Vaccino in Italia già a novembre? Irbm: “In arrivo 2-3 milioni di dosi”

Secondo Irbm, che ha partecipato allo sviluppo del candidato vaccino insieme a Oxford e AstraZeneca, in Italia arriveranno almeno 2 milioni di dosi già a novembre

Vaccino in Italia già a novembre? Irbm: “In arrivo 2-3 milioni di dosi”

Le prime dosi di vaccino in Italia potrebbero arrivare fra poco più di due mesi. Lo afferma il presidente della Irbm di Pomezia, Piero Di Lorenzo, il quale conferma che, se tutto va come sperato, il nostro Paese avrebbe a disposizione 2 o 3 milioni di dosi del vaccino anti coronavirus sviluppato da Oxford, Irbm e AstraZeneca.

Vaccino in Italia già a novembre, l’annuncio di Irbm

Il vaccino potrebbe arrivare in Italia molto prima di quanto previsto. Mentre negli Stati Uniti, che hanno scelto di andare da soli, si parla di un ritorno alla normalità non prima della seconda metà del 2021, dove lo sforzo di diversi istituti di ricerca è congiunto la minaccia pandemica potrebbe essere eliminata con grande anticipo.

Le prime 2-3 milioni di dosi del vaccino anti-COVID Oxford-Irbm-AstraZeneca dovrebbe arrivare all’Italia entro la fine di novembre”, ha detto Di Lorenzo, presidente dell’istituto che ha partecipato allo sviluppo del preparato. Ma a una condizione: che la sperimentazione proceda positivamente.

Una possibilità comunque non lontana, visto che il candidato vaccino è stato somministrato a oltre 50mila persone in tutto il mondo, provocando una grave reazione soltanto a una partecipante ai test, ma che poi si è rivelata “non legata al candidato vaccino”. Quest’ultimo è stato definito uno dei più avanzati del pianeta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per Irbm di Pomezia verrà rispettata tempistica del Ministero

La settimana scorsa, i test della fase 3 sul potenziale vaccino sono stati bloccati in seguito all’incidente, provocando, fra le altre cose, il tracollo in Borsa di AstraZeneca. Successivamente, però, le autorità sanitarie britanniche hanno stabilito che l’infiammazione spinale, la mielite acuta trasversa, che aveva colpito una volontaria non era stata causata dal test.

La sperimentazione, spiega il CEO di Irbm, viene effettuata in doppio cieco (nel senso che né volontari né medici sanno a chi viene somministrato il candidato vaccino e a chi il placebo.

Il team composto da Oxford, Irbm e AstraZeneca si dice dunque determinato a rispettare le tempistiche “già annunciate dallo stesso ministro della Salute Roberto Speranza”, ha rassicurato Di Lorenzo.

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