24 CFU per diventare insegnanti: cosa sono? Il programma del MIUR e le richieste dei docenti

Simone Micocci

31 Maggio 2017 - 16:04

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Per partecipare al prossimo concorso scuola bisogna conseguire 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Attesa per i decreti del MIUR; ecco le richieste degli insegnanti.

24 CFU per il Concorso Scuola 2018: come fare per conseguirli?

Il decreto attuativo della Buona Scuola che ha riformato il reclutamento insegnanti ha introdotto un importante requisito per la partecipazione ai prossimi concorsi che verranno banditi dal MIUR: i 24 Crediti formativi universitari nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Per chi si iscriverà ad un corso di laurea in questi anni non ci sarà alcun tipo di problema, poiché saranno i singoli atenei a prevedere dei percorsi ad hoc per il conseguimento di questi crediti; ma il discorso cambia per chi è laureato già da qualche anno ed ha l’intenzione di diventare insegnante.

Quello che gli insegnanti precari si chiedono è come fare per prendere i 24 CFU richiesti. Probabilmente questi dovranno tornare all’Università e frequentare, pagando il costo d’iscrizione, dei corsi specifici. Se consideriamo che per ogni esame da esterno ci potrebbero volere circa 300€, ecco che prendere i Crediti formativi richiesti potrebbe costare agli insegnanti quasi 1.000€.

Nelle prossime settimane il MIUR pubblicherà i decreti relativi ai 24 CFU con i quali darà tutte le istruzioni operative a quei precari non abilitati che vogliono intraprendere la carriera da insegnante.

Nel frattempo i precari si sono riuniti in un’assemblea nazionale in programma a Milano con l’intento di sviluppare un piano alternativo da proporre al MIUR. Come vedremo meglio di seguito, i docenti precari chiedono che i corsi per il conseguimento dei 24 CFU siano gratuiti per tutti. Una richiesta sulla quale il MIUR sta riflettendo, ma che difficilmente verrà accolta vista la mancanza di risorse.

Prima di analizzare nel dettaglio quali sono le richieste dei docenti e dei sindacati che li rappresentano, ecco alcune anticipazioni su qual è il programma del MIUR in merito al conseguimento dei 24 CFU.

Crediti formativi per diventare insegnanti: il programma del MIUR

Dopo l’approvazione della riforma del reclutamento, per diventare insegnanti bisognerà partecipare ad un concorso, aperto ai laureati, valido per l’accesso al percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio, il cosiddetto FIT.

Il decreto introduce tra i requisiti per l’accesso al concorso “24 crediti formativi universitari o accademici, di seguito denominati CFU/CFA, acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.” Inoltre, di questi 24 CFU almeno 6 devono riferirsi ad uno dei seguenti quattro ambiti disciplinari:

  • pedagogia speciale e didattica dell’inclusione;
  • psicologia;
  • antropologia;
  • metodologie e tecnologie didattiche.

Questo è quello che ad oggi sappiamo; ma ci sono ancora molti dubbi che saranno chiariti dal MIUR solamente nelle prossime settimane tramite la pubblicazione di alcuni decreti ad hoc. Con questi decreti, il Ministero farà chiarezza su:

  • quali sono i “settori scientifico-disciplinari”;
  • gli obiettivi formativi da raggiungere;
  • le modalità di acquisizione dei crediti in forma extra curricolare;
  • costi a carico degli aspiranti docenti interessati;
  • durata dei corsi.

Dei suddetti decreti non ci sono ancora notizie, ma il MIUR deve muoversi poiché dovrà dare il tempo agli insegnanti di organizzarsi in vista del prossimo concorso, il quale ricordiamo verrà bandito molto probabilmente a giugno del 2018.

Crediti formativi per diventare insegnanti: le richieste dei sindacati

Oggi, mercoledì 31 maggio, a Milano è in programma un’assemblea nazionale, dal titolo “Futuri insegnanti: che ne sarà di noi?”, alla quale partecipano le sigle sindacali Link, FLC CGIL, Adam, e ADI.

Studenti ed insegnanti, specialmente precari, si riuniscono per chiedere chiarezza sulle ultime novità della Buona Scuola, le quali rappresentano un “notevole passo in avanti”.

Nonostante questo, però, c’è bisogno di fare assolutamente chiarezza su alcuni aspetti, come appunto quello legato ai 24 CFU necessari per accedere al concorso, per i quali “non sono stati definiti i settori scientifico-disciplinari, lasciando nella totale incertezza decine di migliaia di persone”.

Gli organizzatori dell’assemblea chiedono che il MIUR ne definisca al più presto i dettagli, altrimenti “rischiano di svilupparsi veri e propri business per università ed enti privati”.

A tal proposito nell’assemblea di oggi saranno presentate alcune proposte riguardo al come dovrebbe strutturarsi il nuovo percorso per il reclutamento. Nel dettaglio, i docenti chiedono che i corsi per il conseguimento dei CFU necessari sia gratuita per:

  • neo-laureati magistrali;
  • dottorandi;
  • assegnisti di ricerca.

Inoltre, viene chiesto al MIUR di alzare la retribuzione prevista nei primi due anni di FIT, che dovrebbe essere di circa 600€ al mese. Una cifra che non garantisce la “reale emancipazione del tirocinante dal nucleo familiare”.

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