La Cina non è più la minaccia più grande per gli Stati Uniti. Il Pentagono ha altre priorità al momento.
Con un leggero ritardo rispetto al solito, il Pentagono ha pubblicato la strategia di difesa nazionale, che consolida un cambiamento radicale nel piano statunitense anche nella stessa amministrazione Trump. Il dipartimento di Difesa degli Stati Uniti o, come si chiama ora, il dipartimento della Guerra, non considera più la Cina come la minaccia più grande degli Stati Uniti. Pechino è piuttosto un partner strategico che l’Occidente deve semplicemente dissuadere dagli attacchi, ponendosi in una posizione di forza.
Anche la Russia viene considerata una minaccia tutto sommato gestibile e principalmente un problema europeo. Da questo punto di vista, peraltro, il piano del Pentagono usa toni più morbidi del documento di sicurezza nazionale siglato dal tycoon alla fine del 2025. L’Europa non viene criticata apertamente, ma relegata a un ruolo di più ridotta importanza nello scenario globale. Il Pentagono resta comunque più che allineato alla strategia di Donald Trump, con un documento di 25 pagine nella versione dedicata alla stampa che non manca di elogiare il presidente statunitense in ogni paragrafo.
La coesione della Casa Bianca con il suo ministero non è comunque l’aspetto che ha maggiormente fatto drizzare le antenne alla comunità internazionale. Se la Cina non è la minaccia più rilevante, dopo essere stata l’avversario principale dell’amministrazione Biden, chi prende il suo posto?
La Cina non è la minaccia più grande per gli Stati Uniti
Il piano del dipartimento della Guerra statunitense pone l’accento sulla posizione di potere della Cina nell’Indo-Pacifico, considerando essenziale mantenere un rapporto di pace, seppur sempre da una posizione di forza degli Stati Uniti. Quest’ultima condizione viene posta dal Pentagono, sulla scia della linea strategica di Trump, sostanzialmente per ogni rapporto internazionale citato nel documento.
Per quanto riguarda la Cina, nello specifico, gli Stati Uniti considerano fondamentale una buona capacità di deterrenza per impedire che la Cina o qualsiasi altro Stato possano dominare il suo Paese o i suoi alleati. Viene infatti specificato che l’Indo-Pacifico sarà presto determinante per più della metà dell’economia mondiale, pertanto è necessario mantenere un equilibrio, che da parte di Washington significa assicurarsi una solida forza militare.
Al di là di ciò, comunque, il Pentagono specifica che non ci sono problemi esistenziali. Con la Cina vogliono un rapporto diplomatico quasi alla pari: “una pace decente, con termini favorevoli agli americani sotto cui la Cina può vivere accettandola”.
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Chi ha sostituito la Cina tra le priorità Usa?
La Cina non è più la priorità degli Stati Uniti e nemmeno lo è la Russia, “gestibile dai membri orientali della Nato nell’immediato futuro”. La minaccia russa continua a essere definita persistente e presa in considerazione da Washington, soprattutto nell’ambito della Nato, continuando a fornire supporto all’Europa ma in modo più contenuto. Non c’è motivo, secondo il Pentagono, per togliere attenzione alla difesa della patria visto che i membri europei della Nato surclassano la Russia per economia e capacità belliche.
Simile la visione della Corea del Nord, considerata una minaccia principalmente per la Corea del Sud e il Giappone. Quanto all’Iran, il momentaneo stop al nucleare fa scendere il livello di allerta, pur senza troppo ottimismo. Insomma, gli Stati Uniti continuano a tenere in grande considerazione le criticità portate dai rapporti con i Paesi citati, ma non le ritengono prioritarie. La deterrenza verso la Cina, da ottenere grazie a una posizione di forza piuttosto che dal confronto, è al secondo posto tra gli obiettivi del Pentagono. In prima linea troviamo invece la difesa della patria statunitense, che consta dei seguenti obiettivi:
- rafforzare la sicurezza dei confini;
- contrastare il narcotraffico in tutto l’emisfero;
- assicurarsi l’influenza su aree strategiche nell’emisfero occidentale;
- difendere i cieli americani;
- modernizzare e ottimizzare la potenza nucleare;
- difendersi dalle minacce informatiche e dissuaderle;
- contrastare i terroristi islamici.
La priorità del Paese non risiede più in specifiche minacce alla sicurezza nazionale, ma piuttosto nel consolidamento delle capacità difensive statunitensi e, soprattutto, nella crescita dell’influenza americana pressoché sul globo intero. In fondo, il dipartimento della Guerra Usa non usa mezzi termini:
Dopo anni di trascuratezza, il dipartimento della Guerra ristabilirà il dominio militare americano nell’emisfero occidentale. Lo useremo per proteggere la nostra Patria e il nostro accesso ai territori chiave in tutta la regione. Negheremo inoltre la capacità degli avversari di posizionare forze o altre capacità minacciose nel nostro emisfero. Questo è il Corollario Trump alla Dottrina Monroe, un ripristino di buon senso del forte potere americano e delle prerogative americane in questo emisfero, coerente con i nostri interessi.
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