USA-Cina: torna la guerra commerciale con la pandemia?

Donald Trump all’attacco della Cina: si intensifica la retorica anti-Pechino ai tempi del coronavirus. Quali conseguenze? Il rischio è il riaccendersi della guerra commerciale USA-Cina, che aveva trovato una prima intesa solo a gennaio.

USA-Cina: torna la guerra commerciale con la pandemia?

Stati Uniti contro Cina: mai come in questi tempi dominati dal coronavirus il rapporto tra le due potenze è tornato a farsi teso. E il vento della guerra commerciale potrebbe soffiare nuovamente.

La retorica acuta di Washington contro Pechino riflette la sua crescente frustrazione per gli effetti della pandemia, che è costata molto cara agli USA, ancora saldamente al primo posto al mondo per contagiati e vittime. Oltre, naturalmente, ad aver scatenato una contrazione economica grave e minacciato le sue possibilità di rielezione a novembre.

Un tema, quest’ultimo, di primaria importanza per la Casa Bianca, tanto che Trump ha insinuato che proprio i cinesi stiano tramando per una sua sconfitta.

L’ultima minaccia proveniente dagli USA, però, sta allarmando i mercati: il tycoon starebbe pensando a ritorsioni economiche contro la Cina, anche a costo di rivedere l’intesa sulle tariffe raggiunta a gennaio.

La guerra commerciale sta per riaccendersi?

Effetto pandemia per USA-Cina: torna la guerra commerciale?

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che lo storico accordo commerciale firmato a gennaio con la Cina ora, in piena emergenza coronavirus, è di secondaria importanza.

Cosa significa? Che la minaccia di nuove tariffe contro Pechino - o di altre ritorsioni di tipo economico - non sono affatto da escludere.

Come riportato da alcuni media internazionali, due funzionari statunitensi, parlando in anonimato, hanno affermato che sono effettivamente in discussione delle opzioni contro la Cina. L’obiettivo è colpire la potenza asiatica in modo equilibrato, per danneggiarla senza compromettere gli interessi economici USA.

Il terreno, infatti, è scivoloso per Washington, considerando i legami con Pechino per le importazioni di dispositivi di protezione individuale e per gli acquisti agricoli stabiliti con l’accordo commerciale.

Trump ha chiarito, tuttavia, che le sue preoccupazioni sul ruolo della Cina nell’origine e nella diffusione del coronavirus sono attualmente prioritarie rispetto ai suoi sforzi per consolidare l’intesa sulle tariffe. Anzi, potrebbero spingerlo proprio a infliggere ritorsioni economiche contro Pechino, reo di aver diffuso il virus.

La prima fase dell’accordo commerciale, si ricorda, prevede il taglio di dazi statunitensi sui beni cinesi in cambio dell’impegno della nazione asiatica per l’acquisto di beni agricoli energia e manufatti da aziende USA.

Condizioni, quindi, che non sarebbe proprio prudente per Trump rivedere o cancellare. Anche se, mantenere una posizione dura nella politica delle tariffe contro la Cina potrebbe significare per il presidente USA tenere la leva sui cinesi negli eventuali negoziati per la Fase 2.

Guerra commerciale come strategia elettorale per Trump?

La campagna elettorale di Trump in vista delle elezioni di novembre passa anche attraverso la Cina, questo è ormai chiaro.

Puntare su Pechino come nemico non era il piano originale per la rielezione. A gennaio, Trump ha pianificato di candidarsi sulla forza di un’economia in grande espansione e di un impegno a continuare a combattere la burocrazia governativa.

Ma tutto è cambiato non appena la pandemia di coronavirus ha preso piede negli Stati Uniti. Minacciando e sgretolando proprio le certezze economico-finanziarie del presidente repubblicano.

Da allora, il team di rielezione di Trump ha faticato a trovare un messaggio post-coronavirus davvero vincente sugli elettori. Il compito è diventato più urgente negli ultimi giorni, poiché i sondaggi hanno mostrato che l’approvazione pubblica di Trump è scivolata sotto il 50%.

Guerra commerciale alla Cina, protezionismo economico, ritorsioni verso Pechino potrebbero essere temi di successo per l’elettorato repubblicano frustrato dal lockdown. Il conflitto commerciale contro Pechino funzionerà come strategia per la rielezione di Trump?

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