Elezioni e Mercati: ecco cosa significa il voto di Midterm per l’obbligazionario USA

Il voto di midterm ha consegnato la camera bassa al partito democratico. Il rendimento dei bond a stelle e strisce inizia a prezzare le minori possibilità di nuove misure espansive dal lato fiscale.

Elezioni e Mercati: ecco cosa significa il voto di Midterm per l'obbligazionario USA

Poche sorprese dal voto statunitense di metà mandato. I democratici hanno ottenuto la maggioranza dei deputati mentre al Senato il partito repubblicano potrebbe incrementare i seggi.

Stando all’andamento dei future, Wall Street dovrebbe aprire la seduta con il segno più (+0,89% per il future sullo S&P500, +1,2% per quello sul Nasdaq), sul valutario il dollaro perde terreno contro euro (+0,57% a 1,1492$), sterlina (+0,53% a 1,3169$) e yen (-0,33% a 113,07¥), e, sul mercato dei titoli di stato, scende il rendimento dei Treasuries.

Rendimenti in calo sull’obbligazionario

“Nel caso in cui i repubblicani avessero mantenuto il controllo sia della Camera che del Senato, avremmo assistito a un forte balzo dell’azionario, dei rendimenti dei Treasury e del dollaro”, si legge in una nota elaborata da James Knightley di ING. “Questo perché –continua l’esperto- ci sarebbe stata la possibilità concreta di nuovi stimoli fiscali in un contesto in cui la Federal Reserve alza i tassi in maniera più aggressiva in risposta a un rafforzamento della crescita e del quadro inflattivo”. E quindi, “ci sarebbero state più tensioni sulla sostenibilità delle finanze statunitensi”.

Ma, a questo punto, le possibilità che il Congresso faccia passare nuove misure di stimolo tramite il ricorso al debito sono decisamente basse. È probabile invece che nella seconda parte del mandato di Trump assisteremo a minori emissioni di bond destinate a finanziare nuove misure fiscali espansive e questo, a parità di domanda, finirà per sostenere i prezzi della carta a stelle e strisce penalizzandone i rendimenti (o contenendone la crescita). Rendimenti più bassi, giustificano inoltre un indebolimento del biglietto verde.

“Quando si guarda all’andamento del dollaro, le attese di nuove misure di spesa fiscale aggiungono pressione sul debito e sulle nuove emissioni di debito. Con un parlamento diviso in due, un sistema di ‘controlli e contrappesi’ rappresenta un epilogo positivo per i mercati”, segnala Nader Naeimi di AMP Capital Investors.

In questo contesto, il rendimento del biennale statunitense segna un calo al 2,924% (-0,28%), il dato relativo il cinque anni è al 3,035% (-0,49%) e il decennale rende il 3,215% (-0,8%). “Notiamo un certo ribasso dei tassi statunitensi, in quanto la probabilità di ulteriori stimoli tende allo zero, con una curva sempre più piatta”, hanno evidenziato Salman Ahmed e Charles St-Arnaud, Chief Investment Strategist e Senior Investment Strategist di Lombard Odier.

In arrivo un nuovo shutdown?

Goldman Sachs in una nota elaborata a seguito delle elezioni di midterm, fa notare che il voto di ieri fa drammaticamente aumentare le possibilità di un blocco delle attività amministrative, il c.d. shutdown. “Con un Congresso diviso, ci sarà un rischio sostanziale di shutdown nella prossima scadenza di spesa nel 2019”. Il prossimo limite sul debito sarà ri-stabilito il primo marzo 2019 e gli analisti di GS fanno notare come “le due trattative più intense sul limite del debito degli ultimi anni sono avvenute nel 2011 e nel 2013, e in entrambi i casi il Congresso era diviso”.

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