Coronavirus: dati incoraggianti per il vaccino USA

Positivi i primi risultati della sperimentazione statunitense sul vaccino contro il coronavirus

Si sono mostrati positivi i primi risultati della sperimentazione sul vaccino contro il coronavirus statunitense, condotta dal colosso biotecnologico Moderna.

Per positivi si intende che i test della Fase 1, effettuati su un campione di 300 pazienti, hanno dato come esito lo sviluppo da parte di questi ultimi di anticorpi, esattamente come per i guariti da COVID-19.

Una buona notizia a livello globale, che tuttavia rileva ora uno svantaggio europeo nella corsa al vaccino, che in un primo momento sembrava vedere in testa lo studio condotto dall’Università di Oxford e dall’azienda Advent-IRBM di Pomezia.

L’azienda Moderna collabora con l’Istituto nazionale malattie infettive guidato da Anthony Fauci, anche consigliere alla Casa Bianca e reduce da diversi battibecchi con il Presidente Donald Trump.

Quella appena conclusa positivamente era solo la prima fase dei test; ora dovrebbe subito partire il secondo stadio e la compagnia prevede di ultimare l’intera sperimentazione a luglio.

Coronavirus: dati incoraggianti per il vaccino USA

Scopo del colosso della biotecnologia Moderna è quello di garantire ai pazienti adeguati anticorpi in gradi di rispondere al coronavirus, cosa che sembra perfettamente riuscita almeno stando alla prima fase dei test.

La società ha comunicato il buon esito della ’fase 1’, spiegando che i test hanno mostrato lo “sviluppo di anticorpi da parte delle persone che si sono sottoposte alla sperimentazione, in modo del tutto simile ai pazienti di Covid-19 che sono guariti”.

Quello di Moderna non è certo l’unico lavoro laboratoriale che mira a far nascere un vaccino contro il coronavirus. Solo contando quelli in fase più avanzata, se ne possono elencare almeno 10.

Sicuramente tra quelli che per il momento hanno destato più attenzione rientra il lavoro sull’asse Roma-Regno Unito, portato avanti da Advent-Irbm di concerto con lo Jenner Institute della Oxford University.

In questo caso, il principio del preparato in fase di test è quello di condurre nell’organismo del paziente gli antigeni di Sars-Cov-2, così da stimolare in quest’ultimo la corretta risposta immunitaria.

Dalle ultime dichiarazioni, i ricercatori hanno annunciato il possibile arrivo del vaccino già a settembre.

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