Warren Buffett ha incassato uno dei colpi più duri della sua carriera da investitore, con una svalutazione da 3,8 miliardi di dollari. Eppure, la sua Berkshire Hathaway siede ancora su un tesoro da 344 miliardi di dollari in liquidità, una cifra che supera perfino le riserve di molte banche centrali.
Ma qualcosa è andato storto. Il portafoglio titoli della holding, storicamente ancorato a nomi solidi come Apple (che da sola pesa per oltre il 40% del valore totale), Bank of America, Coca-Cola e American Express, mostra ora crepe sempre più visibili. Una in particolare ha eroso gli utili trimestrali, ridotti drasticamente nonostante il resto dell’economia USA dia segnali di resilienza.
Cosa non ha funzionato questa volta? Cosa aspettarsi nel secondo semestre 2025?
Buffett costretto a svalutare la partecipazione in Kraft Heinz
Buffett è stato costretto a svalutare la partecipazione in Kraft Heinz, una delle più note aziende del settore alimentare globale. Un marchio storico, nato nel 2015 dalla fusione tra due giganti che, sulla carta, avrebbero dovuto creare sinergie e leadership. In realtà, l’operazione non ha mai convinto fino in fondo.
Da quando le due realtà si sono unite, oltre 10 anni fa, il valore delle azioni in Borsa è crollato di quasi il 70%. Le promesse di risparmi sui costi e incremento dei margini si sono scontrate con un mercato in evoluzione, gusti dei consumatori sempre più orientati alla salute e alla sostenibilità, e con una concorrenza che si è fatta più agile e moderna.
Buffett, che detiene ancora una partecipazione significativa (circa il 27,8%). Aveva già effettuato una prima svalutazione nel 2019 per 3 miliardi di dollari. Ma l’ulteriore correzione del secondo trimestre 2025 (pari a 3,8 miliardi) rappresenta una vera e propria resa contabile. Il valore di carico in bilancio è stato aggiornato a 8,4 miliardi di dollari, meno della metà degli oltre 17 miliardi di dollari di fine 2017.
Il paradosso? Proprio Buffett, paladino degli investimenti value e della pazienza a lungo termine, si ritrova intrappolato in una storia che sa di old economy in crisi strutturale.
Trimestre difficile per Berkshire. Utili dimezzati e tanta liquidità in cassa
Nel secondo trimestre del 2025, i conti di Berkshire Hathaway raccontano una frenata netta. L’utile operativo è sceso del 4%, a 11,16 miliardi di dollari. Ma è sull’utile netto che si è abbattuto il colpo più duro: 12,4 miliardi contro i 30,3 miliardi dello stesso periodo del 2024, un crollo del 59%. A pesare sono stati il rallentamento delle plusvalenze da portafoglio, le difficoltà della divisione assicurativa (solitamente uno dei motori più affidabili del gruppo) e l’effetto cambio, con un dollaro che ha penalizzato parte delle attività internazionali.
Eppure, in mezzo a questo scenario, c’è un elemento che colpisce: Berkshire siede su un record di 344 miliardi di dollari in liquidità, in aumento rispetto ai 333 miliardi del trimestre precedente. Dunque Buffett non ha fatto acquisti e continua a vendere più di quanto compri, con un saldo negativo di 3 miliardi. Un comportamento prudente, forse troppo, in un contesto di mercato che si sta riposizionando.
Cosa sta aspettando Buffett? Con tassi d’interesse in calo e mercati azionari che scontano già un rallentamento, molti si aspettavano qualche colpo a sorpresa. Invece, silenzio. Strategia o stanchezza?
Del resto, il 94enne guru ha già annunciato il passaggio di consegne ed entro fine anno sarà Greg Abel a guidare ufficialmente il colosso. Un cambio di passo che potrebbe aprire una nuova fase anche nella strategia di investimento. E la gestione di questa liquidità monstre sarà uno dei primi banchi di prova del suo successore.
leggi anche
Warren Buffett, Berkshire Hathaway ha appena mollato 1/3 di questa scommessa. Tonfo azioni
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |