Nel panorama del risparmio gestito italiano, caratterizzato da una storica predominanza di grandi gruppi bancari e assicurativi, emerge con sempre maggiore evidenza la volontà di consolidamento tra gli operatori indipendenti.
È in questo contesto che si inserisce la possibile quotazione di Consultinvest, il gruppo finanziario con sede a Modena guidato da Maurizio Vitolo. Secondo quanto riportato da fonti di mercato, la società ha avviato una fase preliminare di valutazione per un’operazione di IPO a Piazza Affari, con l’obiettivo di raccogliere capitale fresco destinato a accelerare un percorso di crescita per aggregazioni già intrapreso negli ultimi anni.
Oltre 30 anni di esperienza nel risparmio gestito
La storia di Consultinvest affonda le radici nel 1988, quando un gruppo di imprenditori, guidati in primo luogo dallo stesso Maurizio Vitolo, decise di dare vita a una realtà finanziaria basata su principi di trasparenza e indipendenza dal sistema bancario tradizionale. Nel corso di quasi quattro decenni, attraverso un percorso di acquisizioni realizzate prevalentemente con risorse autofinanziate, il gruppo ha costruito una presenza articolata che oggi comprende sia l’attività di gestione del risparmio sia quella di intermediazione e consulenza.
Al centro della struttura si colloca la holding Consultinvest spa, il cui capitale è detenuto per il 77,4 per cento dai manager della società, incluso Maurizio Vitolo, tramite Consultinvest Partecipazioni. Una quota significativa, pari al 19,12 per cento, appartiene invece a Vittoria Assicurazioni, mentre a valle la holding controlla l’81,9 per cento di Consultinvest Investimenti, la società di intermediazione mobiliare del gruppo, il 100 per cento di Zenit sgr e il 50 per cento di Consultinvest Asset Management, con l’altra metà in mano alla Cassa di Ravenna.
Le masse gestite e collocate superano attualmente i 4 miliardi di euro, un livello che colloca Consultinvest tra i player indipendenti di medio-piccole dimensioni ma in costante evoluzione. L’acquisizione completa di Zenit sgr, specializzata nel private debt e tra le prime a utilizzare strumenti innovativi a supporto delle piccole e medie imprese italiane, compreso il ricorso alla garanzia del Medio Credito Centrale e la sottoscrizione di minibond a impatto sociale, rappresenta l’ultimo tassello di una strategia orientata all’allargamento delle competenze e alla diversificazione dell’offerta.
La SIM del gruppo, Consultinvest Investimenti, opera attraverso una rete di consulenti finanziari professionali, offrendo collocamento di fondi, Sicav, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi, mentre la SGR sviluppa soluzioni di investimento attive, flessibili e personalizzate, con un’attenzione particolare alla generazione di valore nel medio-lungo termine indipendentemente dalle fasi di mercato.
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L’obiettivo dell’IPO
L’intenzione dichiarata è quella di trasformare Consultinvest nel primo vero campione nazionale indipendente nel settore della gestione e della consulenza finanziaria. Per raggiungere questo traguardo, il gruppo punta a portare le masse verso i 10 miliardi di euro attraverso l’aggregazione di altre SGR, sia di tipo Ucits sia alternative, e di operatori indipendenti. La quotazione in Borsa, realizzata mediante l’emissione di nuovo capitale, fornirebbe le risorse necessarie per accelerare questo processo, superando i limiti dell’autofinanziamento che ha caratterizzato le operazioni passate.
La scelta del segmento di Piazza Affari non è ancora definita e la valutazione rimane in fase preliminare, ma la tempistica appare chiara: dopo la pausa estiva del 2026 si dovrebbe procedere all’apertura formale del cantiere, con una fase di riorganizzazione societaria destinata a durare diversi mesi.
Il contesto di mercato in cui matura questa ipotesi di IPO appare favorevole sotto certi aspetti e impegnativo sotto altri. Nel corso del 2026 Piazza Affari ha registrato un numero ancora contenuto di nuove quotazioni, con operazioni di dimensioni limitate concentrate soprattutto sull’Euronext Growth Milan, mentre le grandi IPO risultano spesso rimandate a causa di incertezze geopolitiche e volatilità.
Tuttavia, le performance complessive della Borsa italiana nei primi mesi dell’anno, con volumi di scambio elevati, e la presenza di una pipeline di società pronte a debuttare nella seconda metà dell’anno, segnalano un interesse crescente degli investitori verso settori solidi e difensivi, tra cui può rientrare anche il risparmio gestito. In Italia, dove la ricchezza finanziaria delle famiglie continua a crescere e dove i player specializzati (reti di consulenti, private banking e family office) hanno superato in quota di mercato i canali tradizionali bancari e assicurativi, esiste spazio per un operatore indipendente capace di posizionarsi come polo aggregatore.
Una governance complessa
L’indipendenza rappresenta uno dei punti di forza storici di Consultinvest. Non dipendendo da un gruppo bancario, la società può selezionare prodotti di terzi e sviluppare soluzioni proprie senza vincoli di distribuzione captive, mettendo al centro le esigenze del cliente. Questo approccio, unito a un azionariato stabile e a un team di gestione con elevata continuità, ha generato nel tempo elevati indici di fidelizzazione.
Tuttavia, proprio la dimensione ancora contenuta rispetto ai grandi gruppi nazionali impone di accelerare la crescita dimensionale per raggiungere economie di scala sufficienti a competere efficacemente, investire in tecnologia, ampliare la rete distributiva e rafforzare la presenza istituzionale.I rischi di un’operazione di quotazione non vanno sottovalutati. Il mercato delle IPO italiane ha conosciuto periodi di scarsa liquidità da parte degli investitori istituzionali, e una società di asset management di dimensioni medie potrebbe dover dimostrare con chiarezza la sostenibilità del proprio modello di business e la capacità di generare utili stabili in contesti di mercati volatili.
I bilanci recenti del gruppo mostrano risultati positivi ma con oscillazioni, tipiche di un settore legato all’andamento dei mercati finanziari e alle commissioni di gestione. La necessità di riorganizzare la struttura societaria in vista della quotazione potrebbe inoltre comportare costi e complessità di governance, specialmente considerando la presenza di soci rilevanti come Vittoria Assicurazioni e Cassa di Ravenna.