UniCredit, annuncio su utili e dividendi è qui. Previsioni 2025-2028 e lo scenario più bullish per le azioni

Laura Naka Antonelli

08/02/2026

UniCredit verso il giorno X dei conti. Le previsioni degli analisti per gli utili e ricavi. E il best case scenario per le azioni (ma anche il worst case scenario).

UniCredit, annuncio su utili e dividendi è qui. Previsioni 2025-2028 e lo scenario più bullish per le azioni

Si fa spasmodica l’attesa per i conti di UniCredit, la banca italiana nelle mani del CEO Andrea Orcel che ha fatto tanto parlare di sé per tutto il 2025 con la grande scommessa, poi persa, chiamata Banco BPM. E la grande banca che si è confermata protagonista di Borsa anche in queste prime settimane del 2026, sulla scia di indiscrezioni che hanno puntato a eventuali possibile mosse su MPS e su Generali.

UniCredit ha rimandato i rumor al mittente, ma la curiosità riguardo a cosa dirà Orcel, nel giorno ormai imminente della presentazione dei risultati del quarto trimestre e dell’intero 2025, è alta. C’è infatti anche l’altro grande dossier, il cui esito rimane incerto. Se ne saprà sicuramente di più nel giorno X, ormai alle porte: la carrellata di annunci è attesa per domani mattina, lunedì 9 febbraio 2026.

Gli azionisti sono inoltre in attesa di capire se la banca tra le più generose in Europa annuncerà novità sui dividendi e/o su eventuali e ulteriori operazioni di buyback. Dopo i conti della rivale numero uno Intesa SanPaolo, e delle altre banche italiane BPER e Banco BPM, tocca a UniCredit alzare il velo sui conti, poche ore prima che faccia lo stesso MPS, tra le grandi Big italiane del credito (occhio al calendario delle trimestrali). Massima attenzione, dunque, alle previsioni degli analisti sugli utili di UniCredit fino al 2028 e, anche, sulla possibile performance delle azioni, quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari.

UniCredit Day alle porte, gli ultimi messaggi dai conti di Orcel e la promessa sui dividendi

Gli ultimi numeri di bilancio che Piazza Affari ha appreso su UniCredit sono quelli relativi al terzo trimestre e ai primi nove mesi del 2025, che la banca italiana guidata dall’amministratore delegato Andrea Orcel ha annunciato il 22 ottobre scorso.

I numeri hanno confermato l’ottimismo del CEO, mettendo in evidenza risultati record, caratterizzati da un utile netto di €2,6 miliardi nel terzo trimestre e di €8,7 miliardi nei primi nove mesi del 2025, in crescita del 13% su base annua.

Il bilancio ha certificato “ un terzo trimestre record e migliori nove mesi di sempre ”, come ha annunciato la stessa banca.

Quel giorno, UniCredit e Orcel hanno confermato la guidance di un utile netto di circa €10,5 miliardi nel 2025 prima di ogni iniziativa manageriale per rafforzare ulteriormente i risultati futuri, preannunciando di essere “sulla buona strada per portare a termine il nostro migliore anno di sempre ”, come ha commentato l’AD.

Ribadito anche l’impegno di premiare gli azionisti con una distribuzione totale a valere sul 2025 pari o superiore €9,5 miliardi, di cui almeno €4,75 miliardi nella forma di dividendo in contanti.

Le previsioni del consensus e degli analisti per gli utili di UniCredit relativi al IV trimestre 2025

Per il quarto trimestre del 2025, così come per gli interi anni 2025-2026-2027-2028, il consensus degli analisti ha già reso note le previsioni in data 16 gennaio 2026.

L’utile netto di UniCredit (o anche Stated Net Profit) relativo al quarto trimestre del 2025 è atteso in media dal consensus a quota 1,962 miliardi.

L’utile netto (guidance definition) è previsto invece in media dallo stesso consensus a quota 1,737 miliardi di euro, intendendosi per utile netto l’utile netto rettificato per gli impatti del test di sostenibilità delle DTA da perdite fiscali riportate a nuovo. Il risultato è utilizzato per la quantificazione dell’accantonamento del dividendo e per la distribuzione totale, viene precisato sul sito di Piazza Gae Aulenti.

Sotto i riflettori anche le previsioni di Barclays Research, che mette in conto un utile netto nel quarto trimestre del 2025 a 1,576 miliardi, in ribasso del 40% su base trimestrale e in calo del 20% su base annua.

I ricavi di UniCredit del quarto trimestre del 2025 sono attesi in media dal consensus a 5,952 miliardi, con la componente degli interessi netti (quella condizionata dalla direzione dei tassi di interesse decisa dalla BCE di Christine Lagarde) prevista a 3,357 miliardi e le commissioni nette stimate a 2,054 miliardi di euro.

Barclays prevede ricavi nel quarto trimestre del 2025 a valori simili, a 5,746 miliardi, in flessione del 7% su base trimestrale e in calo del 4% su base annua, con interessi netti a 3,312 miliardi (giù del 2% su base trimestrale e in calo del 9% su base annua). Per quanto riguarda le commissioni nette, le previsioni di Barclays sono di 2,008 miliardi, in ribasso dell’1% su base trimestrale e in crescita del 2% su base annua.

I costi operativi di UniCredit sono attesi dal consensus in media a 2,533 miliardi, con le spese per il personale anticipate a 1,585 miliardi.

Barclays stima costi operativi a 2,572 miliardi, in rialzo del 12% su base trimestrale e in crescita del 2% su base annua e costi del personale a 1,625 miliardi, in crescita del 13% su base trimestrale e in aumento del 3% su base annua.

Le rettifiche nette sui crediti sono date dal consensus a 313 milioni. Barclays prevede LLPs (accantonamenti per far fronte a perdite sui crediti, dunque a NPL-crediti deteriorati e non solo) a 379 milioni: cifra che equivale a un balzo del 235% su base trimestrale e a un aumento del 6% su base annua.

Previsioni utili, interessi netti, ricavi, dividendo per azione ed EPS fino al 2028

In evidenza le attese degli analisti del consensus anche per le principali voci di bilancio di UniCredit relative agli interi anni 2025, 2026, 2027, 2028.

L’utile netto stated è atteso dal consensus, in media, a 10,710 miliardi di euro per il 2025, poi in lieve calo a 10,587 miliardi per il 2026, in rialzo a 11,212 miliardi per il 2027 e ancora meglio a 11,836 miliardi per il 2028.

L’utile netto (guidance definition) è stimato sempre dal consensus e in media a 10,459 miliardi per il 2025, a 10,586 miliardi per il 2026, a 11,233 miliardi per il 2027 e a 11,879 miliardi per il 2028.

Nel riferirsi all’utile netto, le previsioni di Barclays Research sono di 10,324 miliardi, di 10,587 miliardi e di 11,556 miliardi, rispettivamente per gli anni 2025-2026-2027.

Veniamo ai ricavi di UniCredit, stimati per gli anni successivi.

Il consensus è per 24,798 miliardi in media per il 2025, di un aumento a 25,556 miliardi per il 2026, di un ulteriore incremento a 26,543 miliardi per il 2027 e di una crescita a 27,585 miliardi per il 2028.

Per gli interessi netti, le previsioni del consensus sono di 13,659 miliardi, in media, per il 2025; di 13,7 miliardi nel 2026, di 14,119 miliardi nel 2027 e di un nuovo aumento a 14,625 miliardi per il 2028.

Simili le stime elaborate da Barclays Research sulla base dei dati di UniCredit e di Bloomberg, puntano a un NII (margine netto di interesse) di UniCredit a 13,614 miliardi nel 2025, in calo a 13,580 miliardi nel 2026 e in ripresa a 14,298 miliardi nel 2027.

Le commissioni nette sono attese dal consensus a 8,514 miliardi per il 2025, a 8,778 miliardi per il 2026, a 9,170 miliardi nel 2027 e a 9,977 miliardi per il 2028.

I costi operativi sono stimati sempre dal consensus a 9,460 miliardi in media per il 2025, a 9,502 miliardi nel 2026, a 9,573 ,miliardi nel 2027 e a 9,662 miliardi nel 2028.

Barclays Research punta a costi operativi di 9,5 miliardi nel 2025 e a 9,528 miliardi e a 9,629 miliardi, rispettivamente nel 2026 e nel 2027.

Gli accantonamenti per far fronte a perdite future sui crediti sono attesi in crescita, stando al report di Barcalys, da 684 milioni del 2025, a 744 milioni nel 2026 e a 771 milioni nel 2026.

Il consensus prevede svalutazioni sui prestiti, in media, a 618 milioni nel 2025, a 799 milioni nel 2026, a 899 milioni nel 2027 e a 1,037 miliardi nel 2028.

Guardando all’EPS, utile per azione, dalla tabella di Barclays emergono le previsioni di un EPS su base adjusted di UniCredit pari a 6,26 nel 2025, a 7,14 nel 2026 e a 8,01 nel 2027.

Per quanto riguarda il DPS, ovvero il dividendo per azione, si prevede un valore di 3,13 per il 2025, di 3,63 nel 2026 e di 4,09 nel 2027.

Il CET1 ratio di UniCredit è atteso dal consensus al 14,5% per il quarto trimestre del 2025 e per l’intero 2025, in media.

Le stime sempre del consensus sono di un CET1 in rallentamento al 14,3% per il 2026, in ripresa al 14,4% per il 2026 e al 14,5% per il 2028.

In media, per il periodo 2025-2027, Barclays prevede un CET1, per UniCredit, al 14,5%.

Il target price e il rating di Barclays sulle azioni UniCredit. E i best e worst case scenario

Passando alle previsioni per le azioni, Barclays ha un target price su UCG pari a 79 euro, rispetto agli attuali 73,75, a fronte di un rating “Overweight”, giustificato dal modello della divisione di ricerca, che si basa sulla “guidance della società sui ricavi e sul trend dei costi, e sulla presenza di un margine di rialzo” che si giustifica con “la potenzialità di una distribuzione del capitale e di investimenti”. In sintesi, con l’arrivo di nuovi dividendi.

Lo scenario migliore per le azioni UniCredit implica un balzo delle azioni fino a 102,70 euro, basato su un rapporto P/E pari a 13 volte.

Il balzo potrebbe secondo Barclays manifestarsi nel caso in cui “ i ritorni di capitale (dividendi) agli azionisti fossero più elevati delle previsioni o se la banca mostrasse una maggiore capacità di garantire una crescita dei ricavi”.

Il worst case scenario punta invece a uno scivolone delle azioni fino a 51,50 euro, e si basa su un P/E pari a 6 volte.

Uno scenario del genere potrebbe concretizzarsi, hanno spiegato da Barclays, “se i timori sulle opzioni M&A colpissero la solidità del bilancio di UniCredit ”.

Il best case scenario e il worst case scenario per le azioni UniCredit Il best case scenario e il worst case scenario per le azioni UniCredit Nello scenario migliore per le azioni UniCredit elaborato da Barclays Research, gli analisti prevedono un balzo fino a 102,70 euro. In quello peggiore, le stime sono di una ritirata fino a 51,40 euro (Fonti: Barclays Research).