Riforma del reclutamento docenti 2017, testo in Gazzetta Ufficiale: le novità

Scuola, il MIUR ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del Decreto attuativo con le nuove regole sul reclutamento insegnanti. Le novità sul prossimo concorso scuola e su quali saranno i requisiti necessari per parteciparvi.

Riforma del reclutamento docenti 2017, testo in Gazzetta Ufficiale: le novità

Riforma del reclutamento 2017: in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto attuativo che cambia i criteri per diventare insegnanti.

Cambiano ufficialmente le regole per diventare insegnanti: il MIUR, infatti, ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la delega che riforma il reclutamento e la formazione dei docenti della scuola italiana.

La novità più importante della riforma riguarda senza dubbio l’eliminazione del TFA il quale sarà sostituito dal FIT, il percorso di formazione iniziale e tirocinio della durata di tre anni.

Mentre con le vecchie regole per diventare insegnanti di ruolo bisognava prima abilitarsi e poi superare il concorso pubblico, con l’approvazione del Decreto attuativo della Buona Scuola il processo è stato capovolto: prima il concorso e poi l’abilitazione.

Alla nuova selezione, la prossima dovrebbe essere bandita per il 2018, potranno partecipare gli insegnanti in possesso di:

  • una laurea magistrale o a ciclo unico valida per l’iscrizione ad una classe di concorso (o diploma accademico di II livello);
  • 24 crediti formativi (universitari o accademici) acquisiti nelle discipline antropo-pisco-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Con le nuove regole per diventare insegnanti, il MIUR spera di limitare, fino ad escludere totalmente, il problema del precariato nella scuola.

Per questo motivo ci saranno dei percorsi agevolati sia per gli insegnanti in possesso di un’abilitazione all’insegnamento che per coloro i quali, pur non essendo abilitati, hanno 36 mesi di servizio alle spalle.

Il Decreto attuativo contenente le nuove regole per diventare insegnanti è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e potete consultare il testo completo cliccando qui. Di seguito, invece, trovate tutte le novità della riforma del reclutamento docenti spiegate punto per punto.

Riforma reclutamento 2017: il nuovo percorso per diventare insegnanti

Il MIUR ha deciso che d’ora in poi gli insegnanti non dovranno più pagare per ottenere l’abilitazione, anzi, saranno loro ad ottenere una retribuzione, seppur minima, nel corso del tirocinio.

Nel dettaglio, il nuovo percorso per diventare docenti di ruolo sarà così strutturato:

  • per diventare insegnanti bisognerà conseguire una laurea specialistica comprendente 24 CFU concernenti le discipline dell’ambito antropo-psico-pedagogico, qualunque sia la materia d’insegnamento alla quale ci si vorrà dedicare;
  • messa a regime di un concorso a cui potranno partecipare i laureati magistrali e quelli che hanno ottenuto un diploma accademico di secondo livello con almeno 24 crediti specializzanti. Ci sarà un concorso ogni 2 anni, per evitare che si creino delle sacche di precariato;
  • chi vincerà il concorso, però, non firmerà subito un contratto a tempo indeterminato. Infatti, avrà accesso ad un percorso tirocinante della durata di tre anni;
  • il primo anno di tirocinio sarà strutturato in corsi di teoria sulla didattica e avverrà in collaborazione con gli atenei;
  • negli altri due anni il docente inizierà il tirocinio in una scuola, con cui si legherà con un contratto a tempo determinato.

Nel corso del “periodo di apprendistato” il docente percepirà uno stipendio che, come confermato dalla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, sarà pari a 600 euro lordi. Dal II° anno, però, i docenti potranno aumentare la retribuzione tramite supplenze e reintegri.

Cambiano anche i requisiti per diventare insegnante tecnico pratico, ruolo per il quale è stato introdotto l’obbligo di laurea. I vecchi titoli però saranno ancora validi fino all’a.s. 2024/2025, quindi c’è ancora tempo per pensare alle novità introdotte dalla riforma.

Percorsi agevolati per abilitati e docenti con 36 mesi di servizio

Con il Decreto attuativo è stata disciplinata una fase transitoria che anticiperà l’entrata a regime della riforma del reclutamento. Nella fase transitoria sono previsti dei percorsi agevolati sia per gli insegnanti precari in possesso dell’abilitazione, che per quelli non abilitati ma con 36 mesi di servizio alle spalle.

I docenti abilitati, ad esempio, saranno iscritti ad una nuova Graduatoria regionale ad esaurimento stilata in base ai titoli e agli anni di servizio. A questi due parametri si aggiunge la valutazione ottenuta ad una prova orale di natura didattico metodologica.

L’accesso alla Graduatoria regionale, in base alla disponibilità di posti, consente l’accesso diretto al terzo e ultimo anno del FIT. Quindi, i docenti abilitati potranno diventare di ruolo entro un anno, qualora ottengano la valutazione positiva alla fine del tirocinio.

Per i non abilitati con almeno 36 mesi di servizio, invece, sono previsti dei percorsi agevolati al concorso. Questi dovranno sostenere solamente una prova scritta e una orale a loro riservate e una volta superato il concorso saranno esonerati dagli ultimi due anni del FIT.

Vantaggi della riforma del reclutamento

Quindi, a partire dal 2018 i docenti dovranno intraprendere un percorso di graduale assunzione.

Attraverso queste nuove norme ci dovrebbe essere un ringiovanimento del personale scolastico. Infatti, un giovane di 25 anni appena laureato potrà iniziare fin da subito ad insegnare vincendo il concorso.

A questo punto dovrà aspettare solamente 3 anni per passare al contratto a tempo indeterminato, sempre se il suo percorso di abilitazione e specializzazione verrà valutato positivamente.

Una buona notizia per la scuola italiana che, stando all’ultimo rapporto dell’Ocse, è quella dove l’età media degli insegnanti è più alta.

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