Multipli da capogiro: quanto varrà davvero Hub International dopo la quotazione?
Il 26 giugno 2026 Hub International, uno dei principali broker assicurativi del Nord America, ha compiuto un passo decisivo verso il ritorno in borsa. L’azienda ha presentato in via riservata alla SEC statunitense la documentazione per un’IPO, la prima dopo quasi vent’anni di proprietà privata.
L’operazione potrebbe valorizzare la società ben oltre i 30 miliardi di dollari, posizionandola come una delle più grandi quotazioni nel settore assicurativo degli ultimi decenni.Hub International è nata nel 1998 dalla fusione di undici broker assicurativi canadesi.
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Il ritorno in Borsa dopo il delisting
Nel 1999 si è quotata alla Borsa di Toronto e nel 2002 ha completato un’IPO negli Stati Uniti, raccogliendo circa 88 milioni di dollari. Nel 2007 è stata delistata e acquisita da Apax Partners e Morgan Stanley per circa 1,7-1,8 miliardi di dollari. Nel 2013 Hellman & Friedman ne ha preso il controllo per 4,4 miliardi di dollari, avviando una fase di espansione straordinaria attraverso centinaia di acquisizioni.Sotto la guida di Hellman & Friedman l’azienda ha registrato una crescita costante. Nel 2018 Altas Partners ha investito valutandola 10 miliardi di dollari.
Nel 2023 è arrivato Leonard Green & Partners a 23 miliardi, e nel maggio 2025 un round da 1,6 miliardi di dollari guidato da T. Rowe Price, Alpha Wave Global e Temasek ha portato la valutazione a 29 miliardi di dollari, il livello più alto mai raggiunto da un broker assicurativo privato. Hellman & Friedman mantiene il controllo, mentre management, Altas e Leonard Green conservano partecipazioni significative e posti nel consiglio di amministrazione.
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Un bilancio solido
Conta oltre 21.000 dipendenti e più di 570 uffici in Nord America. Nel 2025 ha generato ricavi da brokerage per 4,75 miliardi di dollari, in crescita del 10,1% rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi lordi hanno raggiunto i 5,28 miliardi di dollari con un aumento del 9,8%. La crescita organica si è attestata proprio al 10,1%, un dato solido che dimostra come l’espansione non dipenda esclusivamente dalle acquisizioni.
Nel solo 2025 l’azienda ha completato 49 operazioni di M&A. Il mix di business è ben diversificato: circa il 41,6% deriva dal commercial retail, il 26,5% dai employee benefits, il 12,3% dalle personal lines, il 9,6% dal wholesale e l’1% dagli investimenti. Questa struttura garantisce ricavi ricorrenti basati principalmente su commissioni e fee, con una minore esposizione al rischio di sinistri rispetto agli underwriter puri. Secondo le proiezioni di S&P Global Ratings, i ricavi dovrebbero superare i 5,5 miliardi di dollari nel 2025 e avvicinarsi ai 6 miliardi nel 2026, con margini EBITDA stabili tra il 34% e il 35%.
Un capitalizzazione da record
La leva finanziaria rimane elevata, come tipico delle società sostenute da private equity, ma l’iniezione di capitale del 2025 sta consentendo un percorso di riduzione del debito verso un rapporto debt/EBITDA di 5,5-6,0 volte entro il 2026. I proventi dell’IPO saranno destinati a scopi societari generali, inclusa la riduzione dell’indebitamento.I multipli di valutazione dei peer quotati, come Arthur J. Gallagher, Brown & Brown, Ryan Specialty, Marsh McLennan e Aon, si collocano tra 16x e 18x l’EBITDA forward. Ryan Specialty rappresenta il comparable più diretto per modello di business.
Con un EBITDA stimato tra 1,6 e 1,8 miliardi di dollari, una quotazione a multipli di mercato porterebbe facilmente Hub a una capitalizzazione tra 25 e 32 miliardi di dollari, mentre multipli premium intorno a 20x potrebbero spingere il valore oltre i 30-35 miliardi.I broker assicurativi hanno dominato le IPO del settore negli ultimi anni, rappresentando sei delle sedici maggiori operazioni dal 2021.
Il modello attrae gli investitori per la stabilità dei ricavi fee-based, la capacità di crescita tramite M&A e la resilienza rispetto alle fluttuazioni del mercato assicurativo. Hub si posiziona come una piattaforma di scala intermedia tra i giganti globali e i player più specializzati, con una forte presenza nel middle market e ottime opportunità di cross-selling.