Venerdì Santo è festivo o si lavora?

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1 Aprile 2026 - 16:33

Il Venerdì Santo è molto importante per i cattolici perché è il giorno della passione di Cristo, ma è lavorativo (e le scuole sono chiuse): ecco perché

Venerdì Santo è festivo o si lavora?

Siamo nel pieno della Settimana Santa che ci condurrà fino al giorno di Pasqua. Per i cattolici le celebrazioni sono già iniziate lo scorso weekend con la domenica delle Palme. Si riprenderà giovedì per poi concludere domenica, giorno di Pasqua e della resurrezione di Cristo.

In questo 2026, Pasqua cade relativamente presto e sarà domenica 5 aprile. Una delle giornate più sentite da chi è cattolico rimane senza dubbio quella del Venerdì Santo che si celebra il venerdì precedente alla domenica di Pasqua. Si tratta della giornata della passione di Cristo, una giornata solenne e di preghiera.

In tantissimi comuni italiani si organizza la processione con la Via Crucis dove vengono riprodotte le ultime ore di Gesù Cristo. Anche il pontefice la sera del venerdì santo presiede una delle Vie Crucis più belle e suggestive al mondo nella bellissima location dei Fori Imperiali di Roma. Anche nel 2026, l’appuntamento romano si conferma tra i più attesi, con le meditazioni tradizionalmente curate dal Papa fino al Colosseo e una grande partecipazione di fedeli e turisti provenienti da tutto il mondo. Sarà anche la prima Via Crucis di Papa Leone XIV, che porterà la croce di persona.

Venerdì Santo festivo o feriale?

Nonostante il Venerdì Santo sia una giornata particolarmente sentita dal punto di vista religioso, soprattutto per chi professa la fede cristiana, in Italia non è considerato un giorno festivo. Gli uffici rimangono regolarmente aperti, a differenza, ad esempio, del lunedì di Pasquetta che, pur non avendo un significato liturgico rilevante, è ufficialmente riconosciuto come giorno festivo nel calendario civile.

Chi attribuisce grande valore spirituale a questa giornata, spesso sceglie di prendersi un giorno di ferie, magari approfittandone per prolungare le festività pasquali.

Ma perché il Venerdì Santo, pur essendo centrale nella liturgia cattolica in quanto giorno della Passione e della morte di Gesù, non è festivo in Italia mentre lo è in altri Paesi di tradizione cattolica?

La risposta risiede nella storia legislativa e culturale italiana. In Italia le festività civili riconosciute per legge sono stabilite dallo Stato, e molte di esse coincidono con ricorrenze religiose, ma non tutte. Il Venerdì Santo, pur essendo un giorno di penitenza per i fedeli, non è mai stato inserito tra le festività nazionali. Al contrario, in Paesi come la Spagna, la Germania (in alcune regioni), l’Irlanda o le Filippine, la forte influenza della tradizione cattolica ha portato al riconoscimento del Venerdì Santo come giorno festivo.

La mancata festività in Italia non è legata a una minore rilevanza religiosa, piuttosto a una scelta normativa e culturale. Una scelta che è così praticamente da sempre. A spiegarlo meglio è stato l’ex direttore di Famiglia Cristiana, Don Antonio Rizzolo.

Don Antonio ha detto che il Concordato tra la Santa Sede e l’Italia del 1929 non prevedeva questo giorno come festivo. Neanche la revisione del 1984 e il conseguente decreto del 1985 hanno cambiato le cose.

Venerdì santo a scuola: perché le scuole sono chiuse?

Se il Venerdì Santo non è un giorno festivo dal punto di vista civile, lo stesso non vale per il calendario scolastico. In tutta Italia, infatti, le scuole risultano chiuse in questa giornata, ma il motivo non è legato a una festività nazionale bensì all’organizzazione autonoma del calendario scolastico regionale. Ogni regione, nel definire l’anno scolastico, inserisce un periodo di sospensione delle lezioni in concomitanza con le festività pasquali, che solitamente comprende il giovedì, il venerdì santo e spesso anche i giorni immediatamente precedenti o successivi. Nel 2026, la pausa è prevista dal 2 al 7 aprile compresi.

Si tratta quindi di uno stop didattico e non di una festività obbligatoria per legge. Le scuole, di fatto, “anticipano” la chiusura per consentire a studenti, famiglie e personale scolastico di vivere pienamente le celebrazioni religiose o semplicemente godere di qualche giorno di riposo. Va comunque sottolineato che, essendo una sospensione decisa a livello regionale, possono esserci leggere differenze tra territori, ma il Venerdì Santo rientra quasi sempre nei giorni di chiusura.

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