Verbali BCE: la riunione di giugno messa a nudo

Verbali BCE: la riunione del 4 giugno sotto la lente. Occhi sui tassi di interesse e sul PEPP

Verbali BCE: la riunione di giugno messa a nudo

Nei verbali BCE di oggi è stata messa completamente a nudo la riunione di politica monetaria del 4 giugno scorso.

In quel meeting l’istituto centrale ha comunicato diverse novità di rilievo riguardanti soprattutto l’ormai famoso PEPP ed è persino riuscita a sorprendere le attese del mercato.

D’altro canto però la banca ha scelto di non toccare i tassi di interesse cosa che ha imposto nuovi interrogativi sulle sue reali intenzioni e sull’utilizzo dei diversi strumenti a disposizione. Per questo gli odierni verbali BCE hanno assunto sin da subitoun’importanza strategica fondamentale.

Verbali BCE: il contenuto delle minute di giugno

Stando a quanto emerso nelle minute di oggi, le misure messe in campo dalla Banca Centrale Europea e le risposte fiscali hanno ridotto i rischi di colpi di coda ribassisti.

I programmi di acquisto sono stati e sono ancora oggi strumenti essenziali e ormai è chiaro che hanno fatto il proprio dovere. Il PEPP è stato proporzionato per controbilanciare i rischi gravanti sulla stabilità dei prezzi.

Nei verbali di oggi, la BCE si è detta nuovamente pronta a fare tutto il necessario per raggiungere i propri obiettivi e a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, dalle TLTRO ai tassi di interesse fino ad arrivare alla forward guidance.

I policymaker hanno comunque messo in guardia ricordando che il miglioramento del sentiment non basterà per parlare di una crisi definitivamente superata. Servirà cautela e sarà necessario elaborare una risposta fiscale da parte dell’UE.

Cosa è successo il 4 giugno

Nel meeting di inizio mese il Consiglio Direttivo di Lagarde ha scelto di lasciare invariati i tassi di interesse, dando però nuova linfa al PEPP. Quest’ultimo è stato esteso sia nella durata (ben oltre la fine del 2020) sia nella dotazione (+600 miliardi di euro).

Allo stesso tempo la banca ha tagliato sia le stime di crescita (-8,7% nel 2020, +5,2% nel 2021 e +3,3% nel 2022) che quelle di inflazione (rispettivamente +0,3%, +0,8% e +1,3%).

Le decisioni prese a inizio giugno sono state difese a spada tratta dal capo economista Philip Lane che ieri (dunque prima della pubblicazione dei verbali) ha tentato di spiegare le reali intenzioni dell’istituto centrale riducendo così al minimo la possibilità di assistere a sorprese di sorta oggi.

L’uomo ha ribadito che al momento i programmi tipo PEPP e BCE (e non i tassi) sono lo strumento più adatto per combattere la crisi causata dal coronavirus.

Nonostante le dichiarazioni trapelate prima delle minute, i verbali BCE di oggi sono stati comunque monitorati con attenzione dall’intero mercato.

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