Boom Vinted: +60% di valutazione senza IPO. Un nuovo modello per le startup innovative europee?
La piattaforma europea del second-hand Vinted compie un nuovo salto di qualità e raggiunge una valutazione di 8 miliardi di euro, consolidando il proprio ruolo tra le principali scaleup del continente.
Il risultato arriva dopo un’operazione da circa 880 milioni di euro guidata dal fondo EQT, affiancato da nuovi investitori istituzionali come Teachers’ Venture Growth e Schroders Capital.
I dettagli dell’operazione
Si tratta però di un’operazione atipica rispetto ai tradizionali round di finanziamento: non entra capitale fresco nelle casse della società, ma vengono vendute quote esistenti da parte di soci e dipendenti. Una cosiddetta secondary sale che consente liquidità agli stakeholder senza diluizione e che, allo stesso tempo, certifica la forte domanda degli investitori per asset tecnologici europei profittevoli. Il balzo valutativo è significativo: appena nel 2024 la società era stata valorizzata circa 5 miliardi di euro in un round guidato da TPG, con la partecipazione tra gli altri di Baillie Gifford. In meno di due anni l’incremento sfiora quindi il 60%.
I numeri operativi spiegano questa crescita. Nel 2025 il gross merchandise value, cioè il valore complessivo delle merci scambiate sulla piattaforma, ha raggiunto i 10,8 miliardi di euro, in aumento del 47% su base annua. I ricavi si attestano a 1,1 miliardi, mentre l’utile netto è pari a 62 milioni, un dato non scontato nel panorama delle piattaforme digitali europee spesso ancora in perdita. La redditività rappresenta uno degli elementi chiave che differenziano Vinted rispetto a molti concorrenti globali.
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Cosa fa Vinted
Fondata nel 2008 in Lituania come semplice marketplace peer-to-peer per lo scambio di abbigliamento, la società ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione. Oggi opera in oltre 25 mercati europei e conta più di 100 milioni di utenti registrati. Alla moda si sono affiancate categorie come libri, giocattoli ed elettronica di consumo, che stanno registrando i tassi di crescita più elevati e contribuiscono a diversificare i flussi di ricavi.
Uno dei fattori strategici alla base dell’espansione è l’integrazione verticale dei servizi. Vinted ha sviluppato internamente sistemi di pagamento, come Vinted Pay, e una propria rete logistica, Vinted Go, riducendo i costi di transazione e aumentando il controllo sull’esperienza utente. Questo modello consente economie di scala difficili da replicare, anche per competitor consolidati come eBay o player di nicchia come Depop, recentemente acquisita proprio da eBay per 1,2 miliardi di dollari.
Il piano di sviluppo....
Parallelamente, il gruppo ha iniziato a costruire un ecosistema più ampio. Nel 2024 è stato lanciato Vinted Ventures, veicolo di investimento focalizzato su startup della re-commerce economy con ticket compresi tra 500 mila e 10 milioni di euro. Una mossa che segnala il passaggio da piattaforma a piattaforma-ecosistema, in grado di influenzare l’intera filiera del second-hand digitale.
Sul fronte regolatorio e dei servizi finanziari, Vinted ha ottenuto nel Regno Unito una licenza come istituto di moneta elettronica, aprendo la strada all’offerta diretta di servizi di pagamento locali. Un tassello ulteriore verso la disintermediazione e la creazione di nuove fonti di ricavo.
...ma niente IPO per ora
Nonostante i risultati, la società non ha ancora fissato una tempistica per la quotazione in Borsa. Il management dichiara di essere “IPO-ready”, ma preferisce mantenere flessibilità strategica. La possibilità di offrire liquidità attraverso operazioni secondarie riduce infatti la pressione verso un’IPO immediata. Questo approccio riflette una tendenza più ampia nel settore tecnologico, dove le aziende mature riescono a posticipare la quotazione grazie a mercati privati sempre più profondi e liquidi.
Un altro fronte chiave è l’espansione geografica.
Se l’Europa rappresenta il mercato core, gli Stati Uniti restano un obiettivo di lungo periodo. Attualmente Vinted sta testando l’integrazione tra utenti di Londra e New York, ma l’approccio è prudente. Il mercato americano del second-hand è ancora frammentato e in fase iniziale rispetto all’Europa, ma offre potenzialità enormi in termini di volumi.
Il contesto di mercato
Il caso Vinted si inserisce in un contesto macroeconomico in cui il resale non è più solo una scelta sostenibile ma un vero segmento industriale. L’aumento del costo della vita, la maggiore attenzione alla circolarità e la digitalizzazione dei consumi stanno alimentando una crescita strutturale del settore. In questo scenario, la capacità di combinare scala, tecnologia e redditività rende la società lituana uno degli asset più interessanti del panorama europeo.
La strategia basata su operazioni secondarie e crescita organica potrebbe rappresentare un modello alternativo per le scaleup del continente, dimostrando che la creazione di valore non passa necessariamente per una quotazione immediata ma può essere gestita nel tempo, ottimizzando condizioni di mercato e ritorni per gli investitori.
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