Zelensky e il vertice NATO: cosa non ha ottenuto il leader ucraino

Roberto Vivaldelli

12/07/2024

Kiev sperava di ottenere una tempistica certa e definita in merito all’ingresso del Paese nella NATO ma la realtà è molto diversa.

Zelensky e il vertice NATO: cosa non ha ottenuto il leader ucraino

«Sono convinto che l’Ucraina è vicina all’ingresso nella Nato. Il prossimo passo sarà l’invito formale e poi la piena membership». Parola del leader ucraino, Volodymyr Zelensky, che in conferenza stampa a Washington ha commentato l’esito del vertice della NATO su cui la leadership del suo Paese aveva puntato. Il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha chiarito che il percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Alleanza Atlantica è «irreversibile», sottolineando gli impegni presi dall’alleanza stessa nei confronti di Kiev come un «ponte» verso la sua futura adesione. Stoltenberg ha affermato che gli alleati desiderano realmente l’ingresso dell’Ucraina nell’alleanza e che stanno lavorando attivamente per realizzare questo obiettivo. Tra le azioni concrete menzionate vi cono la consegna di più armi, inclusi gli F-16, gli accordi di sicurezza bilaterale e il pacchetto di interoperabilità, tutte iniziative che, secondo il Segretario generale, avvicinano l’Ucraina all’adesione alla NATO. Ma dietro il fumo della propaganda di guerra la realtà è molto diversa.

Kiev soddisfatta dell’impegno NATO? Solo a metà

Nei giorni scorsi, gli alleati della NATO hanno approvato un ulteriore pacchetto di aiuti da 40 miliardi di euro (43 miliardi di dollari), la creazione di un nuovo comando militare in Germania per addestrare e equipaggiare le truppe ucraine e ulteriori impegni per sostenere la difesa aerea. Kiev, tuttavia, sperava in un invito formale, ma gli alleati hanno espresso preoccupazioni circa la corruzione presente nel Paese e, soprattutto, il fatto che un’adesione di Kiev nella NATO, in questa fase, possa portare a un’escalation con la Russia. «Un’azione più diretta per ammettere l’Ucraina, come la definizione di una tempistica per l’adesione, resta un argomento controverso tra i membri della NATO, alcuni dei quali temono di assorbire un paese impantanato in un conflitto con una superpotenza nucleare» riporta il Washington Post.

Come riporta la testata americana, si è trovato un compromesso al ribasso inserendo nel comunicato finale del vertice il termine «irreversibile» pur senza dare delle tempistiche certe. L’accordo è stato raggiunto da Andriy Yermak, capo dello staff del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, e dal consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan, un compromesso che riflette le attuali riserve del presidente Joe Biden sul percorso dell’Ucraina verso l’adesione alla NATO. Kiev aveva manifestato la speranza che il vertice di quest’anno portasse un segnale più definito sulla futura adesione dell’Ucraina all’alleanza ma i funzionari Usa hanno chiarito che questo, per il momento, non è possibile. Nell’accordo raggiunto la sostanza è davvero poca come ammette lo stesso Washington Post: «I membri della NATO che favoriscono un percorso di adesione più rapido per l’Ucraina avevano cercato di includere la parola»irreversibile«per dimostrare che Kiev si è avvicinata all’ingresso nell’alleanza dal summit dell’anno scorso a Vilnius, in Lituania. Alcuni hanno riconosciuto che la parola era più simbolica che sostanziale».

L’Italia alza le spese militari e invia armi a Kiev

L’Italia si è accontentata di assumere una posizione più moderata rispetto ai Paesi dell’est europeo più favorevoli a sostenere Kiev (come la Polonia) senza tuttavia rendersi protagonista di particolari azioni diplomatiche che sono state invece portate avanti prima dalla Turchia e dal presidente Erdogan e ora, con annesse polemiche e discussioni, da parte del premier magiaro Viktor Orban. L’Italia ha finora approvato 9 consistenti pacchetti di sostegno militare alla difesa dell’Ucraina, comprensivi di equipaggiamenti sia letali che non letali, basati sulle esigenze delle Forze Armate ucraine. Inoltre, è stato prorogato fino a tutto il 2024 il DL Ucraina che consente ulteriori, eventuali aiuti. Il 27 gennaio 2023, il Ministro della Difesa italiano e il Ministro delle Forze Armate francese hanno annunciato la decisione di donare congiuntamente alle Forze Armate ucraine un sistema di difesa aerea e antimissile a medio-lungo raggio SAMP/T, nonché di organizzare e condurre congiuntamente l’addestramento del personale ucraino sullo stesso sistema. Nell’ultimo pacchetto approvato dal governo, è stato aggiunto un ulteriore sistema di difesa aerea e antimissile SAMP/T. Armi che, come ha più volte chiarito il Ministro della Difesa Guido Crosetto, non possono colpire il territorio russo in profondità.