L’India e il Giappone stanno esplorando nuove modalità di collaborazione con Mosca, cercando di bilanciare le loro relazioni con l’Occidente e con la Russia. Intervista a Federico Giuliani.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Negli ultimi anni, la Russia ha vissuto una trasformazione economica significativa, un fenomeno che molti analisti chiamano «Putinomics». Questa nuova politica economica, orchestrata dal Presidente Vladimir Putin, è in gran parte una risposta alle conseguenze della guerra in Ucraina. Sorprendentemente, nonostante le difficoltà legate al conflitto, la strategia sembra dare i suoi frutti.
Uno dei segni più evidenti del successo della Putinomics è l’aumento rapido dei salari reali. Questo fenomeno è in parte attribuibile alle condizioni molto dinamiche del mercato del lavoro russo. Inoltre, la disoccupazione è scesa al 2,8%, un minimo record per il periodo post-sovietico. Questa combinazione di crescita dei salari e bassa disoccupazione è un’indicazione chiara di un’economia che, contro ogni aspettativa, sta prosperando.
A prima vista, potrebbe sembrare un controsenso che la Russia stia ottenendo vantaggi economici dal conflitto in Ucraina. Tuttavia, diversi fattori contribuiscono a questo apparente paradosso. Tra questi, i nuovi legami politici ed economici che Mosca ha stretto con paesi di primo piano. Questi nuovi alleati non solo aiutano a mitigare l’impatto delle sanzioni occidentali, ma offrono anche nuove opportunità di commercio e investimento.
Per approfondire questi temi, abbiamo parlato con il giornalista Federico Giuliani. Durante la nostra conversazione, Giuliani ci ha aiutato a fare il punto sulla situazione, fornendo preziose analisi riguardo agli sviluppi economici e politici in Cina, India, Giappone e altre zone calde d’Oriente.
Giuliani ha sottolineato come la Cina, in particolare, stia giocando un ruolo chiave nelle dinamiche economiche della Russia. I due paesi hanno rafforzato la loro cooperazione in settori cruciali come l’energia e la tecnologia, creando una sinergia che sembra beneficiare entrambe le economie. Analogamente, l’India e il Giappone stanno esplorando nuove modalità di collaborazione con Mosca, cercando di bilanciare le loro relazioni con l’Occidente e con la Russia.
Vai all’intervista completa su Money.it Premium
Federico Giuliani
Federico Giuliani, nato a Pescia (Pistoia) nel 1992, è un giornalista italiano noto per il suo impegno nella copertura delle vicende asiatiche. Sin dagli esordi della sua carriera, si è dedicato con passione e dedizione all’approfondimento delle dinamiche geopolitiche e sociali che caratterizzano il continente asiatico.
Nel corso dei numerosi viaggi in Asia, che frequenta regolarmente da anni, ha visitato sia la Corea del Nord che la Corea del Sud.
Ha scritto cinque libri: Corea del Nord. Viaggio nel paese-bunker (Pagliai, 2017), La rivoluzione ignota. Dentro la Corea del Nord: socialismo, progresso e modernità (La Vela, 2019), Geopolitica dei vaccini. La sfida del secolo? (La Vela, 2021), L’Orso e il Dragone. Russia e Cina, un’intesa per cambiare il mondo (La Vela, 2022), Il ruggito della Corea. Reportage da Seoul (Pagliai, 2023).
Commenti
4vabbè... un altro filorusso che non sa leggere i dati. Le cose stanno molto diversamente. La bilancia dei pagamenti è in profondo rosso e tutto sto splendere di pul e disoccupazione è dovuto solo ad un’economia di guerra che vede lo Stato svenarsi in commesse per le armi. Per capire basterebbe andare a vedere la storia finale dell’URSS. Se l’Occidente tiene duro la fine sarà identica: solo che stavolta non ci sarà alcuna indulgenza verso i russi. Perderanno molte regioni indipendentiste.
Aggiungerei anche che la disoccupazione al minimo l’aumento del PIL sono normali in durante un’economia di guerra.
Piuttosto, andrei a vedere l’andamento del debito e dei conti dei colossi energetici russi.
La Cina blocca i pagamenti in rubli sulle banche cinesi al netto del fatto che sottobanco rifornisca la Russia di armi. Il Giappone addirittura fornisce armi all’Ucraina.
Che dire, non mi sembra che l’autore abbia capito molto di cosa sia successo in questi due anni, economia inclusa.
inflazione al 8 % tasso di sconto al 16 % borsa in crollo verticale da 2 settimane, al 40 % dai massimi, dollaro a 90 rubli , direi una pacchia per un paese in via di sviluppo
inflazione al 8 % tasso di sconto al 16 % borsa in crollo verticale da 2 settimane al 40 % dai massimi rublo a 90 dollari , direi una pacchia per un paese in via di sviluppo