli di Trump sono tornate a valori equi

Tommaso Scarpellini

3 big cap USA tornano su valutazioni eque dopo i crolli legati alle incertezze politiche. Focus su multipli, crescita attesa e contesto settoriale per Alphabet, Microsoft e Apple.

3 azioni tech che con i crolli di Trump sono tornate a valori equi

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

“Il mercato crolla! Ah no, il mercato sale! Aspetta, il mercato crolla di nuovo, vendi! Aspetta, Trump leva i dazi… compra!”
Chi sta vivendo questo momento storico seguendo questa narrativa emotiva da breaking news, probabilmente sta sbagliando qualcosa. E non perché le news politiche non siano rilevanti, lo sono eccome, ma perché l’errore è nel perdere il quadro d’insieme, nell’inseguire i titoli, invece di osservare i fondamentali.

In un contesto dove le decisioni economiche e commerciali degli Stati Uniti vengono annunciate e poi ritrattate nel giro di una giornata, dove la politica estera diventa moneta di scambio per il consenso interno, il rischio per l’investitore è quello di confondere la volatilità con il valore. E invece no: la volatilità genera rumore, il valore si nasconde nei numeri.

È qui che entra in gioco l’approccio di chi, oltre le urla di mercato, si concentra su dati concreti: multipli. Osservando con attenzione questi elementi, è possibile notare che alcune big cap americane, vere e proprie colonne portanti del mercato, sono tornate su valutazioni più ragionevoli, se non addirittura interessanti.

Alphabet: leader nel settore Internet Content & Information

Alphabet, la holding di Google, appartiene al settore dei Communication Services e in particolare all’industria dell’Internet Content & Information. Si muove all’interno di un comparto che, secondo le ultime stime FactSet, dovrebbe crescere nel 2025 del 7,2% in termini di ricavi e del 12,2% negli utili. Una fotografia molto simile alle stime sulla stessa Alphabet, che dimostra come il business della società sia ancora saldamente allineato al trend settoriale.

A rendere il quadro ancora più interessante è il confronto con l’indice S&P 500 Communication Services, dove le azioni GOOG e GOOGL rappresentano insieme circa il 30% dell’intero peso. Il p/e medio del settore è oggi intorno a 20,4x, un livello che Alphabet, dopo i recenti storni, ha nuovamente raggiunto. Anche l’RSI del comparto resta sotto i 30 punti, segno che il sell-off non è stato accompagnato da eccessi speculativi. Insomma, Google non è più prezzata a premio rispetto al suo settore di riferimento.

GOOG, 1W GOOG, 1W Grafico a candele settimanali del titolo GOOG. Fonte: baha.com

Microsoft: l’AI c’è, ma ora anche il prezzo ha più senso

Il colosso guidato da Satya Nadella è sempre stato considerato una delle azioni più solide del mercato, ma negli ultimi mesi ha comunque subito le onde della volatilità politica e macroeconomica. Eppure, guardando i dati, Microsoft si trova oggi a trattare con un P/E forward di 29,63x, rispetto a una media storica di 31,31x. La crescita attesa degli utili per il 2025 è robusta, con un +12,96% previsto, in linea con il suo posizionamento come leader nel settore software e intelligenza artificiale.

Anche dal punto di vista tecnico, il titolo ha reagito positivamente dopo le prime fasi di panic selling legate al ritorno di Trump e alle sue dichiarazioni aggressive. L’RSI segnala un recupero ma non un ritorno a livelli di euforia. Ecco quindi un altro gigante tornato su valutazioni più eque.

Apple: quando il leader diventa value (quasi)

Apple è sempre stata vista come una growth stock, ma con una crescita attesa degli utili nel 2025 limitata a +4,32%, sembra oggi aver assunto contorni più difensivi. Tuttavia, con un P/E forward di 27,38x, con un RSI ai minimi dell’oscillazione.

Ci sono dei rischi

Naturalmente, il fatto che siano tornate a valutazioni, ai dati di oggi, più eque del passato, non significa che debbano iniziare a crescere di nuovo. Per due motivi:

  • Le aspettative di crescita degli utili potrebbero abbassarsi
  • Il mercato potrebbe continuare a scontare dei ribassi a causa di ulteriore pessimismo.

La calma oltre il rumore

Il mercato può anche urlare a ogni tweet: «Crollo! Rally! Dazi! Tassi!»
Ma la vera analisi inizia nel momento in cui si spengono le notifiche.

Alphabet, Microsoft e Apple non hanno bisogno di presentazioni, ma forse oggi hanno bisogno di essere guardate con occhi nuovi. Perché dietro la nebbia della politica e l’instabilità della cronaca, ci sono dei numeri da valutare.