Vaccino Oxford sospeso: cosa significa davvero?

La sospensione dei test sul vaccino di AstraZeneca e dell’Università di Oxford viene letta come una battuta di arresto nella lotta al coronavirus. Ma cosa significa davvero questo stop? E perché è, in parte, una buona notizia?

Vaccino Oxford sospeso: cosa significa davvero?

I test clinici di sperimentazione del vaccino AstraZeneca, in collaborazione con l’Università di Oxford, sono stati sospesi. Un fatto eclatante, che ha avuto immediati effetti anche in Borsa.

Mentre il mondo attende buone notizie sul trattamento contro il COVID-19, è giunto un aggiornamento che ha destato preoccupazione e delusione.

In realtà, a detta degli esperti, lo stop del vaccino rientra nelle procedure standard e non è affatto così improbabile. Non solo, l’episodio potrebbe svelare aspetti più positivi e rassicuranti di quanto sembra.

Cosa significa davvero la sospensione dei test clinici del vaccino?

Cosa significa la sospensione del vaccino?

La fase 3 della sperimentazione del vaccino AstraZeneca-Oxford si è bloccata. Si tratta dello studio clinico sull’efficacia del trattamento eseguito su persone sane. Uno step delicato e cruciale, quindi, per valutare il vaccino.

È stato lo stesso gruppo farmaceutico ad annunciare la sospensione per una reazione avversa e non ancora spiegabile che necessita di verifiche accurate.

La procedura è standard e solitamente la casa produttrice preferisce comunicare anche la presenza di un solo caso di risposta negativa, per evitare che l’agenzia regolatoria lo scopra in un secondo tempo e ritiri la licenza.

Cosa significa, adesso, questa battuta di arresto? Molti se lo chiedono, considerando che anche l’Italia aveva puntato il vaccino AstraZeneca-Oxford.

Intervistato da Il Corriere della Sera, l’immunologo Sergio Abrignani, ha dato alcune risposte. Innanzitutto è importante per l’esperto sottolineare che il vaccino “non è morto” perché:

“È normale, quando si allarga il numero di partecipanti di un trial in fase di efficacia e sicurezza che possano verificarsi reazioni avverse non necessariamente dovute al vaccino. In genere questi stop durano 6-8 mesi, ma se il problema dovesse essere facilmente individuato anche meno”

In questa fase ci sarà un comitato di esperti indipendenti - nominati dalle agenzie che regolano i medicinali (Ema o Fda) - con il compito di analizzare tutti i dati e dare indicazioni precise su cosa è successo e su come proseguire.

Due sono le strade percorribili: se la reazione è stata causata da un fatto estraneo al vaccino, la sperimentazione ricomincia. In caso di dubbi, invece, lo studio si ferma per ovvi motivi di sicurezza.

L’episodio, comunque, non deve sorprendere a detta dell’immunologo. Nello studio sui vaccini, infatti, questi stop succedono con frequenza e fanno parte dei protocolli.

Stop ai test vaccino: perché è una “buona” notizia?

La sospensione del vaccino di Oxford ha un risvolto positivi secondo gli esperti. Lo stop, infatti, dimostra che la scienza sta procedendo con la giusta cautela.

Come affermato da Abrignani: “Sono “contento” perché è la dimostrazione che quello che si sosteneva, e cioè che sarebbe stato somministrato un vaccino insicuro pur di accelerare i tempi, non è vero e questa è la dimostrazione. Il meccanismo di controllo funziona”.

Gli fa eco l’infettivologo Matteo Bassetti, che spera di dare una lezione ai no-vax:

“Le aziende stanno lavorando con serietà, trasparenza e controllando i dati. Questo è l’argomento più forte che noi possiamo avere nei confronti dei detrattori dei vaccini e dei no-vax che hanno attaccato dicendo che sarebbe stato messo in commercio senza fare i controlli”

Un segnale è stato inviato anche ai politici: strumentalizzare il vaccino per vantaggi elettorali (come sta accadendo soprattutto negli USA) non è davvero possibile. Prima del 2021, probabilmente, non si avranno trattamenti certificati.

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