I 2 grandi rischi per le banche nel 2021

Riccardo Lozzi

7 Dicembre 2020 - 16:45

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I rischi e i possibili benefici per il comparto bancario internazionale nel 2021 secondo Piyush Gupta, CEO di DBS. L’analisi.

I 2 grandi rischi per le banche nel 2021

Il 2021 sarà un anno critico per le banche di tutto il mondo, le quali dovranno far fronte a 2 grandi rischi per le proprie casse: il possibile aumento delle insolvenze da parte dei debitori e i tassi di interesse molto bassi.

Questa è l’analisi di Piyush Gupta, CEO di DBS la maggior banca di Singapore, in un intervento a CNBC, durante il quale ha affermato anche come la possibilità di una futura crescita economica e un raffreddamento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina potrebbero invece rappresentare due ottime notizie per il comparto bancario internazionale.

Una prospettiva che trova conferme anche nell’allarme lanciato qualche settimana fa da S&P Global Ratings, in cui si prevedeva come per gli istituti di credito il 2021 sarà un periodo ancora più difficile del 2020.

I 2 grandi rischi per le banche nel 2021

Infatti, come dichiarato da Gupta, gli aiuti messi in campo da parte dei governi nazionali e delle organizzazioni come l’Unione Europea hanno attutito gli effetti negativi della crisi da Covid-19.

Tuttavia, essi hanno anche mascherato l’impatto reale che questa ha avuto sui Paesi e le popolazioni locali, riuscendo a salvare i mercati ma mettendo in pericolo il loro tessuto economico.

Quindi, una volta che le misure di sostegno verranno disattivate, emergeranno tutti i problemi concreti che le famiglie e le aziende potrebbero trovarsi ad affrontare.

Crisi d’insolvenza e tassi di interesse ai minimi

Come già segnalato da diversi analisti, il vero pericolo non risiederà tanto nel debito pubblico, quanto piuttosto nelle centinaia di miliardi di debito privato che le imprese e non solo stanno accumulando.

Questo potrebbe portare a una crisi di insolvenza da parte di player che non potranno onorare i propri obblighi nei confronti delle banche, le quali stanno aumentando le proprie riserve per minimizzare le potenziali future perdite sui prestiti concessi.

Inoltre, gli interventi pubblici potrebbero riuscire a tenere bassi i tassi di interesse dei prestiti anche nei prossimi mesi.

Una scelta benefica nei confronti dei cittadini, almeno nel breve periodo, ma che potrebbe portare a dure conseguenze per gli istituti di credito, i quali si troverebbero a erogare mutui a profitti minimi nei confronti di pagatori non affidabili.

I possibili effetti positivi per il comparto bancario

Al contrario, gli effetti positivi potrebbero arrivare da una ripresa economica globale, così come si sta osservando in Corea del Sud, Taiwan e Cina, dove si sta tornando quasi a livelli pre-Covid.

A questa dovrebbe accompagnarsi anche un disgelo nei rapporti tra Stati Uniti e Cina con l’insediamento del prossimo gennaio di Joe Biden alla Casa Bianca.

Questo scenario appare però molto complicato, viste le ultime dichiarazioni del presidente eletto americano, il quale sembra intenzionato a continuare la guerra commerciale con il Dragone.

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