Vertice NATO: in ballo la sopravvivenza dell’organizzazione

Il vertice di oggi e domani potrebbe rivelarsi cruciale per la sopravvivenza della NATO, che vede il suo alleato più forte storcere la bocca. Il punto

Vertice NATO: in ballo la sopravvivenza dell'organizzazione

Il vertice NATO potrebbe rivelarsi un incontro chiave per la sopravvivenza della stessa organizzazione, messa in pericolo dall’agitazione di uno dei suoi membri chiave: gli Stati Uniti.
Il Presidente Donald Trump ha chiesto che le spese militari dei Paesi membri aumentino, sottolineando che gli USA coprono al momento 2/3 dei contributi.

Il tycoon americano ha parlato anche di Paesi insolventi, e la tensione prevista per i due giorni di incontri - visto anche l’agitato precedente del G7 - lascia strada ai timori di una minaccia concreta all’integrità dell’Alleanza Atlantica.

Trump agli altri membri: aumentare le spese militari subito

È stato un tweet a ribadire le pressioni verso un aumento delle spese militari, concetto già evidenziato in passato dal Presidente e sottolineato con maggior forza in vista del meeting. Un successivo cinguettio, ben più esplicito, accusava “diversi” membri di essere indietro di anni con i versamenti NATO.

Le minacce per i 29 alleati al momento sembrano diverse, prima tra queste la possibilità che gli Stati Uniti possano condizionare la loro permanenza al raggiungimento di spese militari pari al 2% del PIL da parte degli altri Paesi, come già concordato al vertice NATO del 2014, in cui fu segnalata la scadenza del 2024 per rispettare il proposito.
Al momento solo 8 membri sembrano in grado raggiungere questa soglia.

Altre preoccupazioni comprendono la possibilità che Trump metta in discussione le esercitazioni militari dell’organizzazione, la presenza delle truppe americane in Europa o la futura espansione della NATO; tema, quest’ultimo, tra i principali in agenda, che potrebbe minare concretamente l’alleanza secondo diversi funzionari.

Il tycoon americano ha fatto di tutto per rincarare l’atteggiamento ostile, definendo il prossimo incontro con Putin “più facile” del meeting odierno. Eppure secondo alcuni potrebbe trattarsi di una semplice strategia comunicativa, non necessariamente seguita da decisioni forti. Ma non si può negare il peso che un simile comportamento, per quanto costruito, possa avere sul lavoro dell’organizzazione.

Secondo Derek Chollet, ex funzionario del Dipartimento della Difesa, Trump fraintende cosa sia la NATO:

“Ne parla ancora come se fosse un club a cui i membri dell’Alleanza devono dei soldi... si tratta di denaro che spendono per la propria difesa. Parte del problema deriva dal fatto che Trump non è stato coinvolto e non si è mai interessato ai dettagli”.

Le lettere di Trump agli alleati

Trump ha inviato una serie di lettere agli alleati della NATO, tra cui Germania, Belgio e Canada, chiedendo un aumento delle spese e minacciando un ridimensionamento del proprio ruolo internazionale.

Le missive, spedite nel corso del mese precedente e pubblicate per la prima volta dal New York Times, contengono più di una volta quell’accenno al “tirarsi indietro” che suscita non poche preoccupazioni. In generale il linguaggio del Presidente resta diretto, improntato su una perdita della pazienza da parte degli USA, con passaggi vagamente ricattatori come il seguente:

“Diventerà sempre più difficile per noi giustificare ai cittadini americani il motivo per cui molti Paesi non condividono il peso della sicurezza collettiva della Nato, mentre i soldati statunitensi continuano a morire all’estero o a tornare a casa con gravi ferite”.

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Argomenti:

Nato Donald Trump

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