Nuova zona bianca: regole e in quali Regioni può scattare

Fiammetta Rubini

14 Gennaio 2021 - 13:18

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Il nuovo decreto anti-Covid in vigore dal 16 gennaio introduce la fascia bianca per le Regioni che presentano gli indicatori migliori. Ecco cosa prevede, quando scatta e differenze con la zona gialla.

Nuova zona bianca: regole e in quali Regioni può scattare

Ci sarà una nuova zona bianca dal 16 gennaio per le Regioni meno a rischio, dove non si applicano le misure restrittive previste dai DPCM per le aree gialle, arancioni e rosse. Qui cadono le limitazioni per bar e ristoranti e possono riaprire, nel rispetto di specifici protocolli, le attività rimaste chiuse come musei, teatri, cinema, palestre, piscine e scuole.

È quanto prevede il nuovo Decreto-Legge approvato il 13 gennaio in Consiglio dei Ministri che proroga lo stato d’emergenza al 30 aprile e detta le nuove regole in materia di spostamenti. Nelle prossime ore, dopo il vertice Governo-Regioni, sarà varato il nuovo Dpcm con le ulteriori disposizioni per il contenimento dell’epidemia.

Come affermato dal ministro della Salute Roberto Speranza, la zona bianca avrebbe lo scopo di ridare speranza ai cittadini in questo inizio anno considerato da tutti, complice l’arrivo dei vaccini, l’inizio della fine della pandemia.

Ecco quali sono le regole della zona bianca, cosa può riaprire, quali Regioni possono sperare di finirci e che differenza c’è con la zona gialla.

Zona bianca dal 16 gennaio: cos’è

In attesa che la bozza di testo del nuovo Decreto Legge anti-Covid approvato nella serata di mercoledì diventi ufficiale, con un comunicato stampa il Consiglio dei Ministri annuncia che:

È stata istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con DPCM, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

Quando scatta la zona bianca

Come anticipato da Speranza in Aula, per accedere alla zona bianca una Regione o Provincia Autonoma deve avere un Rt inferiore a 1 e un’incidenza di non più di 50 casi Covid ogni 100mila abitanti per 3 settimane.

Per scenario di tipo 1 si intende infatti Rt inferiore a 1, bassa incidenza (che per la zona bianca deve essere sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti per 3 settimane consecutive) con trasmissione associata a focolai identificati. I sistemi sanitari riescono facilmente a tracciare e tenere sotto controllo i nuovi focolai.

In sostanza, una Regione diventa bianca solo se presenta questi requisiti: tra bassissima incidenza e indice Rt, scarsa circolazione del virus, ottima tenuta delle strutture ospedaliere e capacità di tracciamento e monitoraggio dei casi.

Le regole della zona bianca

L’unica certezza che abbiamo è che nella zona bianca non saranno valide le misure restrittive previste nelle altre 3 fasce.
In attesa dei dettagli su cosa si può fare e cosa riapre in zona bianca, supponiamo che:

  • riaprono scuole e università con lezioni in presenza
  • riaprono musei, teatri, cinema, sale da concerto, centri sportivi al chiuso
  • non c’è il coprifuoco dalle 22 alle 5
  • i ristoranti e i bar possono restare aperti e con servizio al tavolo dopo le 18

Una situazione che si avvicinerebbe al ritorno alla normalità dopo quasi un anno di limitazioni e divieti.

Ma essere in zona bianca non vorrebbe dire fine delle misure anti-contagio: continuerà a essere obbligatorio indossare la mascherina all’aperto e nei luoghi chiusi e non fare assembramento, mantenere il distanziamento interpersonale e igienizzarsi le mani all’ingresso dei negozi. Anche la ripartenza delle attività sportive e culturali dovrà seguire specifici protocolli concordati tra gli operatori e i ministeri competenti.

Differenze zona bianca - zona gialla

Resta da capire se in zona bianca resterà il limite di invitare a casa massimo 2 persone non conviventi, misura valida anche in zona gialla, e come saranno regolamentati gli spostamenti dalla zona bianca verso le Regioni di altri colori. Ricordiamo che dal 16 gennaio è confermato il divieto a spostarsi da una Regione all’altra anche in zona gialla.

Ciò che le due fasce “meno a rischio” avrebbero in comune è, invece, la riapertura dei musei. Come annunciato da Speranza, “in area gialla si riapriranno i musei come luogo simbolico della cultura del Paese”, a differenza di palestre, piscine, teatri, cinema e sale da concerto che con ogni probabilità dovranno aspettare ancora per poter riaprire i battenti.

Quali Regioni in zona bianca dal 16 gennaio?

Nessuna, almeno nel breve periodo. 
In una situazione epidemiologica come quella in cui ci troviamo oggi, il raggiungimento della zona bianca appare lontano per quasi tutte le Regioni visto che, come sottolineato dal ministro Speranza, abbiamo al momento “12 Regioni a rischio alto che entreranno in fascia arancione dal 16 gennaio, 8 a rischio moderato di cui 2 in bilico e solo 1 Regione con rischio basso”.

La direzione che il Governo intende intraprendere con il nuovo Dpcm è quella del rigore. Obiettivo: evitare la terza ondata che sembra ormai inevitabile e dare respiro al sistema sanitario ancora sofferente. Ecco perché la zona bianca al momento è più uno strumento per infondere speranza e fiducia che una concreta possibilità.

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