Zone arancioni fino a settembre, estate 2021 a rischio: la previsione di Crisanti

Antonio Cosenza

27 Gennaio 2021 - 12:39

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Secondo Andrea Crisanti in estate avremo ancora Regioni in zona arancione: dubbi sulla riapertura delle spiagge, vacanze estive a rischio.

Zone arancioni fino a settembre, estate 2021 a rischio: la previsione di Crisanti

Speriamo di poter andare in spiaggia quest’estate”; parole, queste pronunciate da Andrea Crisanti (professore di microbiologia e virologia dell’Università di Padova) durante la trasmissione “Un giorno da pecora” in onda su Radio 1, stanno facendo molto discutere.

Il pessimismo di Crisanti, infatti, non piace a coloro che confidano in una ripartenza veloce e vorrebbero che già questa estate possa esserci il ritorno alla normalità. Ma l’esperto è di un parere diverso in quanto ritiene che il sistema delle Regioni a quattro fasce di colore (rossa, arancione, gialla e bianca) a seconda del livello di rischio andrà avanti ancora per qualche mese.

Una previsione su cosa succederà la prossima estate che non è per nulla ottimistica: secondo Crisanti, infatti, non è giusto guardare a quanto successo nel 2020, in quanto sono stati proprio gli assembramenti nelle spiagge e nelle discoteche ad aver scatenato la seconda ondata da Covid.

Serve la massima prudenza anche perché questo non crede che con il caldo ci sarà una minore circolazione del virus; di conseguenza - almeno secondo Crisanti - dobbiamo prepararci ad un’estate di restrizioni, con le vacanze estive a serio rischio.

Cosa dobbiamo aspettarci in estate: le previsioni di Crisanti

Andrea Crisanti è convinto che andremo avanti con la suddivisione in zone rosse, arancioni e gialle, alle quali si aggiunge la nuova zona bianca, almeno fino a settembre/ottobre.

Secondo Crisanti, infatti, questa estate dovremo essere più prudenti rispetto alla scorsa, quando il calo dei contagi aveva fatto sperare alla fine dell’emergenza. Servirà mantenere le attuali restrizioni e divieti anche in estate, proprio per “non vanificare i risultati della campagna vaccinale”.

D’altronde, ricorda Crisanti, Israele decretò il secondo lockdown alla fine di agosto, a conferma che con il caldo non si riduce la circolazione del virus. Di conseguenza, l’Italia molto probabilmente dovrà mantenere i DPI (come ad esempio l’obbligo della mascherina, anche all’aperto) e le restrizioni a seconda della fascia in cui si trova una Regione.

Il rischio, quindi, è che nonostante dati più bassi potremmo trovarci con Regioni in zona arancione, con tutte le limitazioni che ne conseguono.

Cristanti dubbioso riguardo alla riapertura delle spiagge in estate

Secondo Crisanti, dal momento che sono chiusi cinema, bar e teatri non c’è motivo per cui “dovrebbero essere aperte le spiagge”. E a chi gli fa notare che a differenza delle attività da lui citate le spiagge sono all’aperto, Crisanti risponde che “anche le discoteche in Sardegna si diceva erano all’aperto”.

In ogni caso il professore di microbiologia e virologia dell’Università di Padova ritiene che qualsiasi problema verrà risolto grazie al sistema che divide le Regioni in varie fasce di rischio. Se ci saranno ancora zone arancioni, infatti, vorrà dire che non ci si potrà spostare neppure dal proprio Comune, con limitazioni anche per chi si sposta per andare in vacanza.

Dichiarazioni che spaventano ma va detto che - come confermato nei giorni passati anche dallo stesso Giuseppe Conte - è ancora presto per fare una previsione su cosa succederà questa estate visto tutte le variabili in campo.

Ovviamente non vogliamo contestare l’affidabilità del parere di Crisanti, ma va detto che neppure il migliore degli esperti potrà effettivamente dire quali dati ci ritroveremo questa estate, anche perché bisognerà considerare a che punto saremo arrivati con la campagna vaccinazione.

Una cosa è certa: in estate l’emergenza Covid non sarà ancora terminata, come tra l’altro sottolineò anche Giuseppe Conte. E a proposito del premier dimissionario e della crisi di Governo, va detto che Crisanti è totalmente contrario ad un ritorno al voto e non per un fattore politico, quanto sanitario: questo, infatti, ritiene si tratti un azzardo, “non tanto per la votazione in sé quanto per i comizi e tutto il resto”. Secondo l’esperto, infatti, l’America ha pagato caro il conto delle elezioni presidenziali con una netta impennata dei contagi, un rischio che l’Italia non deve correre.

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