Stati Uniti inviano in Brasile idrossiclorochina, ma il Paese non la usa

Mesi fa il governo Trump ha donato all’amministrazione brasiliana milioni di dosi di idrossiclorichina: sono ancora in deposito

 Stati Uniti inviano in Brasile idrossiclorochina, ma il Paese non la usa

Sono tuttora praticamente intatte le milioni di dosi di idrossiclorochina che l’amministrazione Trump, ormai mesi fa, ha inviato in Brasile per aiutare il Paese guidato da Bolsonaro nella sua difficile lotta al coronavirus.

Eppure, la donazione non era affatto casuale. Il Brasile è infatti uno dei pochi Paesi che raccomanda ancora il farmaco per curare o allentare i sintomi della Covid-19.

Ma quei lotti sono rimasti “perlopiù incontaminati dall’arrivo”, come riferito nelle ultime ore alla CNN da alcuni funzionari brasiliani. Per la maggior parte sono ancora in deposito nella megalopoli brasiliana di San Paolo, e un ex ministro della sanità ha dichiarato che presto “potrebbero dover essere distrutti”.

Il Brasile lascia in deposito idrossiclorochina donata da USA

Il destino dell’idrossiclorochina in Brasile risulta però in linea con quanto stabilito dai più recenti studi scientifici, che mostrano l’inefficiacia del farmaco contro il coronavirus.

Numerosi e approfonditi report hanno assicurato che non funziona per la cura della COVID-19, e può anzi risultare molto dannosa. Tuttavia, il presidente Jair Bolsonaro insiste sul fatto che il farmaco sia stato per lui fondamentale a riprendersi dalla malattia.

Di conseguenza, il ministero della salute brasiliano continua a consigliare ai medici di prescrivere il farmaco per il trattamento dei casi lievi, anche per le donne in gravidanza.

Nel frattempo, il numero di contagi nel Paese è alle stelle. Viene quindi da chiedersi come mai, vista la discreta considerazione del farmaco che resiste sul territorio, le pillole arrivate dagli USA non siano state distribuite.

I lotti sono arrivati in Brasile il 31 maggio. In quel momento, dalla Casa Bianca hanno affermato che i farmaci sarebbero serviti “come profilassi per proteggere gli infermieri, i medici e gli operatori sanitari del Brasile dal virus”:

“Saranno anche usati come terapia per curare i brasiliani contagiati, mentre intanto il farmaco sarà oggetto di uno studio sul territorio”,

si leggeva nella nota statunitense rilasciata a commento della donazione.

Ancora una gaffe di Trump?

La consegna è stata messa in deposito vicino all’aeroporto di San Paolo, secondo quanto riferito da un portavoce del ministero della Sanità, Renato Strauss. Due mesi dopo, sempre secondo Strauss, i lotti sono praticamente intatti all’interno del centro logistico.

Un motivo cruciale del mancato utilizzo potrebbe però essere il particolare confezionamento del farmaco: l’idrossiclorochina è infatti arrivata in confezioni da cento compresse da 400 mg, ma le normative vigenti in Brasile impongono una suddivisione in numeri molto più ridotti prima di poter procedere alla distribuzione.

Il nuovo confezionamento si sarebbe dovuto svolgere in un laboratorio dell’esercito brasiliano a Rio de Janeiro e in altri laboratori ufficiali, e non risulta chiaro come mai non sia ancora stato fatto.

Secondo un portavoce del ministero della Sanità l’Anvisa, organismo di regolamentazione sanitaria brasiliano, ha dato il via libera al processo almeno due settimane fa, ma il tutto sembra ancora bloccato.

Intanto però il senatore del New Jersey Robert Menendez, addetto alle relazioni estere del Senato, ha fatto notare che la Food and Drug Administration ha negato l’autorizzazione all’utilizzo dell’idrossiclorochina come trattamento anti-Covid.

Nel farlo, ha evidenziato anche una notevole nota polemica nei confronti del Presidente Donald Trump e le sue idee sempre controcorrente sul fronte sanitario:

“Il presidente Trump chiaramente non si preoccupa di un valido consiglio medico. Se lo facesse, avremmo preso provvedimenti per fermare l’epidemia di Covid-19 prima che uccidesse 150.000 americani, e l’amministrazione non avrebbe intenzionalmente esportato una terapia che potrebbe portare gravi effetti collaterali per migliaia di brasiliani. È riprovevole”,

ha dichiarato Menendez alla CNN.

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