Upside del 70%? Ecco perché gli analisti comprano questa azienda del vino italiano a mani basse
Il settore del vino italiano, pilastro dell’economia agroalimentare nazionale e ambasciatore del Made in Italy nel mondo, ha chiuso il 2025 in un contesto di crescente complessità ma nonostante tutto si dimostra sufficientemente attraente per investire.
Dopo il record storico dell’export 2024, le spedizioni hanno registrato una contrazione del 3,7% in valore, attestandosi a circa 7,7-7,8 miliardi di euro, con volumi in calo di circa il 2%. Il rallentamento ha colpito soprattutto il principale mercato di sbocco, gli Stati Uniti (-9/-13% in valore), penalizzato da dazi, forza dell’euro e calo dei consumi, mentre in Europa la performance è stata più eterogenea, con segnali di tenuta in Germania e qualche crescita in Francia.
Nonostante la pressione sui volumi, il comparto dimostra una capacità di resilienza strutturale. La premiumizzazione continua a sostenere i prezzi medi delle bottiglie, con i vini di fascia alta e gli spumanti che perdono meno terreno rispetto alle referenze entry-level. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA